IURASEK (UNAPASS): LIQUIDAZIONI E RIVALSE, BISOGNA RISOLVERE LA QUESTIONE. TUTTI INSIEME

Paolo Iurasek
Ospitiamo la riflessione di Paolo Iurasek (nella foto), vicepresidente vicario di Unapass, sulla questione relativa alle liquidazioni e rivalse e al rinnovo dell’Accordo A.N.A. 2003. Prendendo spunto dalle sue parole e dalle conclusioni del contributo, Intermedia Channel lancia l’idea di un Forum tra i propri lettori (anche saltuari) che accolga tutte le sollecitazioni e suggerimenti da parte della categoria nel suo insieme

Liquidazioni e Rivalse. Bisogna RISOLVERE LA QUESTIONE. Tutti insieme

Paolo IurasekIn un periodo storico caratterizzato da forti criticità economiche, che potranno portare sempre più frequenti concentrazioni di Imprese e fusioni, più o meno spontanee, di Agenzie, è fondamentale capire a fondo come gestire al meglio il futuro successivo alla disdetta dell’Accordo A.N.A. 2003, con una visione che sappia considerare le esigenze delle Agenzie.

E’ necessaria una completa revisione dei significati e dei meccanismi di calcolo che fino ad oggi, anche negli Accordi, hanno caratterizzato la definizione e la quantificazione economica della liquidazione all’Agente uscente e della rivalsa applicata al subentrante.

Infatti fino ad adesso, si è voluto, anche in carenza di un Accordo, in particolare da parte delle Imprese, trattare le somme che l’Agente subentrante versa alla Compagnia a titolo di rivalsa per le liquidazioni da questa effettuate all’Agente uscente, come una sorta di avviamento commerciale, una “partita di giro” , tra l’altro, per questo motivo, non identificabile  nel bilancio.

Questa interpretazione diventa evidentemente una forzatura interpretativa nel momento in cui non avviene, al momento del passaggio di consegne, l’effettivo acquisto di una azienda, ma semplicemente la stipula di un nuovo contratto di agenzia senza soluzione di continuità.

Inequivocabilmente è impensabile, al giorno d’oggi, dopo le Leggi Bersani e il Decreto sulle collaborazioni, ricaricare sul nuovo Agente, per esempio, quella parte di indennità relativa alla liquidazione, cumulata dall’Agente uscente in virtù dell’anzianità di rapporto, perché quella componente poco ha a che vedere con la capacità di quel portafoglio polizze cedute di produrre reddito anche per gli anni successivi.

Ed è oggi ancor più inaccettabile l’applicazione ulteriore sulle rate di interessi, sproporzionati, spesso peraltro erroneamente calcolati  dalle Compagnie sul montante del debito residuo e non in misura fissa.

La disciplina collettiva in vigore è ormai evidentemente antiquata per regolare i rapporti tra Intermediari e le Imprese, ancor più inadatta se consideriamo i notevoli cambiamenti e le liberalizzazioni che nell’ultimo periodo hanno interessato la Categoria.

Dobbiamo riformulare radicalmente il sistema degli indennizzi, in modo tale da renderlo finalmente adeguato alle mutate realtà e in modo da rendere sostenibile l’istituto della rivalsa senza vedere frustrati i diritti di chi ha lavorato tanto e per tanto lungo tempo  per un marchio solo o per più marchi con lealtà e professionalità senza tradire la fiducia di alcuno.

Quindi, cosa fare?

L’Ania ha finora delegato la negoziazione alle proprie affiliate, dagli Accordi Bersani alle fidelizzazioni, agli allungamenti dei piani di rivalsa, rimandando sempre la questione. Ora che la questione oltrechè importante è diventata anche urgente vi è una timida riapertura ma su basi ancora troppo vaghe. Unapass e le altre Rappresentanze nazionali che ci vorranno stare devono e dovranno seriamente fare strategia comune ed omogenea con i Gaa Aziendali.

Come ?

Tutti Insieme.

Per non arrivare impreparati e dover solo giocare di rimpallo. Per essere tanti. Anzi, per una volta, TUTTI.

Con questa invocazione si apre sulle pagine di Intermedia Channel un Forum aperto a tutti. Lanciate le Vostre idee, esprimete le Vostre opinioni. Insieme si può.

Paolo Iurasek, Vicepresidente vicario Unapass

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Intermedia Channel

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3 Comments

  1. Intermediario deluso said:

    Alcuni suggerimenti:
    a) I diritti acquisiti vanno mantenuti e nessuna penalizzazione deve essere in capo agli Intermediari in essere. Tuttavia, previo garanzia del mantenimento del mandato, è pensabile la ridiscussione ad persona del nuovo inquadramento oppure il mantenimento dello status quo.
    b) Gestione del portafoglio.
    Per i nuovi mandati, occorrerebbe incrementare le provvigioni con conseguente eliminazione della rivalsa.
    La rivalsa che si dovrà pagare esclusivamente per il portafoglio ottenuto dalla Mandante al momento dell’inizio della gestione dovrà essere conteggiata non prima di ventiquattro mesi.
    Il portafoglio acquisito successivo alla data di inizio del mandato, resterà di proprietà dell’Intermediario in ogni caso, indipendentemente dai motivi del cessato rapporto.
    Nel caso l’Impresa voglia acquisire il portafoglio realizzato dall’Intermediario, sempre che l’Intermediario sia disponibile a cederlo all’Impresa, quest’ultima riconoscerà provvigioni pari a due annualità dopo le dimissioni.
    c) Montante provvigionale.
    Riteniamo che il montante provvigionale legato all’anzianità, può restare e verrà percepito alla fine del mandato.
    Cifra concedibile per il mantenimento e la gestione del portafoglio.
    d) Dati Clienti
    La maggior parte dei dati vengono inseriti dall’Intermediario il quale, riteniamo, debba avere la possibilità di utilizzarli anche dopo la fine del mandato.
    Durante la gestione ordinaria del mandato, le Imprese metteranno a disposizione e permetteranno la possibilità di scaricare i dati anche su strumenti informatici di proprietà dell’Intermediario.
    d) Totale indipendenza professionale e societaria
    Gli Intermediari, in virtù della totale responsabilità e del ruolo imprenditoriale che svolgono, dovranno gestire l’agenzia in pieno e totale autonomia e libertà, nel rispetto delle leggi e regolamenti di settore.
    e) Le esperienze personali non possono essere cancellate per limiti di età. Riteniamo che stabilendo un percorso per un ricambio generazionale soft, attraverso il coinvolgimento delle professionalità interne all’agenzia ed acquisiti effettivamente sul campo, anche attraverso differenzazione di quote societarie, sia possibile mantenere le conoscenze, le professionalità, comprese quelle personali a beneficio sia proprio che del sistema distributivo.

    Una questione da trattare inderogabilmente, sapendo che è fuori dell’accordo è lo stato di crisi del settore.
    Le Imprese vogliono uno sfoltimento delle reti, questo è possibile attraverso la costituzione di un fondo speciale esuberi alimentato dagli utile che le Imprese stanno producendo in questi anni. Questo meccanismo permetterebbe alle agenzie, in fase di chiusura, un sostegno economico per un periodo tale da compiere la riconversione professionale.

  2. Falanto said:

    Ma se la rivalsa fosse come vorrebbero far pensare le Compagnie una “sorta di avviamento commerciale”, dovrebbe avere un legame diretto con la redditività del portafoglio e quindi dell’Agenzia.
    Nessun riferimento, perciò, ad anzianità dell’Agente uscente.
    Ovviamente la soluzione non è semplice soprattutto perchè è necessario salvaguardare i diritti acquisiti, ma certamente non è possibile presentarsi all’appuntamento con ANIA senza una posizione condivisa tra le varie, troppe OO.SS.
    A tutta la categoria viene richiesto un atto di responsabilità nel superare sigle e personalismi e credo che sia l’ultima occasione!

  3. Filippo Guttadauro said:

    La tiepida apertura di confronto con l’Ania deve diventare, a mio parere, un’occasione per riprendere essenzialmente tra gli Intermediari quel rapporto che nel corso dell’ultimo lustro si è perso, facendo prevalere interessi di “bottega” che fondamentalmente ha fatto il gioco dell’avversario politico.
    Come sempre alcuni motti rendono bene cosa intendo dire, infatti, la politica del dividi et impera in questa circostanza calza a pennello.
    E’ ora che la categoria e tutti i suoi vertici di rappresentanza aprano gli occhi, e insieme, in un’unica strategia condivisa e inizi a confrontarsi per cercare di evitare che questa trattativa finisca con il farci il minor male possibile.
    Le Imprese stanno chiudendo bilanci con utili da capogiro e gli Intermediari sono in costante crisi di redditività, non solo per gli aspetti d’integrazione tra agenzie e modelli distributivi che poco hanno a che vedere con la crescita professionale. Modelli distributivi esclusivamente finalizzati alle logiche delle Imprese.
    Per semplificare, ad esempio, la de-professionalizzazione sta coinvolgendo l’intera categoria, e sappiamo che se la commercializzazione di un prodotto diventa semplice e standardizzato, i meccanismi di acquisto cambiano, facendo venire meno il valore aggiunto in termini di capacità professionale tipica della nostra attività.
    Faccio questa premessa, necessaria, per cercare di inquadrare, a modo mio il problema, per poi fare il ragionamento su una necessità, oramai inderogabile di presentarsi uniti come categoria, come sigle in rappresentanza di Intermediari professionali, ognuna con le proprie specificità e peculiarità, ma fortemente, ritengo, convinte che la difesa degli interessi e il mantenimento della nostra categoria passa da molti fattori, uno sia quello della professionalità l’altro, e non solo e quello della redditività. La redditività si ottiene anche con minor spese, soprattutto quando non si prevede un ritorno, non dico un incrementato ma almeno un riconoscimento degli utili industriali che quel lavoro ha prodotto. Inserisco quest’aspetto nell’art. 37 “rivalsa”, ma è un ragionamento che va affrontato se, come pare uno degli aspetti più delicati dell’ANA è proprio questo, su passaggio del portafoglio da un agente a un’altro. Non è possibile, ad esempio, subentrare con il pagamento di un valore del godimento di un portafoglio cliente e uscirne con una perdita considerevole rispetto a quello pagato.
    Ho voluto porre l’accento su un articolo dell’ANA, per far comprendere meglio la necessità di affrontare preventivamente tra le associazioni di categoria quale posizione assumere e la strategia da adottare, per non vedere l’avvio di un contrasto generazionale tra “vecchi agenti” e “giovani agenti” e il ripetersi di una nuova divisione.
    Riflettiamo oggi su cosa ha significato la sottoscrizione dell’ANA 2003, che dopo una lunga e combattuta discussione ha introdotto argomenti mai affrontati e in quell’occasione si sono introdotti a livello collettivo. Pensiamo ad esempio all’introduzione della liberalizzazione dei portafogli. Dal Collegio unico nazionale per la revoca dalla giusta causa (istituto che per la scarsa lungimiranza di qualche dirigente sindacale ha fatto cadere senza opporsi), ai mandati agenziali per le Società.
    Nell’accordo ANA 2003 si erano avviate discussioni su meccanismi legati all’esclusiva e su come affrontare i calcoli legati alle indennità di risoluzione del contratto. Argomenti che in quella fase si sono avviati ma mai terminati.
    Oggi, con la ripresa della discussione non si può che ripartire da li, e affrontare in modo serio il futuro di questa categoria che è bene ricordare offre lavoro a oltre trecentomila persone.
    Filippo Guttadauro, Intermediario assicurativo

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