Intermedia Channel lancia un nuovo FORUM

Quale associazione sindacale rappresentativa della categoria agenziale auspicheresti per il futuro? Intermedia Channel ha scelto questo titolo per lanciare un nuovo Forum, dopo quello sulle liberalizzazioni di qualche mese fa. Anche in questo caso attendiamo numerosi post e commenti.

L’obiettivo è confrontarsi, scambiarsi delle idee e delle opinioni su un argomento del quale si dibatte da diversi anni: la rappresentatività dei sindacati degli agenti di assicurazione. Quale modello dovrebbe prevedere? Quale ruolo affidereste ai gruppi aziendali? Su quali basi deve puntare la politica sindacale? Come dare voce alla base? Insomma sono tutti interrogativi sui quali confrontarsi a 360 gradi.

Ognuno di voi, attraverso questo forum, è libero di fornire un contributo, costruttivo e non distruttivo, mettendo sul piatto suggerimenti, idee, consigli, con l’obbiettivo di far crescere gli agenti di assicurazione come categoria, sia all’interno, sia all’esterno. Per contare di più….

Largo, dunque, alle vostre opinioni……………

Redazione – Intermedia Channel

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6 Comments

  1. Il Pirata said:

    L’UNITA’ DELLA CATEGORIA NON LA VOGLIONO, non giriamo intorno alle parole. Non la vogliono o meglio non la vogliono le imprese e poichè costoro (i 12 o meno) rappresentano in qualche modo le filosofie delle imprese, accettando il vecchio detto del “dividi et impera”, ecco che si prestano al giochino. Oggi è l’art. 34, domani il 39 e poi, ma che importanza ha, questa o quell’altra occasione per tergiversare per trovare la scusa buona del restare separati, perché separati siamo tutti più deboli e le imprese ridono.
    Questi 12 o 8 non si sa, SARANNO PER SEMPRE RESPONSABILI della fine delle organizzazioni di rappresentanza, perchè non hanno capito oppure lo hanno capito troppo bene, che dovendo loro accettare le regole delle organizzazioni di rappresentanza vogliono diventare loro stessi rappresentanza, cosa che oggi non lo sono. Auguri.
    Questo hanno chiesto le imprese e questo stanno facendo. Le imprese preferiscono trattare con i gruppi agenti e non con i sindacati. Fermatevi, cercate di capire che qui c’è in gioco la sopravvivenza della categoria, basta con i personalismi.

  2. Intermediario disilluso said:

    Parlare di associazione sindacale (questo termine per alcuni è superato, obsoleto e lo vorrebbe bruciare) in una fase della vita politica del nostro Paese dove è predominante l’antipolitica e di conseguenza l’anti tutto, indipendentemente da chi le porta avanti è davvero originale. E allora non mangiamoci tra di noi, sapendo che l’avversario è da un’altra parte, un avversario pieno di interessi, mentre per noi prevale ancora, e direi meno male. Ad esempio, prendiamo solo la preventivazione RCauto obbligatoria, da tutti contrastata. Mi chiedo: ma perchè non si vuol far crescere professionalmente la categoria? Chi ha interesse affinché questo non avvenga? A me pare che l’interesse sia totalmente dell’ANIA, la quale lasciando gli intermediari, perdonatemi il termine nella totale ignoranza, di cosa sono i prodotti della concorrenza, non potendoli valutare e neppure comparare, continuiamo a vendere quelli che ci propina la ns. impresa, alla faccia del best advice, consci di quello che stiamo facendo. L’ANIA non ha neppure la lungimiranza di acconsentire la libera collaborazione tra gli intermediari, in fondo gli affari, in ogni caso, sempre nelle tasche delle imprese entrano, solo che in questo modo l’intermediario si evolve professionalmente, e questo concetto di evoluzione non piace all’ANIA!
    L’obiettivo dell’Ania è la totale disintermediazione, inizialmente sul comparto RCAuto, attraverso la continua crescita dei canali diretti e delle banche, ma domani anche del resto. Facendo a meno così, per buona pace di tutti gli intermediari professionali e delle loro strutture di dipendenti che di rete di vendita.
    Ultima considerazione, i gruppi agenti, che hanno la presunzione di svolgere un ruolo che non è il proprio, quello di definire anche la contrattazione collettiva, come pensano di farlo? Applicando gli integrativi interni delle proprie imprese a tutti? Anche a quelli delle altre imprese? Come? Con quale strumento?
    Vero, oggi necessiterebbe, per avere più forza, un’unica rappresentanza di categoria, ma nella chiarezza, sia del ruolo che degli obbiettivi.

  3. Antonio said:

    L’iniziativa è certamente meritevole e vi fa onore.

    Modello di Agente:
    Certamente va valorizzato attraverso una formazione al di fuori della o delle compagnie che rappresenta.

    Ruolo dei Gruppi Agenti:
    Anche se è un ruolo importante, dovrebbe averre l’obbligo di informare il sindacato di appartenenza prima di sottoscrivere qualsiasi accordo con la mandate.(teoricamente esiste ma in pratica si disattente)

    Politica sindacale:
    E’ importante la verifica costante dei bisogni della base e monitorarla aggiornandola alla luce dei cambiamenti veloci che si stanno susseguento negli ultimi anni.

    Antonio Marchese

  4. Intermediario (finchè posso) said:

    Concordo su quanto esposto da Pirata ed Antonio. Sono veramente pochi coloro che posseggono una morale. Siamo succubi dei gruppi agenti, che accaparrano quanto possono, ma non certo nei confronti dei colleghi che dovrebbero rappresentare. Sono sotto gli occhi di tutti gli “accordi integrativi” distruttivi dei nostri diritti. Chissà perchè le nagatività e le responsabilità debbono ricadere sempre sugli agenti. Oggi si vuol dividere ancora di più una rappresentatività sindacale che sinora ha sempre salvaguardato la categoria degli agenti, pur tra mille difficoltà. Un nuovo sindacato avrà poca storia, ma il “sindacato nuovo” libero, indipendente, pulito, che si sta sviluppando ora, mettendo in piazza le nefandezze sinora commesse, è quello a cui teniamo.
    I gruppi agenti? al 90% rappresentano solo loro stessi.
    E’ giunta l’ora di dire basta a coloro che vogliono farci solo soprusi.
    Forse è giunta l’ora di licenziare un pò di personale e chiudere gli uffici per “stress lavorativo continuativo” indicando le sedi delle Compagnie come riferimenti per i clienti.
    Un mese di malattia!

  5. Pirata said:

    Meglio un “nuovo sindacato” o ” sindacato nuovo”. Potrebbe apparire un gioco di parole, ma non lo è. Questo in quanto le differenze che nel corso del tempo si sono sovrapposte tra “gli uomini, le scelte, e le idee” per raggiungere l’unità sperata, molto probabilmente passerà ancora molta acqua sotto questi ponti e tanti colleghi coinvolti, l’altro ieri, ieri e ancora oggi dovranno farsi da parte e lasciare, pur negli errori di inesperienza, almeno l’entusiasmo del fare.
    Oggi abbiamo bisogno di maggior rappresentitività e non di maggiore rappresentanze. Quest’ultima dovrebbero esercitarla i gruppi agenti, ma non mettiamo la testa sotto la sabbia e non facciamo finta di non vedere cosa sono, cosa fanno e chi rappresentano. Generalmente dico, come sempre l’eccezione conferma la regola e la regola qual’è? Quella sotto gli occhi di tutti i colleghi, obbligati ad aderire al gruppo altrimenti…..non si può manco esercitare l’attività, vuoi per la cauzione, vuoi per la RC Professionale, vuoi per la scontistica, vuoi per questo o quell’altro fondo gestito guarda caso dal gruppo, insomma pare essere non dipendenti… ma succubi. E’ indubbio che gli obiettivi sono diversi colleghi, meglio una rapida estrazione di un dente che un dolore lancinante perenne.

  6. Antonio said:

    Dopo circa 50 anni nel campo e avendo visto il susseguirsi di tanti cambiamenti, ritengo che si sia giunto il momento di dire basta.
    Unica e sola via percorribile, e solo un’associazione unica della categoria che, raggruppi tutte le sigle sindacali, dando peraltro valore al comparto assicurativo.

    Antonio Marchese.

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