ISVAP: LE SEGNALAZIONI PERVENUTE NEL 2011

Nel ramo danni hanno riguardato ovviamente il ramo auto. A tenere banco è stato il fenomeno delle «disdette “massive” dei contratti in alcune aree del paese e degli addebiti di sinistri a carico di assicurati che disconoscono l’evento».

Nel 2011, come è avvenuto negli passati, le segnalazioni pervenute all’Isvap e relative ai rami danni hanno riguardato in prevalenza il ramo Rc auto. In particolare, a tenere banco è stato il fenomeno delle «disdette “massive” dei contratti in alcune aree del paese e degli addebiti di sinistri a carico di assicurati che disconoscono l’evento», spiega l’istituto di vigilanza. Nel comparto vita, invece, le lamentele «hanno rivelato ancora una scarsa attenzione da parte del mercato alla trasparenza nei confronti dei consumatori: i reclami lamentano il mancato o tardivo riscontro alle richieste di informazioni e le criticità incontrate sia in fase precontrattuale che in fase di liquidazione della prestazione».

DISDETTE DEI CONTRATTI RC AUTO – I casi di esposti presentati da consumatori che hanno lamentato di aver ricevuto disdetta del contratto Rc auto da parte della propria impresa pur non avendo provocato alcun sinistro, sono stati numerosi. In alcuni casi, fa sapere l’Isvap, «i consumatori hanno segnalato di essersi ripresentati presso la stessa impresa, che avrebbe proposto condizioni tariffarie destinate ai “nuovi clienti” con rilevanti aumenti di premio». In questi casi l’Autorità è intervenuta «riconducendole al rispetto delle regole di comportamento da adottare in fase di assunzione dei contratti disdettati, secondo le quali non si può qualificare l’assicurato, al quale è stata inviata disdetta, quale nuovo cliente».

ADDEBITO DEL MALUS PER SINISTRI INESISTENTI – Numerosi reclami hanno riguardato erronee attribuzioni di penalizzazioni (malus) con conseguente aumento del premio per sinistri in convenzione risarcimento diretto non causati e non conosciuti dall’assicurato. A seguito dell’intervento dell’Isvap, le imprese hanno provveduto a rettificare le attestazioni sullo stato del rischio e a rimborsare all’assicurato il maggior premio «ingiustamente corrisposto».

TRASPARENZA E CORRETTEZZA NEL RAPPORTO CON GLI ASSICURATI – L’Isvap è intervenuta nei confronti di alcune imprese per le quali è stato verificato il mancato rispetto dell’obbligo di fornire alla clientela, entro 20 giorni dal ricevimento della relativa richiesta, le informazioni in merito all’evoluzione del rapporto assicurativo e alle modalità di determinazione della prestazione liquidata.

È stata registrata anche una crescita delle segnalazioni su prodotti dei rami danni riguardanti polizze collegate al credito e distribuite unitamente a carte revolving o di credito, «senza una adeguata informativa al contraente». Numerose le richieste anche per quanto riguarda le polizze poliennali, a seguito della richiesta di pagamento del premio da parte dell’impresa malgrado il recesso regolarmente presentato dall’assicurato. L’intervento dell’Isvap ha evidenziato «che la condotta era frutto di un disallineamento di natura informatica e la disfunzione è stata rimossa».

L’autorità di vigilanza ha anche contestato «la tardiva liquidazione delle prestazioni assicurative a seguito di riscatto o a scadenza del contratto, oggetto di numerosi reclami nel ramo vita». C’è poi il caso di una impresa che ha adottato una prassi, “codificata” come procedura, «in base alla quale l’effettivo pagamento di quanto contrattualmente dovuto veniva subordinato alla preventiva sottoscrizione di un titolo liberatorio per l’impresa. L’Isvap è intervenuta imponendo la rettifica della procedura a partire dalle liquidazioni in corso».

POLIZZE UNIT LINKED – Numerose segnalazioni hanno riguardato «gravi carenze informative nella fase precontrattuale, a opera di imprese con sede legale in altri Stati membri in quanto la documentazione rilasciata non consentiva al contraente di conoscere la disciplina contrattuale applicata alla linea di investimento richiesta» Altre segnalazioni riferite a imprese estere operanti in Italia hanno posto all’attenzione dell’Autorità le difficoltà «incontrate all’atto della liquidazione della prestazione assicurativa per polizze unit linked collegate a un fondo con una quotazione temporaneamente sospesa. In tali casi l’Autorità è intervenuta presso l’impresa e sono in corso interventi volti a garantire la protezione dei contraenti italiani».

Redazione – Intermedia Channel

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