Itas, una presidenza «trentina» per riprendersi il gruppo

ITAS - Nuova sede Imc

ITAS - Nuova sede Imc

(di Andrea Selva – Trentino)

È l’ipotesi più accreditata per la sostituzione dell’uscente Di Benedetto. In corsa gli uomini Itas, Lorenz e Consoli. Ma c’è anche Ilaria Vescovi

Una presidenza “trentina” per Itas (nella foto, la sede). È questa la prospettiva che all’interno della compagnia pare più probabile dopo le dimissioni presentate da Giovanni Di Benedetto. Di certezza per il momento ce n’è una sola: il presidente – statuto alla mano – dovrà essere uno dei 13 consiglieri d’amministrazione, eletto con la maggioranza relativa. Poiché la maggioranza del consiglio ha portato il presidente a farsi da parte è probabile che sarà uno di questi otto consiglieri ad assumere la guida del Gruppo da qui alla prossima primavera, quando è prevista l’assemblea dei delegati.

Nel gruppo ci sono i due consiglieri tedeschi Peter Lütke-Bornefeld e Uwe Reuter che (anche per questioni logistiche) sarebbero fuori dalla partita. Il vice presidente Danilo Zanoni (veterinario) e l’avvocato altoatesino Gerhart Gostner non hanno competenze specifiche del mondo assicurativo a differenza del vice presidente vicario Giuseppe Consoli che attualmente ha l’incarico di traghettare Itas fino al consiglio di amministrazione fissato l’11 ottobre. Pare fuori dai giochi il vicentino Giancarlo Bortoli, mentre per la consigliera Ilaria Vescovi (particolarmente impegnata nelle vicende Itas in questi mesi turbolenti) si potrebbe prospettare un impegno di lungo periodo e non limitato a questa fase di transizione. L’ottavo consigliere è Fabrizio Lorenz, già direttore generale di Itas Mutua: all’interno del Gruppo è il suo nome che viene speso in primis per la presidenza assieme a quello del collega Consoli. Entrambi sono uomini di Itas ed entrambi appartengono alla componente “trentina” della compagnia, fattore gradito alla componente locale dei delegati e della classe politica provinciale. La nomina avverrà l’11 ottobre, sempre che il presidente reggente Consoli non decida di accelerare i tempi convocando i consiglieri anticipatamente. Non sono esclusi colpi di scena, ma lo statuto parla chiaro: è dai 13 consiglieri che uscirà il nome del nuovo presidente.

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