IVASS, da inizio 2018 sono almeno 150 i siti internet fasulli segnalati

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Il fenomeno delle “truffe assicurative on-line” muove un giro di affari illegale – con al centro quasi esclusivamente polizze Rc auto, soprattutto temporanee – di oltre tre milioni di Euro. I cittadini, ingannati da opportunità di risparmio sui costi della polizza, alla fine perdono i soldi, non hanno copertura assicurativa e possono incorrere in multe, sequestro del veicolo e sospensione della patente. I consigli ed i suggerimenti dell’IVASS per non cadere nella trappola sono al centro di un approfondimento nel nuovo numero della newsletter dell’Istituto

La promozione e la vendita di servizi assicurativi via Internet sono sempre più diffuse. La rete è un eccezionale facilitatore di informazione e di contatti. Tuttavia, proprio per la sua semplicità di utilizzo, si presta a essere strumento di iniziative insidiose e di vere e proprie truffe.

Il fenomeno dell’abusivismo assicurativo online è al centro di un approfondimento pubblicato dall’IVASS nel nuovo numero della sua newsletter (2/2019) e nel quale l’Istituto cerca di aiutare i consumatori a non cadere nella trappola, spiegando come vengano promosse le truffe, quali siano le contromisure adottate dall’IVASS e dispensando consigli e suggerimenti per riconoscere adeguatamente le situazioni potenzialmente illegali.

Le truffe assicurative via internet a danno dei consumatori sono in aumento su tutto il territorio nazionale e sono realizzate tramite siti internet di compagnie od intermediari inesistenti, profili di social network o blog fasulli, contenuti sponsorizzati o campagne via mail che richiamano compagnie od intermediari inesistenti oppure attraverso l’utilizzo fraudolento (anche con siti clone) di credenziali di compagnie ed intermediari effettivamente operativi.

Il fenomeno riguarda prevalentemente le polizze Rc auto, in particolare quelle temporanee, con numeri sempre più rilevanti a partire dal biennio 2017/2018, quando sono stati scoperti almeno 150 casi di abusivismo assicurativo (il 95% dei siti irregolari è adesso offline). E nei primi due mesi e mezzo del 2019 sono già 66 i siti fasulli segnalati, il 40% dei quali è attualmente offline.

Il giro di affari di questa forma di criminalità è stimato in diversi milioni di Euro l’anno (almeno tre milioni, da valutazioni dell’Istituto) e riguarda migliaia di veicoli. Chi ne è vittima perde i suoi soldi e può incorrere in multe, sequestro del veicolo e sospensione della patente, per l’assenza di una copertura assicurativa valida. Gli intermediari e le compagnie che operano regolarmente subiscono danni d’immagine e reputazionali, specie se sono vittime di furti d’identità da parte dei siti fasulli ed i consumatori, oltretutto, perdono fiducia verso la distribuzione assicurativa via internet, alimentando la diffidenza verso forme di pagamento elettronico e transazioni on-line.

L’approfondimento contenuto nella newsletter descrive anche come l’Istituto si muova per scoprire i siti irregolari, quali siano le mosse successive, quali gli interventi nel caso si accerti che un sito è falso, cosa faccia l’IVASS come regolatore (si vedano, ad esempio, il Codice delle Assicurazioni Private ed il Regolamento 40/2018 sulla distribuzione, che contengono alcune misure che agevolano un utilizzo sicuro dei siti internet e dei profili di social network degli intermediari) e le ulteriori iniziative e sviluppi per contrastare il fenomeno.

Nella parte finale, l’Istituto fornisce alcuni consigli ai consumatori, a partire dalla consultazione (sul sito IVASS) dell’elenco dei siti fasulli. In caso di dubbi, ricorda ancora l’IVASS, è sempre meglio chiamare il Contact Center Consumatori dell’Autorità (800.486661, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 14.30). Chiude una sezione dedicata ai suggerimenti per riconoscere situazioni potenzialmente a rischio e su come muoversi prima di pagare ed una volta concluso l’acquisto della nuova polizza online (sempre che non sia troppo tardi).

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Per maggiori informazioni sulla Newsletter IVASS si può consultare la pagina dedicata sul sito dell’Istituto. Chi volesse iscriversi al servizio può inoltre inviare una email a newsletter@ivass.it

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