IVASS, le considerazioni del presidente Panetta sull’attività 2018

IVASS - Relazione annuale 2018 - Considerazioni Panetta (Foto Archivio Fotografico IVASS) Imc

IVASS - Relazione annuale 2018 - Considerazioni Panetta (Foto Archivio Fotografico IVASS) Imc

“Non è senza trepidazione che ho assunto il 10 maggio, nella qualità di direttore generale della Banca d’Italia, la carica di presidente, conscio delle sfide che attendono il settore assicurativo, un settore essenziale per l’offerta a famiglie e imprese di strumenti sempre più efficaci nella gestione e traslazione dei rischi”. Iniziano così le considerazioni del nuovo presidente IVASS, Fabio Panetta, in sede di presentazione della relazione sull’attività 2018 dell’Istituto, avvenuta lo scorso 20 giugno (nella foto, dell’Archivio Fotografico IVASS, un momento dell’intervento del neo-presidente IVASS).

Panetta ha ringraziato il suo predecessore Salvatore Rossi – unitamente a Riccardo Cesari ed Alberto Corinti (entrambi confermati come consiglieri per un ulteriore mandato) – per l’operato svolto, le sfide superate ed i risultati in concreto raggiunti, soffermando si poi sull’oggetto delle sue considerazioni: dalle valutazioni sullo stato di salute del sistema assicurativo, ai cambiamenti ed alle sfide che si profilano a livello nazionale e internazionale sia per l’industria sia per l’IVASS stesso, dando conto di come l’Istituto intende affrontarle.

Per quanto riguarda il mercato assicurativo nazionale, Panetta ha ricordato come il 2018 sia stato un anno impegnativo, contrassegnato dalla crescente digitalizzazione, da pressioni concorrenziali, dall’attuazione della regolamentazione sulla distribuzione dei prodotti assicurativi, dall’avvio del processo di adeguamento alle regole nazionali – scaturite da Solvency II – sulla corporate governance delle compagnie e segnato anche dal una serie di tensioni sul mercato dei titoli di debito.

L’indice di solvibilità a livello di mercato, pur risentendo di questo scenario e perdendo quasi 20 punti percentuali rispetto al 2017, a fine 2018 si posizionava tuttavia al 222%, soglia di assoluta solidità ed assolutamente al di sopra del minimo regolamentare del 100%.

I quattro maggiori gruppi italiani (Generali, Intesa Sanpaolo Vita, Poste Vita e Unipol Gruppo) che hanno partecipato agli ultimi stress test EIOPA, sono inoltre risultati in grado di sopportare shock particolarmente severi di tipo sia finanziario, sia assicurativo.

La redditività del settore è in calo ma rimane positiva per il settimo anno consecutivo. La flessione dell’utile è stata significativa nella gestione Vita: il risultato 2018 è stato inferiore, seppur di poco, ai 2 miliardi di Euro nell’anno, rispetto ai 3,5 del 2017, soprattutto a seguito delle rettifiche di valore sui titoli. In contrazione anche il risultato della gestione danni (a circa 2,2 miliardi, rispetto ai 2,4 del 2017) – in buona parte riconducibile al minor apporto del ramo Rc Auto.

È tornata invece a crescere la raccolta premi complessiva del mercato nazionale, con un incremento di circa tre punti percentuali rispetto al 2017. Nel Vita la crescita è stata accompagnata da una ricomposizione del portafoglio. I prodotti di ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana) sono cresciuti del 5,5%, dopo due anni di calo, mentre quelli di ramo III (unit e index linked) sono diminuiti del 4,5%. La produzione dei rami Danni è cresciuta nel 2018 del 2,3%, rafforzando la variazione positiva del 2017 (+1,2%). La ripresa della raccolta è dovuta prevalentemente ai comparti Salute e Property, ma mostra un’inversione di tendenza anche il comparto Auto (+1,1%), riconducibile soprattutto all’incremento dei premi delle garanzie accessorie, in presenza di una sostanziale stabilità della raccolta Rc auto.

Panetta si è poi soffermato nell’analisi delle vulnerabilità ed anche delle tendenze di sviluppo del settore, cercando di mettere a fuoco le sfide che attendono tanto le compagnie e i distributori quanto i supervisori.

Nella gestione Danni il tema della sottoassicurazione, più volte sottolineato dall’IVASS, continua a caratterizzare il mercato del nostro Paese in misura maggiore rispetto alla media europea, rendendo i cittadini e le imprese italiane più vulnerabili al materializzarsi di rischi.

Il comparto registra anche il crescente interesse da parte di operatori bancari e pubblici: la bancassurance Danni negli ultimi anni ha infatti più che raddoppiato la quota di mercato distribuita, passando dal 3,3% del 2012 al 6,7% del 2018 e superando per rilevanza la vendita diretta. Incide l’innovazione tecnologica, che si conferma come uno dei fattori propulsivi dei cambiamenti in atto nelle interazioni tra assicurazioni e clientela.

Le dinamiche di mercato distributive e tecnologiche, ha evidenziato ancora Panetta, si muovono verso lo sviluppo di un più esteso sistema di protezione assicurativa nel nostro paese; un processo “che l’IVASS seguirà con attenzione, specie per i profili di tutela degli assicurati”.

Nella gestione Vita, emerge a livello nazionale un tema di composizione di portafoglio. Le riserve tecniche connesse a contratti unit e index linked, nei quali il rischio di investimento è in capo agli assicurati, sono infatti arrivate a rappresentare in Italia quasi un quinto del totale del passivo (19 per cento, contro il 14 della Francia e il 7 di Germania e Spagna).

Per il neo-presidente IVASS si rende quindi necessaria una riflessione su questa tendenza, che rischia di allontanare dall’essenza del prodotto assicurativo, “per gli inevitabili riflessi sulla domanda di prodotti con finalità previdenziali e di protezione del risparmio, ma anche della crescente concorrenza di grandi gruppi assicurativi a realizzare e commercializzare prodotti su scala europea, disciplinati da legislazioni di singoli paesi dell’Unione”. L’Istituto itnende quindi dare nuovo impulso al confronto già in corso con l’industria e con il mercato, “con l’obiettivo di rivitalizzare le componenti più tipicamente assicurative delle forme di risparmio legate al settore vita”.

Panetta si è poi soffermato anche sulle iniziative regolamentari europee ed internazionali in corso: dalla revisione di Solvency II, ai lavori IAIS sul rischio sistemico, all’introduzione del nuovo regime contabile internazionale sui contratti assicurativi (IFRS17). Tutte riforme “fondamentali per il modo in cui si disegnano i prodotti, si decidono gli investimenti, si determina il capitale delle compagnie, si gestisce congiuntamente l’attivo e il passivo e si determinano utili e perdite”.

Per quanto soprattutto riguarda la revisione delle norme previste da Solvency II, il nuovo presidente IVASS ha sottolineato come l’Isituto abbia segnalato da tempo l’inadeguato funzionamento di alcune misure, in particolare di quella più utilizzata dalle compagnie europee e italiane, nota come “aggiustamento per la volatilità” (o Volatility Adjustment).

“L’attuale impostazione – ha affermato Panetta – non consente alle nostre compagnie di mitigare variazioni significative negli spread sui titoli in portafoglio e, nelle condizioni di mercato volatili quali quelle dell’ultimo biennio, apporta benefici soprattutto alle compagnie dei paesi dell’Unione che, in ragione della composizione degli investimenti, meno risentono delle fluttuazioni dei corsi”. Le recenti modifiche apportate dal legislatore europeo alla modalità di calcolo del Volatility Adjustment vanno quindi nella giusta direzione, “ma non possono considerarsi risolutive”.

Il neo-predsidente IVASS è quindi passato ai temi di tutela del consumatore, partendo dall’Rc auto. Panetta ha ricordato come le misure intraprese a livello normativo, unitamente al diffuso utilizzo dell’innovazione tecnologica, hanno reso possibile un progressivo contenimento dei costi del sistema e il rafforzamento dei meccanismi concorrenziali, con effetti positivi sui prezzi per gli assicurati.

Negli ultimi cinque anni il premio medio è infatti sceso del 19,5% – dai 515 Euro di fine 2013 ai 415 euro di dicembre 2018 – e si è ridotto di quasi 150 Euro (da 380 a 237) il differenziale dei premi sul territorio tra la provincia a più alto costo (Napoli) e quella storicamente a costo più basso (Aosta). Nel confronto internazionale il premio medio netto nel 2018 è ancora superiore a quello dei maggiori paesi europei (Francia, Germania e Spagna), ma anche qui si è assistito ad un‘evidente riduzione del divario: da 202 Euro nel 2012 a 97 Euro nel 2018.

Prosegue anche la crescita della diffusione delle scatole nere. A fine anno erano presenti nel 22,2% dei contratti a livello nazionale, con valori significativamente più elevati nelle province più esposte al rischio di frode. Il loro utilizzo ha contribuito alla riduzione dei prezzi delle coperture. Le rilevazioni periodiche dell’Istituto cominciano però a segnalare alcuni effetti di rigidità associati allo strumento: gli assicurati con scatola nera si mostrano infatti meno propensi a cambiare compagnia. Per l’IVASS diventa quindi essenziale il completamento della disciplina sulla portabilità delle scatole nere “per evitare che la loro diffusione porti con sé effetti indesiderati sul grado di concorrenza del mercato”.

Panetta ha poi illustrato i nuovi strumenti che saranno messi a disposizione di imprese ed Autorità inquirenti per il contrasto alle frodi: la piattaforma per lo scambio di informazioni sui sinistri tra le compagnie e i risultati della network analysis sui big data contenuti nell’Archivio Integrato Antifrode (AIA) gestito dall’Istituto.

Passando all’ambito della sanità integrativa, il neo-presidente IVASS ha rilevato come nel 2018 l’Istituto abbia ricevuto molti reclami e segnalazioni (anche di associazioni dei consumatori e di professionisti del settore medico) per disservizi nelle prestazioni di sanità integrativa: tra gli altri, ritardi nella presa in carico delle richieste, informazione carente, eccessiva onerosità delle procedure amministrative da seguire e della documentazione medica da fornire.

Le lamentele riguardano compagnie di assicurazione, ma spesso anche soggetti non vigilati dall’Istituto, come i fondi sanitari integrativi e le società di mutuo soccorso o anche i fornitori di servizi sanitari. Diventa quindi necessario rafforzare trasparenza e chiarezza dei contratti sulle prestazioni sanitarie, da chiunque offerti.

Il tema è chiaramente delicato e con importanti implicazioni, anche sociali. “Le compagnie assicurative – ha rimarcato Panetta – sono chiamate (è nel loro interesse) a profondere il massimo impegno per evitare incertezze o dirimere eventuali situazioni di controversia legate a disservizi”.

Panetta ha quindi affrontato la gestione del rischio di condotta, ricordando come la IDD abbia introdotto nell’ordinamento assicurativo di tutti i paesi dell’Unione la c.d. customer interest rule, “che supera il più tradizionale approccio alla tutela incentrato sulla trasparenza informativa, per richiedere alle compagnie di dotarsi di solidi processi per la definizione di prodotti chiari e in grado di rispondere alle effettive esigenze di protezione dei clienti (la c.d. Product Oversight Governance – POG) e di condividere con le reti distributive l’adozione di procedure di vendita e post-vendita corrette e professionali”.

Le maggiori tutele previste dalla IDD incidono sui processi di creazione e distribuzione dei prodotti, sui rapporti tra compagnie, intermediari e clienti, sul piano delle responsabilità ed impongono un ripensamento della filosofia e dell’azione degli operatori e della stessa vigilanza su imprese e intermediari.

La vigilanza sulla condotta di mercato da parte dell’IVASS riprenderà alcuni metodi dalla vigilanza prudenziale e ne svilupperà di ulteriori, basandosi su tre pilastri: articolazione e adeguatezza dei sistemi di governo e sorveglianza della produzione e distribuzione dei prodotti; definizione di strumenti di analisi dei rischi di condotta basati su indicatori quantitativi, in grado di segnalare situazioni di potenziale rischiosità; disciplina di mercato.

Le considerazioni di Panetta si sono anche soffermate sulla questione dei c.d. siti irregolari, attraverso i quali si realizzano vere e proprie truffe a danno dei consumatori, specie nel settore della Rc auto. Il presidente IVASS ha ricordato come nel 2018 siano stati individuati 103 siti irregolari – a fronte dei 50 del 2017 – e gli oltre 80 casi già segnalati nei primi mesi del 2019. L’Istituto fornisce tutta la collaborazione possibile alle Autorità inquirenti, oltre a mettere in campo una serie di iniziative per mettere off-line i siti irregolari (con esito positivo, attualmente, nel 95% dei casi).

Nella parte successiva delle sue considerazioni, Panetta ha affrontato il tema dell’evoluzione tecnologica nel settore assicurativo, che pone nuove sfide al mercato e al regolatore.

“La revisione dei modelli di attività – ha affermato il neo-presidente IVASS – determina un progressivo allungamento e una maggiore frammentazione della catena del valore; molte imprese assicurative reperiscono direttamente sul mercato nuove competenze e capacità tecnologiche, di cui però non hanno un pieno governo e controllo”. È quindi necessario ogni sforzo possibile perché innovazione digitale e presidio dei processi e dei dati utilizzati procedano congiuntamente.

Il crescente utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale è a sua volta fonte di ulteriori questioni; tra queste, in termini di tutela del consumatore, la comprensione dei vantaggi e dei limiti del ricorso ad algoritmi sempre più sofisticati e poco trasparenti, il potenziale impatto sull’applicazione del principio di mutualità.

L’IVASS è quindi di fronte al non facile compito di “regolare senza imbrigliare”. Compito che l’Isituto intende affrontare seguendo due direttrici: confronto continuo e rafforzata cooperazione con le istituzioni coinvolte a livello nazionale e internazionale; dialogo aperto e costruttivo con l’industria.

La maggiore automazione, l’uso massivo di dati e il più esteso utilizzo dell’integrazione di ambienti cloud producono inoltre una crescente esposizione al rischio cibernetico e impongono nuove soluzioni tecnologiche e organizzative. Nel 2018 l’IVASS ha quindi emanato norme che richiedono alle compagnie di rafforzare il presidio dei sistemi di Information technology, la qualità dei dati e la resilienza ai rischi cibernetici. I piani di adeguamento dovranno essere approvati entro il prossimo 30 giugno.

Panetta ha poi annunciato che l’IVASS ripeterà l’indagine svolta nel 2017 sulla cybersecurity di agenti e broker, per valutare il grado di adesione alle misure suggerite per la mitigazione del rischio e per misurare l’evoluzione intervenuta.

L’ultima parte delle considerazioni del neo-presidente IVASS è stata dedicata all’azione dell’Istituto ed alla sua evoluzione. Panetta ha ricordato come nel 2018 siano state tracciate le nuove direttrici di sviluppo, quali il rafforzamento del sistema di vigilanza prudenziale basato sul rischio, la revisione del processo sanzionatorio e il rafforzamento della tutela del consumatore con l’istituzione del nuovo Arbitro assicurativo, l’evoluzione della vigilanza sulla condotta di mercato in un’ottica preventiva.

Per quanto riguarda, in particolare, la tematica del nuovo Arbitro assicurativo, Panetta ha reso noto come l’Istituto stia lavorando per dare avvio alle sue attività. È in atto una stretta collaborazione con gli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico per redigere le norme attuative e sono parallelamente in corso le attività per reclutare e formare il personale e realizzare la piattaforma informatica per la presentazione e l’efficiente gestione dei ricorsi.

“Il futuro porta con sé un bagaglio pesante, fatto di sfide e opportunità, di nuovi compiti e responsabilità per gli operatori del mercato e per il supervisore – ha concluso Panetta –. Confidiamo di affrontarlo con equilibrio, determinazione e lungimiranza e, soprattutto, con una forte attenzione all’interesse della collettività, che si affida con fiducia al settore assicurativo per avere protezione di fronte agli eventi della vita. Il buon funzionamento del mercato assicurativo è un fattore essenziale per contribuire allo sviluppo dell’economia e al benessere degli individui”.

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