INPS E PENSPLAN: IN TRENTINO ALTO ADIGE PREVIDENZA PUBBLICA E PRIVATA VOGLIONO FARE SISTEMA

Verso la busta arancione per i lavoratori della Regione Trentino-Alto Adige. Pensplan, INPS e Regione firmano il protocollo d’intenti, primo passo per una collaborazione futura

Pensplan - Protocollo con Regione e Inps 2013 ImcPensione pubblica e privata quale normale modalità di gestione del futuro pensionistico dei cittadini: é questo l’obiettivo del protocollo d’intenti firmato oggi dal Direttore Regionale dell’Inps Marco Zanotelli, l’Assessora Regionale alla Previdenza Complementare Martha Stocker e il Presidente di Pensplan Centrum Gottfried Tappeiner (nella foto, da sinistra a destra, Marco Zanotelli, Martha Stocker e Gottfried Tappeiner).

L’accordo – si legge in una nota – è “il primo passo di un percorso di collaborazione inaugurato con il Welfare Day 2012 con lo scopo di raggiungere, in futuro, la possibilità di erogare a ogni cittadino informazioni complete e aggiornate sulla propria posizione previdenziale sia da sportelli pubblici che privati”, tra cui la cosiddetta “busta arancione” per i lavoratori delle due province.

I mutamenti nel mondo del welfare – prosegue la nota – , in particolar modo l’introduzione del sistema contributivo per il calcolo della pensione pubblica, se da una parte consentono maggiore equità di trattamento tra i cittadini, dall’altra rendono necessario affiancare previdenza pubblica e privata per mantenere invariati gli standard di abitudine maturati nel corso della vita lavorativa. In Italia, tuttavia, il secondo pilastro non è ancora considerato una normale modalità di gestione del proprio futuro pensionistico”.

Con il Welfare Day – organizzato nel 2012 da Inps, Regione Trentino-Alto Adige e Pensplan Centrum – si è voluto porre al centro dell’agenda collettiva di cittadini e media il tema dell’affiancamento tra previdenza pubblica e privata. Pensato come una giornata della previdenza a cadenza annuale, il Welfare Day vuole essere anche “un’occasione per incrociare e scambiare competenze e conoscenze diverse tra addetti ai lavori nel mondo della previdenza”.

Il protocollo d’intenti sottoscritto oggi pone quindi le basi di un futuro accordo tra le parti coinvolte e “per concretizzare le istanze di coordinamento tra operatori per poter tutelare cittadini e cittadine grazie a un sistema organizzativo che permetta all’interessato di ottenere informazioni previdenziali adeguate” sull’opportunità di costruire un secondo pilastro previdenziale. “Ogni cittadino della Regione dovrebbe poter ottenere informazioni esaustive e complete in merito alla sua posizione previdenziale presso tutti gli sportelli della rete Pensplan Infopoint così come presso uno sportello Inps”, ha detto Stocker, secondo la quale “una nuova coscienza del risparmio deve passare anche attraverso una comunicazione chiara e trasparente della propria situazione previdenziale”.

L’obiettivo futuro che esce dal protocollo d’intenti è quello di essere in grado di fornire un estratto contributivo esaustivo grazie alla condivisione di dati e informazioni degli enti coinvolti nelle attività: “Una questione complessa sotto il profilo normativo e organizzativo, che comunque stiamo affrontando congiuntamente con gli approfondimenti necessari per il superamento dei vincoli normativi esistenti”, afferma Zanotelli.

L’idea di Regione Trentino-Alto Adige, Inps e Pensplan è quella di arrivare all’erogazione della cosiddetta busta arancione per i lavoratori delle Province di Bolzano e Trento: iniziativa mutuata dall’esperienza dei Paesi del Nord Europa che consiste nel fornire al cittadino un unico documento che contiene la sintesi della storia contributiva e dei versamenti per il primo e per il secondo pilastro previdenziale e che mostri la proiezione del proprio futuro al raggiungimento dell’età pensionabile.

Una stretta collaborazione tra enti e operatori pubblici e privati del sistema pensionistico, al fine di erogare servizi trasparenti e innovativi diventa allora non solo auspicabile ma anche necessario”, conclude Tappeiner, per cui “un tenore di vita adeguato agli standard di abitudine maturati nel corso della vita lavorativa, non potrà che essere affidato all’affiancamento tra previdenza pubblica e complementare”.

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