Indici globali e alti dividendi per la pensione dei trentenni

Giovani - Generazioni Imc

Giovani - Generazioni Imc

(di Sandra Riccio – La Stampa Tuttosoldi)

Chi ha tutta la vita davanti può rischiare (e guadagnare) di più

Pochi soldi e tante incognite sul futuro. I Millennials, vale a dire i trentenni di oggi, dovrebbero iniziare già ora a costruire le basi per affrontare spese future importanti come l’anticipo del mutuo, l’acquisto dell’auto o magari gli accantonamenti per una vecchiaia serena. Quali sono gli strumenti e le strategie che gli esperti consigliano?

Azioni per crescere

La regola d’oro è diversificare in modo da distribuire il rischio. Vale anche per chi è giovane e vuole investire per il futuro. Come dividere il portafoglio? «Il consiglio è quello di puntare una parte del denaro sul mercato azionario che ha tassi di crescita più elevati – dice Giuseppe Romano, direttore ufficio studi di Consultique. Certo, i rischi sono più elevati ma il lungo orizzonte di tempo li rende più sopportabili». Per l’esperto la soluzione migliore è quella di scegliere gli Etf, vale a dire i fondi quotati che hanno commissioni più basse. Per chi ha tanto tempo davanti, la scelta ideale è quella dell’indice azionario globale perché include le azioni più importanti di tutto il mondo e permette di approfittare dalla crescita internazionale negli anni. Un’altra strada suggerita è quella dei panieri che scommettono sulle aziende americane ed europee ad alto dividendo. Nel lungo periodo offrono una redditività interessante, anche sopra al 3-4%.

Con le azioni si va più lontano. «In linea generale più si allunga l’orizzonte temporale di investimento e più aumenta la propensione al rischio dell’investitore, ovvero la sua capacità di sopportare volatilità e le eventuali perdite di breve periodo. Questo tipo di approccio ben si coniuga con un investimento azionario», dice anche Daniele Cammilli, responsabile marketing Pictet Am.

Le obbligazioni

I risparmi non devono essere tutti dedicati alle azioni. «Una quota va investita in obbligazioni – dice Romano –. In questa fase è meglio, però, puntare sui titoli obbligazionari legati all’inflazione di Europa e di America». Guardando agli Usa, con questo tipo di strumento, si riesca anche a diversificare sulla parte valutaria. Per l’esperto, un’altra quota del portafoglio va dedicata alla liquidità mentre uno spicchio marginale, del 10%, è da tenere in oro. Il metallo giallo è scorrelato da azioni e obbligazioni e quindi controbilancia i movimenti inattesi sui mercati.

Le nuove ricette dalla Rete

Tra i Millennials, sempre connessi e focalizzati su tutto quello che è digitale, sta facendo breccia la nuova strada dei robo-advisor. Si tratta dei nuovi algoritmi di consulenza a prezzi bassissimi. I nuovi servizi sono disponibili online sui molti siti dedicati (quello di Moneyfarm, per esempio, o di AdviseOnly). Bastano poche decine di euro per realizzare su questi siti il proprio portafoglio di investimento. La consulenza si ottiene in pochi passaggi e le possibilità di scelta spaziano, a seconda dei casi, dagli indici azionari, a quelli obbligazioni, fino agli Etf su singoli Paesi o aree geografiche. Anche i conti deposito online hanno incontrato l’interesse dei più giovani. Sono molto semplici, veloci, e consentono di parcheggiare anche piccole cifre a costo zero. Tuttavia negli ultimi anni hanno sofferto i tassi bassi e dunque, in questa fase, offrono rendimenti che sono minimi, intorno all’1%, appena.

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