Ispezione Consob in Cattolica, faro sui rapporti con Vicenza

La sede di Cattolica Assicurazioni (2) Imc

La sede di Cattolica Assicurazioni (2) Imc

(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Il legame tra Cattolica (nella foto, la sede di Verona) e la Popolare di Vicenza torna all’attenzione di Consob. La Commissione, che il 19 gennaio scorso ha fatto vista nei palazzi della banca vicentina per far luce sui rapporti tra l’istituto e la compagnia e in particolare sulle ragioni che spingono Vicenza a mantenere in carico la partecipazione del 15,07% in Cattolica a prezzi distanti dal valore di mercato (394 milioni contro i 150 milioni espressi da Piazza Affari), recentemente avrebbe bussato anche alla porta del gruppo assicurativo. L’ispezione, quasi un atto dovuto, avrebbe trovato ispirazione in una serie di esposti presentati da un gruppo di soci guidati dalla società La Wagneriana, titolari complessivamente di uno 0,5% della compagnia, autori di una lista alternativa per il consiglio oltre a quella presentata dal cda e supportati dall’avvocato Dario Trevisan. Gli esposti sarebbero in tutto tre di cui uno, il secondo, di fatto centrato sulla partecipazione del gruppo assicurativo all’aumento di capitale della Vicenza concluso l’8 agosto del 2014 e sulla sottoscrizione di obbligazioni emesse dalla banca stessa.

Nel dettaglio, si chiede di fatto conto della ragione per cui all’epoca Cattolica, che era titolare di una quota dello 0,45% della Popolare Vicenza, abbia prima aderito esercitando i diritti d’opzione in portafoglio per un esborso complessivo di 2,8 milioni e poi, in sede di asta dell’inoptato, abbia sottoscritto altre 441 milioni di azioni mettendo sul piatto ulteriori 27,6 milioni per una partecipazione complessiva dello 0,92%. L’investimento totale, quindi, è stato superiore ai 30 milioni e in titoli che, già in quel momento, «avevano il “difetto” di essere illiquidi, ossia difficilmente smobilizzabili in tempi stretti – sottolinea Trevisan –. Senza contare che oggi quella partecipazione ha un valore del 90% inferiore». Dalla presentazione dei conti Cattolica del 2015 emerge chiaramente che la compagnia ha già messo abbondantemente mano al prezzo di carico del pacchetto prima valutato 54 milioni e ora 6 milioni (6,3 euro ad azione) per una svalutazione di 48 milioni. Operazione, quest’ultima che, assieme ad altre revisioni, ha inciso sui profitti del bilancio appena archiviato.

Detto ciò, l’esposto suggerisce che l’esercizio di prelazione su un numero così elevato di azioni della banca possa porsi in stretta connessione con la successiva partecipazione della Popolare di Vicenza, dicembre 2014, alla ricapitalizzazione di Cattolica che ha visto la banca impegnata fino a 75 milioni di euro. La compagnia, poi, stando al bilancio del 2014, nel corso di più anni ha sottoscritto diverse obbligazioni della banca per un importo globale di 376 milioni. Rispetto a ciò va ricordato che Cattolica, stando al bilancio 2015, ha 18 miliardi di investimenti di cui un 18% degli asset impiegati nel rischio credito, ossia circa 3,2 miliardi, dei quali, appunto, circa un 12% è stato destinato alle emissioni della Popolare. Oltre alle reciproche partecipazioni, dal 2007 Popolare Vicenza e Cattolica hanno una partnership, recentemente prolungata fino al 2020, che si basa su tre società assicurative: Berica Vita, Cattolica Life e ABC Assicura. Un legame, quest’ultimo, che, sommato agli altri, secondo chi ha depositato l’esposto, rendeva indispensabile che la decisione di partecipare all’aumento della Vicenza venisse presa nel rispetto delle procedure dettate in materia di operazioni tra parti correlate.

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