Infortuni in condominio, negligenza tutta da dimostrare

Cassazione - Esterno (2) Imc

Cassazione - Esterno Imc

(Autori: Giuseppe Bordolli e Gianfranco Di Rago – ItaliaOggi)

Lo ha chiarito la Cassazione in una sentenza in merito agli incidenti nelle parti comuni. L’onere della prova al condomino infortunato per le scale

Il condomino che cada sulle scale per l’improvvisa interruzione del funzionamento dell’impianto di illuminazione ha l’onere di provare in giudizio sia il rapporto causale tra detta parte comune e l’incidente sia la negligenza del condominio nella custodia dell’impianto dal quale si sarebbe originato il danno. Lo ha chiarito la Corte di cassazione nella recente sentenza n. 22784.

Nella specie un condomino che sosteneva di essere caduto sulle scale per l’improvviso spegnimento dell’impianto di illuminazione aveva citato in giudizio il condominio, in persona del proprio amministratore, per sentirlo condannare al risarcimento dei danni che aveva subito a causa di tale incidente. Il condominio, nel costituirsi in giudizio, aveva quindi chiamato in garanzia la propria assicurazione perché quest’ultima fosse condannata a risarcire il dovuto nel non creduto caso di accoglimento della domanda avanzata dal condomino. Sia in primo che in secondo grado la richiesta dell’incidentato era però stata respinta, con conseguente condanna alle spese processuali sostenute sia dal condominio sia dalla compagnia assicuratrice. Entrambi i giudici di merito avevano, infatti, rilevato che il condomino non aveva fornito la prova né del difettoso funzionamento del timer dell’impianto di illuminazione, né il ritardo dell’amministratore condominiale nel porvi rimedio né, soprattutto, la circostanza che tale difetto di funzionamento fosse stato la causa della caduta.

La questione era quindi stata portata dal condomino all’esame della Corte di cassazione per ottenere l’annullamento della sentenza resa dai giudici di appello. Anche in questo caso, però, l’esito è stato negativo. La Suprema corte, infatti, ha evidenziato come in caso di incidenti in condominio l’onere della prova incomba comunque sul soggetto (condomino o terzo) che si assuma essere stato danneggiato in conseguenza del difetto di custodia e di manutenzione di un bene o di un impianto comune. Quest’ultimo, in particolare, è chiamato a provare il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, ossia deve dimostrare che l’evento dannoso si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, che sia propria del bene. A questo proposito la giurisprudenza di legittimità è solita ritenere che ove la cosa in custodia possa sprigionare una qualche energia o una dinamica interna alla sua struttura e tale da provocare il danno (come ad esempio una caldaia) la responsabilità per la verificazione degli eventi lesivi sia da considerarsi oggettiva, ritenendo quindi implicito e già dimostrato il predetto nesso causale. Allorché, invece, si tratti di un bene di per sé statico e inerte che richieda l’agire umano per la verificazione di un evento lesivo (proprio come nel caso di specie della caduta sulle scale), spetta allora al danneggiato provare che lo stato dei luoghi presentasse peculiarità tali da renderne potenzialmente dannosa la normale utilizzazione.

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