ITAS Mutua, “chiarezza e trasparenza” sulle ultime vicende societarie

ITAS Mutua

ITAS MutuaCon un articolato documento diffuso nel pomeriggio di ieri, ITAS Mutua intende fare luce sulle ultime vicende societarie e mettere ordine al susseguirsi di notizie in merito al provvedimento di interdizione dell’ex direttore generale Ermanno Grassi. La società ribadisce innanzitutto di essersi costituita parte lesa fin dall’ottobre 2016 parte lesa e di non essere mai rimasta inerme né aver mai assunto “una condotta omissiva nei confronti della vicenda”. ITAS, al contrario, “ha attivato da tempo le contestazioni degli addebiti, i controlli interni e tutti provvedimenti che il caso, ancora nella fase embrionale, richiedeva ai sensi della normativa vigente”. Tutte le azioni disciplinari della compagnia sono state comunicate ai magistrati e all’autorità di vigilanza “in base alle intese concordate con la stessa”.

“Ogni diversa illazione riportata – ammonisce ITAS – è pertanto destituita di ogni veridicità” e la mutua trentina ritiene quindi “opportune e indilazionabili alcune precisazioni a tutela della onorabilità della società e del suo presidente”.

La società dichiara che il presidente Giovanni Di Benedetto non è mai stato oggetto di ricatto e/o estorsione. Di Benedetto, spiegano da ITAS, ha appreso delle attività di “spionaggio” messe in atto da Grassi solo leggendo l’ordinanza del G.I.P. di aprile 2017 ed attivato immediatamente una serie di controlli a tutela della società, dei soci e degli assicurati come sotto indicato. Si è trattato quindi di un “progetto” estorsivo non ancora messo in atto.

Solo a seguito di sospetti, il presidente di ITAS aveva incaricato una ditta specializzata di effettuare una bonifica nel proprio ufficio durante la quale è stato rinvenuto un trasmettitore disattivato che consentiva all’intercettante di mettersi in ascolto. Il Comandante dei ROS che conduceva le indagini è stato messo immediatamente al corrente dell’iniziativa. Il Gruppo non ha presentato denunce in merito “sia perché il trasmettitore non era più funzionante, sia perché in allora non vi era alcuna certezza sulla identità dell’autore del fatto”.

Il collegamento che viene ipotizzato tra il presunto ricatto messo in atto dall’ex direttore generale e le decisioni del CDA del 21 marzo 2016 di avere attribuito a Grassi un bonus “è falso e lontano dalla realtà”: “durante il consiglio di amministrazione indicato infatti, come avviene tutti gli anni, il CDA – chiarisce ITAS – ha stabilito l’ammontare complessivo da accantonare per l’anno successivo per la retribuzione variabile di tutto il management (non solo ad Ermanno Grassi). È infatti prassi dell’azienda legare una parte della retribuzione dei profili dirigenziali al raggiungimento di obiettivi prefissati”.

L’ex direttore generale, sottolinea la mutua trentina, “non ha mai esercitato alcuna pressione o ricatto per ottenere più di quanto gli spettasse, né mai il presidente e il CDA avrebbero permesso un simile atteggiamento intimidatorio”.

Nel documento diffuso nel pomeriggio di ieri, il Gruppo ha quindi presentato una ricostruzione temporale e fattuale degli eventi.

1) ITAS Mutua è venuta a conoscenza delle indagini sui rapporti fra ITAS e vari fornitori in merito ai costi di ristrutturazione dell’appartamento in uso a Grassi (contestualmente destinatario di una informazione di garanzia) in data 19 ottobre 2016, a seguito di una richiesta di esibizione di documenti formulata dalla magistratura inquirente,

La società ha attivato da subito “provvedimenti puntuali ed immediati”. Nello specifico:

  • ha richiesto con urgenza al direttore generale una relazione sui fatti contestati dalla magistratura;
  • ha relazionato il Comitato Esecutivo sulle informazioni nel frattempo trasmesse all’autorità di vigilanza, proponendo di disporre un audit interno;
  • ha incaricato i propri legali di fiducia di costituirsi formalmente parte lesa nel procedimento penale.

La condotta e le iniziative del presidente, scrive ITAS, sono sempre state condivise con gli organi statutari e con quelli di vigilanza, in accordo anche con il collegio dei legali (che hanno tenuto costanti contatti con il Pubblico Ministero assegnatario dell’indagine).

2) Il 10 novembre 2016 Grassi si è autosospeso da qualsiasi operazione di spesa sulla base delle procure conferitegli “(…) allo scopo di tutelare non solo gli interessi della compagnia (…)” ma anche i suoi personali. Nei giorni immediatamente successivi (esattamente il 14 novembre), ha presentato la relazione richiestagli dalla società, difendendo la legittimità del proprio operato.

3) Il 18 novembre 2016 l’audit aziendale ha presentato la propria relazione “dalla quale non sono emerse segnalazioni di condotte improprie da parte del direttore generale”.

4) Il 23 novembre 2016 il CDA – approvando l’operato del presidente – ha condiviso la delibera del Comitato Esecutivo dando mandato al presidente Di Benedetto “di adottare i provvedimenti più opportuni e di verificare lo stato del rapporto fiduciario con il direttore generale: sia la delibera che l’autosospensione del dott. Grassi sono state comunicate alla magistratura inquirente”.

All’epoca, specifica ITAS, la conclusione dell’indagine era ritenuta imminente. L’informazione di garanzia, inoltre, “non era di per sé indicativa di un quadro di indizi grave, né implicava necessariamente il rinvio a giudizio”. Di conseguenza, nonostante l’autosospensione dell’ex direttore generale, “non vennero proposte al CDA decisioni drastiche per un elementare principio di diritto”, anche in attesa degli esiti di un’indagine indipendente affidata nel mese di dicembre 2016 alla società EY (del gruppo Ernst & Young) con l’incarico di effettuare una ricostruzione delle operazioni e di individuare eventuali transazioni anomale e le relative responsabilità.

La relazione di EY, data la complessità dell’indagine, è pervenuta lo scorso 11 aprile; nel frattempo, il 5 aprile 2017, giunge l’ordinanza del G.I.P. con la misura interdettiva nei confronti di Grassi.

5) Il 12 aprile 2017 ITAS convoca un CDA straordinario, che accetta le dimissioni da direttore generale che Grassi presenta spontaneamente ma ne predispone contestualmente il licenziamento, conferendo inoltre al vice presidente vicario, Giuseppe Consoli, tutte le funzioni per la gestione del periodo transitorio.

Le accuse che vengono rivolte dalla magistratura all’ex direttore generale, sottolinea la mutua trentina, prendono indubbiamente le mosse dal licenziamento per giusta causa di una dipendente che, a seguito di una relazione dell’audit interno all’azienda (a sua volta preceduta da una verifica, consegnata nell’aprile 2015, affidata a Reconta Ernst & Young, delle procedure del sistema degli acquisiti di beni e servizi) “era risultata aver abusato delle proprie funzioni e competenze operando acquisti privati addebitati ad ITAS Mutuaper un importo di svariate centinaia di migliaia di euro”.

Il giudice del Tribunale di Trento, con sentenza del 18 agosto 2016, ha riconosciuto la legittimità del licenziamento per giusta causa e ha trasmesso gli atti alla Procura di Trento. Nei fatti emersi in corso di causa, “sono stati inoltre ravvisati profili di rilevanza penale in quanto la dipendente licenziata aveva chiamato in causa il direttore generale Grassi, sostenendo che i vantaggi dei comportamenti a lei contestati sarebbero stati a conoscenza del direttore generale. Grassi ha rivendicato la propria totale estraneità ai fatti e, nel dicembre 2015, ha anche denunciato la (ex) dipendente”.

Ieri mattina, fa sapere ITAS, si è tenuto un incontro collegiale fra il presidente Di Benedetto e le rappresentanze sindacali aziendali durante il quale “è stata riscontrata una comunanza di valutazioni in merito alla vicenda”. È stata concordata una comune condivisione circa la condotta a tutela della piena difesa dell’onorabilità e del prestigio dell’azienda, in nome e per conto anche dei dipendenti, degli agenti e dei delegati dei soci assicurati. “Tutti i soggetti coinvolti – ha affermato Di Benedetto – sono parte attiva della garantibilità della Compagnia e dell’intera comunità trentina di cui si sentono orgogliosamente rappresentati in nome della mutualità e dei grandi valori motivanti la propria azione”.

Il presidente di ITAS, sinora mai sentito dagli inquirenti, ha inoltre depositato ieri mattina una memoria in cui viene precisata in maniere dettagliata la propria versione su fatti che lo vedono coinvolto come parte lesa, riservandosi di formulare al momento opportuno le richieste risarcitorie del caso nell’interesse di ITAS.

ITAS “confida nel lavoro della magistratura che sta indagando in modo puntuale e approfondito”. Da parte sua, la società è certa “che i fatti non mettano in discussione la solidità ed i valori fondanti di ITAS Mutua e garantisce che le indagini incorso non hanno né avranno ripercussioni di alcun tipo sulle polizze stipulate dai suoi assicurati, poiché i fondi, oggetto dell’indagine, sono totalmente slegati dalla gestione delle polizze assicurative”. Al fine di evitare ulteriori illazioni, il Gruppo rammenta inoltre che, data la natura mutualistica della società, il compenso del presidente, dei vicepresidenti, della direzione e degli amministratori “è inferiore del 50% rispetto alla media del mercato attuale, così come rilevato anche dal Consiglio di Amministrazione nella deliberazione del giugno 2015 e conforme alle decisioni del “Comitato Saggi””.

ITAS Mutua, infine, nel segnalare l’infondatezza e l’imprecisione di molte notizie propalate alla stampa, rende noto di aver conferito mandato ai propri legali di rappresentare agli inquirenti lo sconcerto per la pubblicazione di notizie, spesso infondate, e di atti coperti dal segreto. “Pertanto – ha dichiarato di Benedetto – ulteriori notizie non corrispondenti a verità, ovvero distorte, costituiscono un grave danno per l’immagine della società. ITAS Mutua quindi si riserva ogni conseguente azione per i danni emergenti. L’intera vicenda riguardante l’ex direttore generale non compromette minimamente né la solidità della Compagnia, né gli obblighi assunti a tutela e copertura delle esigenze assicurative della comunità trentina e della vasta platea dei soci assicurati. I valori della trentinità di cui soci assicurati, amministratori, dipendenti, agenti e delegati sono e rimangono altamente fieri oggi come ieri, continuano a ispirarci e sostenerci per il nostro comune futuro”.

Fin d’ora, conclude il documento, il presidente di ITAS si impegna, dopo l’assemblea dei delegati, “a informare adeguatamente tutta la rete commerciale, i cui agenti in particolare costituiscono, insieme ai dipendenti, la struttura portante della Mutua, quali veri ambasciatori sul territorio della mission assicurativa della Compagnia”.

Intermedia Channel

Related posts

*

Top