ISVAP: POLIZZE ASSICURATIVE ANCHE AI MALATI DI MENTE

L’istituto di vigilanza richiama le imprese a un sollecito adeguamento delle proprie polizze malattia alle prescrizioni dell’Onu, eliminando dalle condizioni generali le disposizioni che pregiudizialmente collocano i malati di mente tra le “persone non assicurabili”.

In una lettera indirizzata al mercato, l’Isvap è intervenuto in merito alla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (art. 25, lettera e) e sulla illegittimità delle clausole che impediscono ai portatori di handicap mentali e ai soggetti che fanno uso di farmaci psicotropi di fruire di coperture assicurative.

Sulla base della Convenzione Onu (nella foto, l’assemblea generale Onu), ratificata con legge nazionale del 3 marzo 2009,n. 18, l’Italia è tenuta ad adottare tutte le misure idonee al fine di «vietare nel settore delle assicurazioni le discriminazioni a danno delle persone con disabilità, che devono poter ottenere, a condizioni eque e ragionevoli, un’assicurazione per malattia…».

Per eseguire queste disposizioni, l’Isvap ha costituito un tavolo tecnico con la partecipazione dell’Ania e di alcune Associazioni (Progetto Itaca e Unasam) nonché con il supporto di numerose altre associazioni del settore, che recentemente ha concluso i propri lavori «ritenendo che si debba garantire il principio di parità di trattamento nei confronti delle persone con disturbi mentali o che assumano farmaci psicotropi nell’ambito di una terapia medica, eliminando le clausole dei contratti malattia che precludono loro l’accesso alla relativa garanzia assicurativa».

L’autorità di vigilanza, pertanto, richiama le imprese «a un sollecito adeguamento delle proprie polizze malattia alle prescrizioni della normativa, eliminando dalle condizioni generali le disposizioni che pregiudizialmente collocano i malati di mente tra le “persone non assicurabili”, e prevedendo nel contempo la possibilità di accedere a coperture assicurative ai soggetti portatori di handicap mentali o che assumono farmaci psicotropi a scopo terapeutico.

L’Isvap auspica, in ogni caso, che le imprese «adottino anche nell’ambito dei rami infortuni un comportamento proattivo nell’assicurare i soggetti con tali problematiche».

   

Redazione – Intermedia Channel

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