Indagine Zurich – GFK Eurisko: Le PMI sottovalutano i rischi di attacchi informatici e imprevisti nella supply chain

Rischi informatici - Cyber Risks Imc

Rischi informatici - Cyber Risks Imc

La III edizione dell’indagine internazionale Zurich – GFK Eurisko sui rischi di 3.000 PMI in 15 Paesi del mondo ha rilevato, a livello internazionale, che solo il 17% ritiene di essere soggetto a episodi di cybercrime, nonostante le PMI trovino nei nuovi canali di vendita, come per esempio le vendite online, la principale chiave di crescita. Il 55% degli intervistati ritiene che la perdita dei propri fornitori strategici non avrebbe ricadute sull’attività ordinaria dell’azienda. Per quanto riguarda il nostro Paese il 13,5% del campione ritiene di non essere soggetto a potenziali attacchi informatici e il 15% ritiene di avere messo in atto politiche e adottato strumenti in grado di proteggere l’azienda da attacchi informatici. Il 58,5% degli intervistati ritiene che la perdita di fornitori di riferimento non avrebbe ricadute sull’attività ordinaria dell’azienda

Zurich Insurance Group ha presentato i risultati della terza edizione del sondaggio internazionale* realizzato da GFK Eurisko su un campione di 3.000 PMI in 15 Paesi del mondo in Europa, America e Asia-Pacifico negli ultimi 12 mesi, in tema di attacchi informatici e gestione strategica dei fornitori.

Il rischio cyber nelle PMI

Nel 2015 le PMI hanno leggermente aumentato la propria preoccupazione nei confronti di attacchi informatici – passando dal 4% all’8% degli intervistati – ma il pericolo è ancora ampiamente sottovalutato: solo il 17% ritiene infatti di essere soggetto a episodi di cybercrime, nonostante le PMI trovino nei nuovi canali di vendita, come per esempio le vendite online, la principale chiave di crescita. Il rischio informatico viene infatti posizionato solo in dodicesima posizione, ad eccezione di Malesia, Turchia e America, in cui il rischio si posiziona rispettivamente al quinto e al sesto posto. Nel corso dell’ultimo anno i principali timori delle PMI in materia di cyber risk sono legati alla sottrazione illecita di dati relativi alla clientela (28% del campione). Al secondo posto seguono con il 16% i danni di reputazione e di immagine.

Cyber risk ancora sottovalutato nel nostro Paese

Nel corso dell’ultimo anno, i principali timori delle PMI italiane legati al fenomeno del cybercrime sono riconducibili al Furto dei dati dei clienti (25%), all’interruzione dell’attività (virus, oscuramento del sito) (23,5%) e ai danni reputazionali (11,5%). In generale, il 15% delle aziende ritiene tuttavia di avere messo in atto politiche e adottato strumenti in grado di proteggere l’azienda da attacchi informatici ed il 13,5% delle PMI ritiene che la propria azienda non sia soggetta a episodi di cybercrime.

Minacce nella supply chain delle PMI

Come già riportato in un precedente articolo, a livello globale il 55% delle imprese intervistate ritiene che la perdita dei propri fornitori strategici non avrebbe ricadute sull’attività ordinaria dell’azienda. La maggior parte delle PMI, forse anche a causa di una scarsa conoscenza della catena dei fornitori, ritiene infatti di riuscire a gestire senza troppe difficoltà i propri fornitori. Secondo Zurich, questo rischio viene tuttavia spesso sottovalutato: dallo studio emerge che solo una PMI su sette (14%) ritiene rilevante per la propria azienda, la perdita di un fornitore chiave e solo il 39% del campione considera di correre il rischio di poter perdere un fornitore di fiducia.

In Italia, la gestione dei fornitori non è un’area strategica nella vita delle imprese

In merito alla gestione strategica dei fornitori delle PMI del nostro Paese, oltre il 58,5% degli intervistati sostiene che la perdita dei propri fornitori di riferimento non avrebbe ricadute sull’attività ordinaria dell’azienda, in quanto l’azienda non dipende da alcun fornitore e/o potrebbe rivolgersi ad un sostituto, mentre il 15% del campione afferma che tale perdita potrebbe causare solo un breve ritardo nella produzione. Dalla ricerca risulta inoltre che le PMI italiane hanno un numero di fornitori più alto – rispetto per esempio alle PMI portoghesi o irlandesi – e per questo motivo il grado di dipendenza da parte dei fornitori risulta più basso.

“I rischi percepiti dalle PMI italiane – ha commentato Marco Delpino, Head of Market Facing Underwriting di Zurich in Italia – sono ancora relativamente bassi. Zurich, in qualità di assicuratore globale, ha la responsabilità e un ruolo importante da svolgere per aumentare la consapevolezza e aiutare le PMI a limitare il rischio legato agli attacchi informatici e alle minacce nella supply chain”.

Intermedia Channel


* La terza edizione del sondaggio internazionale Zurich sulle PMI è stata realizzata da GFK Eurisko. E’ stato chiesto ai responsabili di circa 3.000 piccole e medie imprese (0-250 dipendenti) in tutto il mondo di identificare un massimo di tre sfide e opportunità affrontate e colte nel 2015. Il campione rappresenta circa 200 fra CEO/titolari, direttori generali, CFO/Amministratori finanziari, COO/ Direttori operativi dei seguenti 15 Paesi: Austria, Brasile, Germania, Hong Kong, Italia, Malesia, Messico, Marocco, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti

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