Indagine Willis Towers Watson, segnali di crescita per l’M&A in Asia

Fusioni - Acquisizioni - Transazioni societarie (3) Imc

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Nel primo trimestre 2017 livelli record dell’attività di fusione ed acquisizione nella regione asiatica

Secondo l’indagine Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM) di Willis Towers Watson, l’attività di fusione ed acquisizione in Asia nel primo trimestre dell’anno ha toccato i livelli più alti dal 2008, anno in cui il colosso nella consulenza e nel brokeraggio ha iniziato il monitoraggio delle mega-operazioni di M&A. Gli acquirenti dell’area hanno, infatti, completato 80 operazioni, con un significativo aumento rispetto alle 62 dello stesso trimestre del 2016. I risultati asiatici si presentano in forte contrasto con il resto del mondo, dove i livelli sono precipitati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’indagine, realizzata in collaborazione con la Cass Business School, traccia il numero di operazioni di M&A completate del valore di oltre 100 milioni di dollari e la performance azionaria della società acquirente rispetto agli indici di mercato. Questa analisi evidenzia tuttavia come, nonostante un aumento del volume delle mega-operazioni, gli acquirenti asiatici abbiano sottoperformato il mercato di 2,4 punti percentuali rispetto all’indice MSCI World.

“L’Asia ha continuato a investire nelle attività di M&A e, nonostante la performance azionaria degli acquirer rispetto agli indici regionali non sia stata positiva, si continuano a registrare operazioni intra-regionali e nazionali, decisioni di investimento che non rileviamo in altre aree geografiche – ha affermato Andrea Scaffidi, Senior Consultant di Willis Towers Watson Italia. Per le altre regioni, considerando i lunghi tempi per il completamento dei deal tradizionali, i risultati non sono sorprendenti. L’attività di M&A riflette la forte incertezza economica post Brexit e pre elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Negli anni precedenti abbiamo assistito ad significative extra performance da parte degli acquirer asiatici, gli ultimi trimestri hanno registrato un riduzione delle stesse, allineando la regione ai risultati del resto del mondo. Questo potrebbe significare una maturazione del mercato M&A asiatico e un allontanamento da deal opportunistici verso un modello più maturo e prevedibile”.

L’indagine, come anticipato, evidenzia anche che (esclusa l’Asia) in Europa e Nord America, oltre ad un calo del numero delle operazioni, la fase di costante sovraperformance trimestrale – durata quattro anni – rispetto agli indici di mercato è giunta al termine. Nel primo trimestre del 2017, gli acquirenti hanno registrato una sottoperformance di 1,3 p.p. rispetto all’indice, in netta controtendenza rispetto alla sovraperformance media di 6,3 p.p. osservata negli ultimi tre anni.

“L’attività di M&A nel primo trimestre dell’anno – ha aggiunto Scaffidi – è stata ridotta e rispecchia l’approccio delle aziende, iniziato lo scorso anno, di “aspettare e osservare”. Per il prossimo trimestre prevediamo una significativa ripresa con la conclusione dei deal avviati a ridosso del post elezioni americane. Se i tassi d’interesse globali rimarranno bassi e i mercati continueranno a performare, è probabile una svolta nelle attività di M&A poiché le aziende cercheranno di sfruttare tutte le opportunità che si presentano”.

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