Inps, a breve cumulo gratuito al via anche per i professionisti

Calcolo - Analisi Imc

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(Fonte: Iomiassicuro.it)

L’Inps ha pubblicato ieri la circolare, la 140 del 12 ottobre 2017, sul cumulo gratuito dei contributi, che la Legge di Bilancio ha esteso anche ai liberi professionisti. Come aveva annunciato nei giorni scorsi il presidente dell’Istituto Tito Boeri, il cumulo sarà operativo a breve, subito dopo l’ok del Ministero del Lavoro alla circolare. In una precedente nota (circolare n.60/2017), nel prendere atto della novità, l’ente si era limitato a dettare le istruzioni applicative valide per tutti i fondi previdenziali, a esclusione delle Casse professionali. Queste ultime chiedevano che prima venisse quantificato l’impatto che il cumulo potrebbe avere sui singoli bilanci che, va ricordato, devono garantire l’equilibrio per almeno trent’anni, con proiezioni a cinquanta. L’uscita anticipata degli iscritti, nell’ipotesi di numerosi soggetti richiedenti (particolare timore per cosiddetti “silenti”, ex iscritti con pochi anni di versamenti), avrebbe costretto la singola Cassa a rivedere i calcoli attuariali e le proiezioni negli anni. E, ove l’equilibrio di lungo periodo non fosse più garantito, a intervenire, aumentando i contributi oppure l’età pensionabile.

Il cumulo gratuito. Si tratta praticamente della riedizione del “cumulo contributivo” già operativo dal 2013, introdotto dalla legge di Stabilità di quell’anno (n. 228/2012). Cumulo di cui potevano fruire tutti i lavoratori: dipendenti e autonomi, compresi gli iscritti alla gestione separata, con l’unica eccezione dei professionisti iscritti alle Casse private.

La Legge di Bilancio 2017 non ha fatto altro che allargare il raggio d’azione sulla specifica materia, consentendo di sommare i contributi versati in diverse gestioni. In pratica, con il nuovo cumulo si potrà sfruttare l’intero patrimonio contributivo senza mettere mano al portafogli con la ricongiunzione o aspettare l’apertura della c.d. finestra di 19 mesi prevista per la totalizzazione. Oltre ad ammettere al beneficio anche i liberi professionisti, la nuova normativa presenta un’altra importante  novità, e cioè la possibilità di utilizzare il cumulo, anche in caso di pensione anticipata (e non solo quella di vecchiaia, come previsto prima) al raggiungimento dei previsti requisiti stabiliti dalla riforma Fornero, ossia 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018 (da adeguare alla speranza di vita per gli anni seguenti).

Calcolo pro-quota.  Come ha sottolineato Boeri, la norma “è scritta male perché non dice cosa si deve fare in caso di requisiti anagrafici diversi”. In mancanza di una copertura normativa, in accordo con le rappresentanze delle Casse autonome l’Inps ha individuato una soluzione pro-rata, simile a quella utilizzata per la totalizzazione dei periodi lavorati all’estero in regime di convenzione. In sostanza si dà la possibilità di utilizzare subito il cumulo per il diritto alla pensione. Per quanto invece riguarda l’importo della stessa, l’Istituto versa subito la quota di sua competenza, mentre quella correlata ai contributi versati alla Cassa professionale sarà pagata al raggiungimento dei relativi requisiti. Un esempio per capirci: un lavoratore con 25 anni di lavoro dipendente e 18 da professionista, potrà ottenere il pagamento immediato della quota di pensione Inps, avendo totalizzato oltre 42 anni e 10 mesi tra le due gestioni. Mentre per la liquidazione della quota di pensione nella gestione professionale, dovrà attendere il raggiungimento dei requisiti stabiliti dalla sua Cassa.

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