IVASS, i rischi da Responsabilità civile sanitaria 2010-2016

Salute - Controlli - Sanità - Medici Imc

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Attraverso il Bollettino Statistico 14/2017, l’IVASS ha diffuso i dati statistici relativi alla Responsabilità civile sanitaria nel nostro Paese per il periodo 2010/2016.

Il tema dell’Rc sanitaria, scrive l’Istituto nella premessa, “è di rilevante interesse, sia per l’importanza della spesa per la salute in Italia (8,9% sul PIL nel 2016, secondo dati OCSE) sia perché la protezione contro tale rischio contribuisce indirettamente alla sicurezza delle cure e dei trattamenti sanitari, parte importante del diritto alla tutela della salute, riconosciuto come fondamentale dall’articolo 32 della nostra Costituzione”.

L’obiettivo principale del Bollettino è quindi “di dare una prima evidenza quantitativa sul rischio da Responsabilità civile sanitaria, con particolare riferimento alla sua copertura assicurativa”. È la prima volta, segnala l’IVASS, che sono resi disponibili dati statistici ufficiali su questo fenomeno, che nel 2016, per la parte gestita dalla imprese assicurative, ha raggiunto il 14% circa dei premi assicurativi del ramo Rc generale di cui fa parte.

L’Istituto ha diffuso, in particolare, i principali indicatori quantitativi relativi alle coperture acquisite tramite polizze assicurative per i rischi da Rc sanitaria (offerte dalle imprese di assicurazione dietro pagamento di un premio) e quelle che le strutture sanitarie pubbliche costituiscono tramite autoritenzione del rischio.

L’attività delle imprese assicurative nel settore della Rc sanitaria in Italia

La Rc sanitaria nell’ambito del ramo Rc generale

Come segnalato in apertura, i 592 milioni di Euro di premi raccolti nel corso del 2016 nella Rc sanitaria (sostanzialmente stabili rispetto al 2015) hanno rappresentato il 14,1% del totale dei premi del ramo Rc generale. La quota scende all’8,7% per le imprese italiane, mentre ammonta al 25,4% per le imprese estere.

La Rc sanitaria si caratterizza per una concentrazione di mercato superiore rispetto a quella del ramo di appartenenza: nel 2016 i premi raccolti dalle prime cinque e dalle prime dieci imprese ammontavano rispettivamente al 71,3% e all’89,7% del totale (le due quote scendono al 48,5% e al 69,3% per il ramo Rc generale).

Le caratteristiche dei contratti della Rc sanitaria

La totalità dei contratti sottoscritti nel corso del 2016 contengono la clausola claims made*. Sono quasi sempre presenti le clausole che consentono all’impresa la disdetta in caso di sinistro e la limitazione del periodo di retroattività. La clausola di garanzia postuma** è resa disponibile quasi esclusivamente per gli operatori sanitari.

I premi e le unità assicurate

I premi raccolti nel 2016 sono ripartiti) tra strutture sanitarie pubbliche (284 milioni di Euro), strutture private (93 milioni) e operatori sanitari (215 milioni). Nel periodo 2010-2016 sono stati raccolti oltre 4,55 miliardi di Euro di premi.

Nel complesso sono assicurate 4.916 strutture (di cui 721 pubbliche) e 302.965 operatori sanitari (di cui 73% medici). Rispetto al 2010, il numero di strutture pubbliche assicurato è dimezzato, mentre la flessione del numero di strutture private è più contenuta (–23,8%). Nello stesso periodo sono invece in aumento il numero di sanitari assicurati (+76,3%).

Nel 2016 una struttura sanitaria pubblica paga un premio medio di 393.813 Euro, contro i 22.204 di una struttura privata; entrambi i valori risultano superiori rispetto a quelli del 2010 (rispettivamente del 7,5% e del 53,7%). Nello stesso periodo, il premio medio pagato dagli operatori sanitari è in flessione del 13,1% (710 Euro nel 2016 contro 817 Euro nel 2010).

Il premio medio pagato dal personale medico (906 Euro) risulta quasi cinque volte superiore a quello corrisposto dal personale sanitario non medico (189 Euro). Rispetto alla media nazionale, i premi risultano più elevati nel Nord-Ovest e più bassi nelle Isole.

L’evoluzione delle denunce e dei risarcimenti

Nel 2016 le compagnie hanno ricevuto la metà delle denunce ricevute nel 2010 (15.360 contro 29.991). La flessione ha riguardato soprattutto le strutture pubbliche (3.793 denunce contro le 16.664 di sei anni prima). La diminuzione delle denunce di sinistro presentate da strutture sanitarie private è stata meno accentuata (5.242 denunce nel 2016, rispetto alle 3.075 di sei anni prima). Oltre che alla diminuzione del numero delle strutture assicurate, il calo delle denunce tra il 2010 ed il 2016 è dovuto anche alla flessione del tasso di denunce per struttura (–56% per le strutture pubbliche, –23% per quelle private).

I sinistri denunciati dal personale sanitario risultano invece in leggero aumento (8.492 denunce nel 2016, rispetto alle 8.085 del 2010). In termini percentuali questo incremento è del 5%, decisamente inferiore rispetto a quello degli assicurati nello stesso periodo, come effetto del calo del tasso di denunce per unità di personale (–40%).

Fino al 2016 sono stati risarciti a titolo definitivo 40.444 sinistri denunciati tra il 2010 e il 2016, il 92% dei quali erano relativi a denunce pervenute prima del 2015. I risarcimenti corrispondenti sono ammontati a 1,59 miliardi di Euro (96% dei quali per le denunce precedenti il 2015).

La velocità di liquidazione dei sinistri

Solo il 3,5% delle denunce di sinistri con seguito pervenute nel 2016, relative alle strutture sanitarie pubbliche, sono definite e pagate nello stesso anno. La percentuale aumenta al 12,5% per le strutture private ed al 5,2% per gli operatori sanitari. Le percentuali sono inferiori per quanto riguarda gli importi: per le denunce del 2016 relative alle strutture pubbliche, solo lo 0,6% dei risarcimenti previsti viene liquidato nello stesso anno (contro il 3,2% per le strutture private ed il 2,7% per gli operatori sanitari).

Per quanto riguarda la generazione di denunce 2010 (la meno recente disponibile), due terzi degli importi previsti risultano liquidati per le strutture sanitarie pubbliche e private; la quota scende al 44,6% per i sinistri degli operatori sanitari.

Il costo medio dei sinistri

Utilizzando le informazioni disponibili alla fine del 2016, il costo medio dei risarcimenti è più alto per le denunce più vecchie, rispetto a quelle pervenute più di recente. Per i sinistri denunciati nel 2010, evidenzia l’Istituto, il risarcimento medio è infatti pari a 54.348 Euro per le strutture sanitarie pubbliche (contro 16.069 Euro per le denunce del 2016). Per le strutture private, il risarcimento medio per le denunce del 2010 ammonta a 49.244 Euro (7.115 Euro per le denunce del 2016). Per il personale sanitario i due valori ammontano rispettivamente a 20.203 e 9.806 Euro.

Le riserve sinistri

Nel 2016 le imprese di assicurazione hanno accantonato riserve per sinistri non ancora liquidati pari a 3,22 miliardi di Euro, relativamente alle denunce di sinistro relative al periodo 2010-2016. Il 57,6% dell’ammontare è relativo ai sinistri delle strutture sanitarie pubbliche, il 17,4% a quelli delle strutture private e il restante 25% riguarda i sinistri degli operatori sanitari. La maggioranza degli accantonamenti riguarda i sinistri di generazione meno recente, dato che solo il 34,6% delle riserve è accantonato per le denunce pervenute successivamente al 2014.

Per quanto riguarda l’andamento dell’ammontare complessivo delle riserve e del numero dei sinistri riservati dei singoli anni di denuncia, l’Istituto osserva che entrambi risultano sempre in diminuzione nel corso del tempo. Si riscontra però una tendenza all’aumento del valore medio della riserva: ad esempio, per le denunce del 2010 delle strutture sanitarie pubbliche, questo valore cresce da 38.143 Euro nel 2010 a 85.175 Euro nel 2016. Questo andamento ha alla base i lunghi tempi di definizione dei sinistri più costosi, che restano a riserva per più tempo e di conseguenza concorrono ad aumentarne il valore medio.

Nell’arco temporale considerato, gli accantonamenti a riserva effettuati nello stesso anno di denuncia per le strutture sanitarie (pubbliche e private) divengono più prudenti. La riserva media dei sinistri denunciati nello stesso esercizio di bilancio passa infatti da 38.193 Euro (per il 2010) a 89.662 Euro (per il 2016) per le strutture sanitarie pubbliche (per le strutture private lo stesso indicatore sale da 25.377 a 45.350 Euro). Per gli operatori sanitari, il riservato medio relativo all’anno di denuncia varia nello stesso periodo tra 19.481 e 24.866 Euro, senza evidenziare un trend di crescita o diminuzione.

Rapporto sinistri a premi

Guardando al settore nel suo complesso, il rapporto sinistri a premi (loss-ratio), aggiornato alla fine del 2016, è compreso tra il 100% e il 120% per tutti gli anni di denuncia. Secondo l’IVASS, questo è indicativo del fatto che il costo complessivo dei sinistri è superiore al valore dei premi incassati, evidenziando che il rischio per l’Rc sanitaria comporta per le imprese una perdita tecnica. In dettaglio, per le strutture sanitarie pubbliche, il massimo dell’indicatore, pari a 150,2%, si riscontra per il 2015. L’indicatore è sempre superiore a 100% per le strutture sanitarie private, ad eccezione delle denunce più recenti del 2016. Per gli operatori sanitari, l’indicatore è inferiore a 100% per tutti gli anni di denuncia, ad eccezione del 2013, anno per il quale assume il valore di 102,1%.

I canali distributivi dei contratti di Rc sanitaria

I broker sono molto attivi nella intermediazione dei contratti delle strutture sanitarie pubbliche (sono il canale preferenziale delle imprese che realizzano oltre l’80% dei premi) e, seppur in misura minore, operano anche per le strutture private. I contratti del personale sanitario sono collocati per la quasi totalità dalle agenzie, con un utilizzo limitato della vendita diretta (utilizzata di preferenza dalle imprese che realizzano solo il 9% dei premi).

L’autoritenzione del rischio per la copertura della Rc sanitaria nelle strutture sanitarie pubbliche

Le strutture sanitarie hanno la facoltà di gestire internamente, in tutto o in parte, il rischio da responsabilità civile sanitaria. Se si sceglie questa opzione, sono costituiti fondi specificamente destinati a risarcire i pazienti che hanno subito errori sanitari, alimentati da accantonamenti annuali. Il ministero della Salute rende disponibili questi dati per le strutture sanitarie pubbliche.

Sia gli accantonamenti annuali sia i fondi da essi alimentati, costituiti per l’autoritenzione del rischio, sono in costante crescita nel quadriennio 2012-2015 in tutte le tre macro aree geografiche considerate (Nord, Centro e Sud-Isole). Aumentano maggiormente le risorse delle strutture sanitarie rispetto a quelle dalle amministrazioni sanitarie regionali. Queste ultime rappresentano il 12,2% degli accantonamenti e il 17,1% dei fondi del 2015.

Nel 2015 gli accantonamenti totali sono ammontati a 468 milioni di Euro (più del doppio dei 170 milioni del 2012), mentre l’ammontare complessivo dei fondi di copertura è risultato pari ad oltre 1,18 miliardi (oltre il triplo rispetto ai 319 milioni del 2012).

La gestione decentrata della sanità pubblica rende utile, secondo l’IVASS, una lettura dei dati a livello regionale. Il 76,6% del fondo di copertura al 2015 era stato costituito da sette regioni; Le tre con le quote maggiori erano la Lombardia (16%), il Lazio (14,6%) e la Sicilia (11,5%). I fondi accantonati erano d’entità trascurabile o non esistenti per Friuli Venezia-Giulia, Trentino Alto-Adige, Molise e Valle d’Aosta.

Gli accantonamenti e i premi pagati alle imprese assicurative per i rischi da Rc sanitaria delle strutture pubbliche, infine, sono grandezze finanziarie in qualche misura confrontabili, essendo risorse stanziate annualmente a fronte dello stesso rischio, gestito internamente (con gli accantonamenti) o tramite ricorso al mercato (con i premi). Nel 2014 e 2015 gli accantonamenti sono risultati superiori ai premi assicurativi (rispettivamente del 36% e del 47,7%).

Intermedia Channel


* Clausola che ammette il risarcimento dei soli sinistri denunciati durante il periodo di vigenza della polizza con riferimento a danni manifestatisi entro il medesimo periodo, anche se l’evento che ha causato il danno si è verificato in precedenza, fino a un massimo di 10 anni prima dell’inizio della validità della copertura (periodo di retroattività)

** Clausola che ammette il risarcimento dei danni causati da eventi occorsi nel periodo di vigenza della polizza, anche se denunciati in seguito (ad esempio, entro i 3 anni successivi alla data di scadenza del contratto)

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