Insurtech, la carica delle startup italiane

Internet of Things . Insurtech - Digitalizzazione Imc

Internet of Things . Insurtech - Digitalizzazione Imc

(di Adriano Bonafede – Repubblica Affari & Finanza)

Spixii, D-Heart, Darwinsurance, Neosurance puntano sull’innovazione tecnologica applicata al settore delle assicurazioni, Nel mondo 1,7 miliardi di investimenti

Ci sono anche imprese italiane fra le startup del Fintech assicurativo (dette Insurtech), rimasto almeno mediaticamente in ombra rispetto a quello bancario. Si chiamano Spixii, D-Heart, Darwinsurance, Neosurance, Amyko e hanno la pecualità di applicare l’innovazione tecnologica al servizio delle compagnie, che utilizzandole possono applicare tariffe più personalizzate sul rischio effettivo.

Amyko ha sviluppato un wearable device in grado di archiviare tutte le informazioni medico-sanitarie dell’utente. Spixii ha ripensato l’esperienza di acquisto grazie all’utilizzo diffuso di chatbot nell’interazione con il cliente. D-Heart, sempre in ambito salute, ha sviluppato infine un elettrocardiogramma da collegare direttamente allo smartphone. A questi esempi si aggiungono altri casi assicurativi come Neosurance (che offre soluzioni “Instant” facendo leva sul mobile tramite proposizioni “push”), la padovana Floome (che ha sviluppato un etilometro da collegare direttamente allo smartphone ed ha ricevuto recentemente una partecipazione di Axa Strategic Ventures).

Per le compagnie di assicurazione, l’interesse per il Fintech è da collegarsi al timore che nei prossimi anni i progressi tecnologici e la robotizzazione possano ridurre l’attività assicurativa. Da qui l’esigenza di trovare nuove soluzioni.

Non è dunque un caso che, secondo una recente ricerca di Accenture, gli investimenti in InsurTech a livello internazionale siano più che raddoppiati dal 2014 ad oggi, passando da 870 milioni di euro del 2014 a 1,7 miliardi di euro nel 2016. Le stesse compagnie tradizionali (i cosiddetti incumbent), guardano con estremo interesse a questo fenomeno (nel mondo il 14 per cento ha già creato dei incubatori dedicati alle start-up e quasi il 20 per cento ha dei fondi di venture capital con cui finanziare le start-up) e vedono aumentare la consapevolezza che il rischio di restare fermi è altissimo.

Recenti analisi, secondo la ricerca di Accenture, stimano un rischio di perdita del risultato operativo del 30-40 per cento entro il 2020 o addirittura l’estinzione per le realtà assicurative più deboli. Basta pensare al rischio che, in un paese come l’Italia, arriva dalla progressiva robotizzazione dell’automobile fino alla guida completamente autonoma, con correlata riduzione dell’incidentalità. Le tecnologie che più di altre stanno impattando il settore assicurativo sono quelle che riguardano Analytics&BigData, Intelligenza Artificiale e Internet of Things (IoT). Da qui l’esigenza di studiare nuove forme di polizze collegate all’uso dello smartphone.

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