IVASS, a fine maggio 2018 “risvegliate” polizze per 3,5 miliardi di Euro

Polizze dormienti - Sveglia Imc

Polizze dormienti - Sveglia Imc

Nuovo aggiornamento IVASS dell’indagine sul fenomeno delle polizze Vita dormienti, lanciata a febbraio dello scorso anno. Le prime indicazioni dell’indagine, ad agosto 2017, avevano fatto emergere un esteso fenomeno di polizze potenzialmente “dormienti”; erano infatti circa quattro milioni le polizze Vita (scadute negli ultimi cinque anni) per le quali le imprese non disponevano degli elementi necessari atti a riscontrare se si fosse o meno verificato il decesso dell’assicurato nel corso della durata del contratto e quindi se, pur in assenza di una richiesta da parte dei beneficiari, si fossero realizzate le condizioni per il pagamento della prestazione assicurata.

A seguito di questo primo riscontro, l’Istituto ha avviato diverse iniziative tese a “risvegliare” le polizze dormienti e ad assicurare l’adozione da parte delle imprese di procedure atte a mitigare il fenomeno.

In particolare, con lettera del 29 dicembre 2017, è stato chiesto alle imprese italiane di procedere a verifiche più approfondite sulle polizze potenzialmente dormienti emerse dall’indagine e di fornire, entro il 31 maggio 2018, un aggiornamento sullo smontamento di tale portafoglio.

Aggiornamento sulle polizze potenzialmente dormienti emerse dall’indagine

La situazione aggiornata del portafoglio oggetto dell’indagine a fine maggio 2018 ha consentito di rilevare che, grazie all’attività svolta in autonomia dalle imprese e dell’attività posta in essere dall’IVASS di incrocio dei dati con l’Agenzia delle Entrate, sono state “risvegliate” 187.493 polizze per un totale di 3,5 miliardi di euro, già pagate o in corso di pagamento ai legittimi beneficiari.

Di queste, 116.056 (62%) sono relative a polizze di risparmio giunte a scadenza, per un importo complessivo di 1,5 miliardi di Euro, che gli stessi contraenti hanno trascurato di riscuotere e che le imprese, impropriamente, hanno lasciato in stato di dormienza. 71.437 polizze (38%) invece sono relative ad assicurati deceduti, per un ammontare di circa 2 miliardi e mai reclamate dai legittimi beneficiari. Tra queste ultime, 30.857 polizze (per circa 1,7 miliardi) sono relative a contratti a Vita intera, polizze che non hanno una scadenza definita e si concludono con il riscatto o con la liquidazione della prestazione per il decesso dell’assicurato.

Contratti scaduti nel periodo 2012-2016

In particolare, evidenziano dall’Istituto, per i quattro milioni di polizze potenzialmente “dormienti” scadute nel periodo 2012-2016 la situazione, aggiornata a maggio 2018, è la seguente:

IVASS - Aggiornamento indagine polizze dormienti - 5.2018 Imc

Per la maggioranza delle polizze potenzialmente dormienti di tipo temporanee caso morte (3,3 milioni di contratti, pari all’84% del totale) non si sono verificate le condizioni per il pagamento della prestazione, in quanto è stata riscontrata l’esistenza in vita dell’assicurato alla scadenza del contratto o è stata accertata la volontà del contraente di interrompere il pagamento dei premi con la conseguente risoluzione del contratto.

Per le altre forme con scadenza, invece, i contratti per i quali è stata accertato il mancato diritto alla prestazione hanno un’incidenza inferiore (49mila polizze, pari al 26% delle polizze potenzialmente dormienti identificate nell’indagine). In questi casi, ricordano dall’IVASS, il mancato diritto alla prestazione deriva per lo più dalla volontà di interrompere il pagamento dei premi prima che sia stato versato il numero minimo necessario a garantire il mantenimento del contratto.

Per le forme diverse dalle temporanee caso morte, il numero elevato di polizze giunte a scadenza e non riscosse da assicurati ancora in vita secondo l’Istituto “evidenzia quanto sia concreto il rischio che contraenti e beneficiari possano, per le ragioni più varie, non riscuotere le somme risparmiate”. In questi casi, spiegano dall’IVASS, “essendo nota la data di scadenza della polizza e il sorgere dell’obbligo al pagamento, è quanto mai necessario che le imprese si attivino velocemente di fronte alla mancata richiesta da parte dell’avente diritto, cercando un contatto diretto con l’interessato”.

Residuano poi circa 900.000 polizze per le quali, a maggio 2018, le imprese non erano ancora in grado di accertare lo status; questo è dipeso principalmente dal mancato invio all’IVASS dei codici fiscali degli assicurati per alcune tipologie di polizze e/o per parte del portafoglio da incrociare con i decessi dell’Anagrafe Tributaria.

Contratti a Vita intera in vigore al 31 dicembre 2016

Per questa tipologia di portafoglio, i possibili indicatori del rischio di dormienza erano stati identificati nell’anzianità dei contratti (almeno 10 anni) e nell’età degli assicurati (superiore agli 80 anni)

Anche per questi contratti, sottolinea l’Istituto, era emerso un considerevole numero di polizze in vigore al 31 dicembre 2016 per le quali le imprese non sapevano se l’assicurato fosse deceduto, compresi contratti con età dell’assicurato superiore a 100 anni.

Le attività di verifica hanno consentito di risvegliare 30.857 polizze (con data decesso fino al 31 dicembre 2016) per complessivi 1,7 miliardi di Euro, pari allo 0,3% del portafoglio in vigore al 31 dicembre 2016 (0,5% per gli importi).

La tabella qui sotto riporta l’aggiornamento del portafoglio dei contratti a Vita Intera in vigore al 31 dicembre 2016 con evidenza delle categorie di contratti individuati come potenzialmente dormienti (sottoscritti da almeno 10 anni o con età dell’assicurato elevata).

IVASS - Aggiornamento indagine polizze dormienti Vita intera - 5.2018 Imc

Anche per questi tipi di contratti permane il fenomeno delle polizze che necessitano di ulteriore accertamento, in particolare a causa di alcune imprese che non hanno inviato tutti i codici fiscali degli assicurati all’IVASS per l’incrocio e non hanno operato verifiche autonome. Si tratta complessivamente di 311.391 polizze, per 13,8 miliardi di Euro di somme assicurate, di cui 16.013 (per un importo di 1,1 miliardi) relative ad assicurati di età non inferiore a 85 anni.

L’attività di incrocio dei codici fiscali degli assicurati con l’Anagrafe Tributaria ha consentito anche di avere una prima stima delle polizze per le quali potrebbero essersi verificati i presupposti per il conferimento delle somme al Fondo rapporti dormienti istituito presso la CONSAP. IVASS ricorda che al Fondo vanno devolute le polizze per le quali è intervenuto il periodo di prescrizione previsto dal codice civile.

Si tratta di circa 6.000 polizze – per un importo stimato complessivo di 54 milioni di Euro – per le quali il decesso dell’assicurato è avvenuto tra il 28 ottobre 2007 e il 19 ottobre 2010, senza che le imprese ne avessero avuto notizia. L’Istituto segnala come si tratti di una stima per eccesso, in quanto le imprese devono ancora verificare se sia contrattualmente dovuta la prestazione assicurata (es: assenza di cause di esclusione presenti in alcuni contratti, quali dichiarazioni reticenti o inesatte del cliente in fase di sottoscrizione); in alcuni casi, inoltre le imprese hanno indicato il valore del capitale assicurato, mentre in altri casi hanno indicato il valore delle riserve tecniche.

Prossime azioni

Oltre ai quasi 188.000 contratti risvegliati, l’IVASS conta di avere riscontri positivi su ulteriori contratti, sia in relazione alle 900.000 polizze che ancora residuano sia per quanto riguarda le circa 75mila posizioni (all’interno di questo quantitativo residuo) relative ad assicurati per i quali le imprese hanno fornito codici fiscali errati.

Come indica una nuova lettera al mercato, entro il prossimo 30 ottobre le imprese dovranno comunicare all’IVASS i codici corretti per un nuovo incrocio con l’Anagrafe Tributaria; sarà loro richiesto anche di inviare ulteriori codici fiscali relativi alle polizze scadute nel 2017 e nel quinquennio 2001-2006, arrivando così a coprire in totale 16 anni di possibile dormienza.

L’Istituto ricorda, infine, che per verificare se un familiare deceduto avesse stipulato una polizza Vita, si può utilizzare il Servizio ricerca coperture dell’ANIA oppure ci si può rivolgere all’intermediario assicurativo, alla banca o all’impresa di assicurazione di cui si serviva il familiare (facsimile di richiesta). Per ulteriori informazioni è a disposizione anche il Contact Center Consumatori dell’IVASS al numero 800.486661 (dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 14.30).

Intermedia Channel


IVASS – Indagine sulle polizze Vita dormienti – Le polizze “risvegliate” (aggiornamento a settembre 2018)


N.B.: Le tabelle contenute nell’articolo sono state elaborate e realizzate dal Servizio Tutela del Consumatore – Divisione Prodotti e Pratiche di Vendita dell’IVASS a corredo dell’aggiornamento a settembre 2018 dell’indagine sulle polizze Vita dormienti

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