Innovazione in ambito Benessere e Salute, comprendere il futuro che ci aspetta

Salute - Benessere Imc

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In occasione dell’incontro Innovation by ANIA dello scorso 15 febbraio è stata presentata la ricerca internazionale svolta da Deloitte in ambito Benessere e Salute. Dalla salute alla qualità della vita: nuovi comportamenti, un ruolo crescente delle innovazioni e un’opportunità per quei settori che vorranno porsi come interlocutori del bisogno di Benessere e Salute, in maniera credibile e con offerte in grado di stimolare i clienti e coglierne le reali necessità

In occasione dell’incontro Innovation by ANIA, svoltosi lo scorso 15 febbraio a Milano, sono stati presentati i risultati di una ricerca internazionale curata da Deloitte in ambito Benessere e Salute. “Dalla salute alla qualità della vita: nuovi comportamenti, un ruolo crescente delle innovazioni e un’opportunità – hanno spiegato dalla multinazionale operante nei servizi di consulenza e revisione – per quei settori che vorranno porsi come interlocutori del bisogno di Benessere e Salute, in maniera credibile e con offerte in grado di stimolare i clienti e coglierne le reali necessità”.

L’innovazione continua il suo percorso e porta significativi cambiamenti a livello sociale e industriale. Come evidenziano da Deloitte, siamo diventati clienti complicati da capire e gestire e risulta riduttivo definire i nostri bisogni esclusivamente in base all’età. Siamo “Perennials” con bisogni e comportamenti che tendono a rimanere “perenni” nel tempo. Siamo pieni di informazioni anche grazie allo sviluppo delle nuovi fonti digitali: il 45% degli adulti americani si informa anche attraverso Facebook e la metà di questi esclusivamente attraverso i social network.

Una maggiore quantità di informazioni non porta tuttavia automaticamente a una maggiore conoscenza, considerando che quattro italiani su cinque non sanno riconoscere una fake news. Mostriamo inoltre comportamenti di acquisto Digit-Old: da una parte aumenta l’utilizzo del digitale e dall’altra nove italiani su dieci (secondo una analisi proprio di Deloitte) ritengono il negozio ancora una necessità in molti settori.

Ulteriore elemento di cambiamento legato all’innovazione riguarda i dati al centro della rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo. È stato stimato che ci vorrebbero sei milioni di anni per guardare tutti i video che attraversano le reti globali in un solo mese* e ogni momento della nostra vita diventa fonte di informazioni. Da poco lo è diventato anche il sonno. I dati permettono una gestione algoritmica della vita collettiva e la lettura profonda di questi dati permette di rivedere le logiche classiche di fare impresa, sino al punto di anticipare le nostre scelte di acquisto (Amazon, ad esempio, grazie a sistemi di intelligenza artificiale e algoritmi, con il nuovo programma “Amazon Product Sampling” offre ai clienti la possibilità di ricevere gratuitamente campioni omaggio di ogni tipo a seconda dei loro gusti).

L’innovazione sta cambiando radicalmente la competizione. Sono nati, in poche decine di anni, nuovi operatori (i cosiddetti tech giants), che rendono riduttiva la definizione di multinazionale e che hanno aree di interesse industriale a 360°: dalla ricerca medica, all’intelligenza artificiale, al venture capital, alle auto a guida autonoma, ai device IoT e altro ancora.

Le forze di cambiamento legate all’innovazione permettono di immaginare un nuovo modello di gestione del cliente, dove partendo da un’area di bisogno rilevante si determina l’opportunità di gestire tutte le necessità del cliente stesso, rendendo più labili i confini tradizionali tra i settori industriali che siamo stati abituati a pensare.

Il mondo del Benessere e della Salute, secondo Deloitte, rappresenta l’area di bisogno che più di altre si presta a questo cambiamento. Si tratta di un’ampia area di bisogno che va oltre la prevenzione e la cura sino ad abbracciare la necessità di svolgere attività fisica, la cura dell’alimentazione e la gestione del proprio tempo libero. Le innovazioni in questa articolata area di bisogno sono molteplici, già presenti e in continua evoluzione (es. droni per la consegna dei farmaci, assistenti domestici robotizzati o, ancora, health point presso le sedi di lavoro, ecc.).

Si tratta inoltre di una area di interesse per molteplici aziende appartenenti a diversi settori industriali (dal mondo finanziario, al farmaceutico, all’industria, alle telecomunicazioni, ecc), dove i “colossi tecnologici” sembrano indirizzare una buona parte dei propri interessi strategici. Amazon, ad esempio, sta progettando la creazione di una società sanitaria e ospedali per i propri dipendenti in collaborazione con JP Morgan e Berkshire HathawayApple ha ricordato recentemente come conti di dar il suo maggiore contributo in ambito Benessere e Salute e Google ha recentemente acquistato la divisione smartwatch di Fossil.

Ricerca Deloitte su Benessere ed Innovazione

In questo contesto ricco di innovazione e di cambiamenti, Deloitte ha quindi svolto un’articolata indagine demoscopica a livello nazionale e internazionale**, in collaborazione con SWG, per approfondire il percepito delle persone rispetto ai cambiamenti in atto nel mondo Benessere e Salute.

“In primo luogo – ha affermato Luigi Onorato, Senior Partner Monitor Deloitte – emerge come Benessere e Salute siano il bisogno primario più importante: lo dichiara il 60% degli italiani intervistati e lo conferma il confronto internazionale. Si tratta tuttavia di un bisogno che va oltre il naturale concetto di Salute (intesa come cure) e che si allarga a quello più ampio ed articolato del voler vivere bene. Infatti, in Italia due intervistati su tre, in linea con il dato internazionale, dichiarano di effettuare attività fisica più di una volta a settimana e circa tre su quattro dichiarano di avere, sempre o spesso, una corretta alimentazione. Sempre due intervistati italiani su tre ritengono poi importante effettuare visite di prevenzione o check up, che effettuano almeno una volta all’anno (contro il 58% rilevato all’estero), spendendo nel 50% dei casi una media annua di 300 Euro circa. Solo un intervistato su dieci afferma di non effettuare mai visite di prevenzione”.

“Coerentemente con i trend demografici – ha aggiunto Onorato – nel concetto di Benessere e Salute rientra anche la cura dei propri cari. Se si considerano gli intervistati italiani con genitori over 65, in due casi su tre (contro il 49% all’estero) è necessaria una qualche forma di assistenza. Tale assistenza viene fornita in prima persona nel 60% dei casi, mentre si arriva a oltre l’80% nel caso in cui l’intervistato abbia più di 55 anni”. Nei casi minoritari in cui ci si riesca ad avvalere di supporti esterni (il 13% degli intervistati italiani nel caso delle badanti), sei intervistati su dieci lamentano costi troppo elevati e limitata professionalità degli operatori.

Tra tutti i nostri bisogni il Benessere e Salute è la principale area di spesa: lo conferma il 74% degli intervistati italiani, percentuale in linea con quanto rilevato a livello internazionale. In aggiunta, non si riscontra come questa spesa possa diminuire in futuro: solo il 10% prevede di spendere meno nei prossimi cinque anni.

Benessere e Salute rappresentano anche la nostra principale area di preoccupazione, in maniera anche superiore a tematiche di estrema attualità, come ad esempio il problema del lavoro o la sicurezza del Paese. Da ciò deriva la necessità di continui confronti sul tema: il 50% degli intervistati italiani ne parla in famiglia almeno una volta alla settimana e il 35% almeno una volta al mese.

“Per il 74% degli italiani – ha evidenziato Andrea Poggi, Innovation Leader Deloitte – l’innovazione ha avuto un impatto positivo migliorando la qualità dei servizi, facilitandone l’accesso e riducendo i costi. Tuttavia quando pensiamo alla nostra salute gestiamo questo bisogno in maniera tradizionale rivolgendoci ai medici nel 79% dei casi o attraverso la diagnostica tradizionale (24% dei casi), mentre solo il 7% degli intervistati dichiara di avvalersi di wearable device o applicazioni digitali”.

Gli intervistati, sia a livello nazionale che internazionale, affermano di utilizzare, in modo interessato ma selettivo, i servizi digitali disponibili in ambito Benessere e Salute. “Per quasi il 70% degli intervistati italiani – ha sottolineato Poggi – i servizi digitali più utilizzati risultano essere quelli per facilitare l’accesso alle cure (ad es. la prenotazione online delle visite), mentre assumono una rilevanza minore i servizi digitali per monitoraggio della propria salute, per la condivisione delle informazioni, la consegna dei farmaci a domicilio o la telemedicina”.

Gli intervistati confermano di avere aspettative concrete nei confronti dell’innovazione. In particolare, si aspettano sia migliori cure abilitate dalle nuove tecnologie (63% in Italia, 51% a livello internazionale) sia una maggiore facilità di accesso alle cure stesse, soprattutto in termini di minori tempi di attesa (52% in Italia, 37% a livello internazionale).

Per l’84% degli intervistati italiani l’innovazione ha portato a un significativo aumento delle informazioni, delle quali non sempre siamo fiduciosi: il 35% dei nostri connazionali intervistati (dato che sale al 39% a livello internazionale) non si fida mai delle informazioni trovate sul web. Solo il 10% si fida sempre, mentre il 55% (51% a livello internazionale) si fida solo per alcune tipologie di informazioni o fonti. Ad ogni modo, per l’80% degli intervistati italiani (65% all’estero) ritiene che le informazioni siano d’aiuto se accompagnate dal confronto con familiari, amici o specialisti.

Come inoltre rilevano da Deloitte, non abbiamo le idee chiare su quali nuovi operatori possano aiutarci a gestire in maniera innovativa il bisogno Benessere e Salute. Dall’indagine emerge che abbiamo bisogno di essere stimolati al nuovo: “Solo il 13% degli italiani (14% a livello internazionale) – ha indicato Onorato – è a conoscenze di offerte da parte di operatori diversi da quelli tradizionalmente riconosciuti come esperti”.

Allo stesso tempo, non viene spontaneo pensare di rivolgersi a operatori diversi da quelli tradizionali per l’acquisto, ad esempio, di servizi in ambito attività fisica, prevenzione o cura. A titolo indicativo, meno del 10% del campione intervistato si rivolgerebbe spontaneamente ad operatori tecnologici o operatori finanziari per acquistare servizi o prodotti per l’attività fisica, la prevenzione o la cura della persona. Allo stesso tempo, si rileva una apertura verso nuovi operatori.

“L’80% degli italiani – ha inoltre sottolineato Onorato – valuterebbe l’acquisto di servizi in ambito Benessere e Salute attraverso operatori non tradizionali, non solo quelli appartenenti al mondo tech ma anche a quello finanziario (73% a livello internazionale), purché l’operatore dimostri di avere le competenze giuste (49% sia in Italia che all’estero), di essere credibile (45% in Italia contro il 41% degli altri Paesi) e di poter garantire semplicità nella gestione dei servizi (35% a livello italiano contro il 47% a livello internazionale)”.

Il 76% degli intervistati italiani (63% all’estero) ritiene poi importante avere un «unico punto di accesso» nell’articolato mondo dei bisogni in ambito Benessere e Salute, percentuale che sale al 84% per chi ha più di 65 anni. In sintesi, l’indagine mostra come Benessere e Salute rappresentino un bisogno ampio, importante ed in evoluzione, ricco di innovazioni su cui numerosi operatori di diversi settori sono già attivi e rispetto al quale i clienti sono pronti a valutare modalità innovative, purché siano stimolati al cambiamento e gli operatori siano credibili e affidabili.

“Il settore assicurativo – ha indicato Poggi – ricopre già oggi, in maniera diffusa, tutte le principali aree del bisogno Benessere e Salute ed esiste una naturale vicinanza tra le caratteristiche di questo bisogno, emerse dalla ricerca, e quelle del settore stesso”. Le assicurazioni, secondo Deloitte, conoscono le necessità dei clienti in questo bisogno e dispongono delle soluzioni adatte a garantire qualità e competenza e, inoltre, sono presenti nell’ecosistema dell’innovazione con un ruolo sempre più importante.

“Proprio da questa naturale vicinanza, tra Benessere e Salute, mondo dell’innovazione e caratteristiche del settore assicurativo, nasce la riflessione strategica su come accelerare ulteriormente il percorso intrapreso da tempo, dal settore, in questa importante area di bisogno”, ha concluso Poggi.

Intermedia Channel


* Timothy Garton Ash, “Libertà di parola. Dieci principi per un mondo connesso”, Garzanti (ed. italiana)

** La ricerca è stata condotta in collaborazione con SWG (rilevazioni a ottobre 2018) e ha coinvolto cittadini di ambo i sessi, di tutte le fasce di età, reddito e livello di istruzione. In particolare, sono state condotte: 1.011 interviste (con metodo misto telefonico CATI e online CAWI) in Italia, 2.539 interviste a livello internazionale (Francia, Germania, Spagna, Olanda, Regno Unito)

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