INTERVENTO DI ALDO MINUCCI (ANIA) AL 14° ANNUAL ASSICURAZIONI

Aldo Minucci (3) Imc

Il sito ufficiale dell’ANIA ha pubblicato il testo integrale dell’intervento del presidente Aldo Minucci (nella foto) al 14° Annual Assicurazioni in corso di svolgimento a Milano.

Tra i temi toccati dalla riflessione sulla situazione del settore assicurativo, il presidente dell’ANIA ha prima analizzato l’attuale congiuntura, spostando quindi il discorso sulle recenti novità in ambito normativo, dal decreto crescita 2.0 alle considerazioni su Solvency II.

Minucci ha fissato nella crescità la priorità del quadro congiunturale, affermando che “la stabilità dei conti pubblici è obiettivo imprescindibile ma, nella fase attuale, bisogna saperla coniugare con politiche attive a sostegno di famiglie e imprese“. In questo senso, “il confronto in essere sulla produttività del lavoro assume un grande rilievo per dimostrare che le forze produttive hanno la capacità di promuovere il recupero di competitività del Paese“. Analizzando quindi una delle iniztaive dirette a favorire la crescita, il presidente ANIA registra, non senza preoccupazione, “che il disegno di legge in questione dispone un ulteriore aggravio della tassazione a carico delle imprese“, indicando in maggiori costi per 623 milioni di euro il peso complessivo dell’innalzamento dallo 0,35% allo 0,50% dell’aliquota di tassazione delle riserve tecniche.

Ma è sulle misure introdotte dal decreto “Crescita 2.0” che Minucci muove le maggiori critiche all’operato del Governo. Parlando dell’art. 21 (“misure per l’individuazione e il controllo delle frodi assicurative”), il presidente Ania chiede ancora uno sforzo legislativo, ricordando come l’associazione avesse proposto a suo tempo “la costituzione di una vera e propria struttura antifrode” e chiedendo che vengano rivisti andranno altresì rivisti i termini concessi alle compagnie, a suo modo di vedere troppo brevi, per offrire la liquidazione dei sinistri, visto che i termini stessi “non consentono di raccogliere gli elementi necessari per respingere le richieste fraudolente“.

Per quanto riguarda l’art. 22 (“misure a favore della concorrenza e della tutela del consumatore nel mercato assicurativo”), Minucci ritiene che il decreto parta da alcuni presupposti “che non trovano riscontro nella realtà del mercato Rc Auto“, quali scarsa concorrenza fra imprese, ridotta mobilità degli assicurati e mancata conoscenza delle offerte presenti sul mercato. Il presidente ANIA ribadisce punto per punto a queste considerazioni, ricordando che “il consumatore ha già oggi tutti gli strumenti per confrontare le diverse offerte disponibili sul mercato“, ad esempio tramite il Preventivatore Unico ISVAP o utilizzando quelli presenti su ogni sito internet delle compagnie di assicurazione.

Per quanto riguarda la ridotta mobilità degli assicurati, Minucci ricorda come la mobilità nel ramo Rc auto in Italia sia seconda solo a quella del Regno Unito, e riporta inoltre il risultato di una indagine di customer satisfaction, in collaborazione con Eurisko, che riporta come il 17% circa degli assicurati Rc auto abbia cambiato compagnia di riferimento nel 2009/2010. “Certamente alcune delle previsioni del Decreto in questione vanno nella giusta direzione, anche se è difficile credere che potranno avere un effetto rilevante sul prezzo delle polizze“.

Perplessità maggiori vengono riscontrate sull’introduzione del contratto base che le imprese dovranno offirire al consumatore. Il pericolo maggiore della norma introdotta per favorire la comparazione di prodotti diversi , secondo Minucci, è il rischio di violazione dell’autonomia sancita per le imprese di assicurazione dai principi comunitari. Se la norma rimanesse tale, prosegue il presidente ANIA, “riteniamo che dovrebbe essere abrogata almeno la previsione, introdotta di recente, di offrire al cliente tre preventivi al momento della stipula del contratto, in quanto la “polizza base” assolverebbe gli obblighi di confronto e informazione“, riportando così il discorso sulla questione ancora aperta che riguarda l’articolo 34 del Decreto Liberalizzazioni.

Il passaggio più critico al decreto sviluppo è riservato alla parte della norma che prevede la collaborazione tra intermediari. L’ANIA è “nettamente contraria alle disposizioni“, ricorda Minucci, al quale appare oltretutto sorprendente “che un’impresa debba accettare che un proprio agente le faccia concorrenza“, segnalando inoltre il rischio di un aumento di costi a carico degli assicurati a causa dell’allungamento della filiera distributiva e il pericolo che vengano messi a repentaglio “gli investimenti pluridecennali in tecnologia e in promozione effettuati dalle imprese in favore dei propri agenti, costringendole a nuove soluzioni informatiche complesse“. In questo modo “si mina alla base il rapporto di fiducia che intercorre fra agente e compagnia“, ammonisce Minucci, con il risultato di distorcere pesantemente la concorrenza.

Nell’ultima parte del discorso legata al decreto sviluppo, il presidente ANIA ricorda come per abbassare il costo dell’RC auto sia indispensabile intervenire sui fattori strutturali che mantengono elevati i costi dei sinistri. Segnali positivi sono giunti con le misure del Decreto Liberalizzazioni sui danni di lievissima entità, ma bisogna incidere in maniera maggiormente duratura. Tra le misure richieste da Minucci a tale scopo, ci sono l’emanazione della tabella relativa alla valutazione economica dei danni gravi alla persona prevista dal Codice delle assicurazioni, l’abbreviazione dei tempi previsti per il completamento della “dematerializzazione” dei contrassegni assicurativi e l’incentivazione della pratica della riparazione diretta dei veicoli in luogo del risarcimento in denaro. “Solo con l’attuazione di queste ulteriori misure le imprese potranno procedere a una significativa riduzione dei prezzi della Rc auto“, sostiene Minucci.

Verrebbe veramente da chiedersi, alla luce di questi sviluppi normativi, perché mai l’industria assicurativa debba ripetutamente essere oggetto di interventi penalizzanti“, conclude il suo intervento Minucci, secondo il quale invece le imprese sono chiamate ad assumere un ruolo sempre più rilevante sul piano economico e sociale, che chiede una “politica assicurativa lungimirante” per essere assolto in maniera adeguata.

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