Irap e promotori finanziari, non è ancora finita

Tassazione separata Imc

“Ora serve un cambio del livello della soglia dei beni strumentali utili ai fini dell’esenzione”

Il mio consiglio al promotore finanziario è quello di non versare l’imposta e di non presentare la dichiarazione annuale“. Era il 26 novembre 2011 quando Franco Lazzini, Comitato Esecutivo dell’Anasf, Area Tutela contrattuale, previdenziale e fiscale, tramite un articolo dal titolo “Irap, quando si deve versare?” (Milano Finanza n. 233 del 26/11/2011, pag. 39 – ndr) chiariva per la prima volta i casi in cui il promotore finanziario poteva permettersi di non versare l’imposta.

Un anno e mezzo fa le affermazioni di Lazzini potevano sembrare un azzardo ma oggi, grazie alla Legge di Stabilità, l’Irap non è più un obbligo per i promotori e lo scenario dipinto dall’esperto dell’Anasf è diventato realtà.

Secondo l’Articolo 1, comma 515 della Legge di Stabilità l’Irap non è più un obbligo, almeno a determinate condizioni:“Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze è istituito, a decorrere dal 2014, un fondo finalizzato ad escludere dall’ambito di applicazione dell’imposta regionale sulle attività produttive, di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le persone fisiche esercenti le attività commerciali indicate all’articolo 55 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero arti e professioni, che non si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati e che impiegano, anche mediante locazione, beni strumentali il cui ammontare massimo è determinato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze adottato previo parere conforme delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari, che si esprimono entro trenta giorni dalla data di trasmissione del relativo schema. La dotazione annua del predetto fondo è di 188 milioni di euro per l’anno 2014, di 252 milioni di euro per l’anno 2015, e di 242 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016”.

Detto in altri termini: i promotori finanziari, a partire dal prossimo anno, saranno esclusi dall’Irap se rispettano determinate condizioni. E per quest’anno? Anasf, nella circolare n. 19, indica ai promotori finanziari le possibili vie da seguire per il 2013 ma, soprattutto, annuncia: “Finalmente la Legge di Stabilità ha introdotto le modifiche tanto attese in tema Irap” spiega Lazzini. “Ma rimane un punto fondamentale da chiarire per escludere definitivamente tutti i promotori finanziari dotati di un’organizzazione di mezzi minima: cambiare il livello della soglia dei beni strumentali utili ai fini dell’esenzione“. Secondo Lazzini, infatti, l’attuale limite economico fissato dalla legge di stabilità rischia di travolgere con l’Irap tanti piccoli promotori finanziari che, in realtà, dovrebbero essere esenti perché rispettano tutti i criteri stabiliti dalla normativa. La soluzione? Portare l’attuale soglia di 15.000 euro ad almeno 70.000 euro. “Solo così il processo di esclusione dall’Irap sarà veramente concluso“, commenta Lazzini.

Autore: Francesco D’Arco – Advisor Online (Articolo originale)

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