IVASS, lettera al mercato in materia di obblighi antiriciclaggio per i rami Vita

Denaro - Bancononte - Riciclaggio Imc

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Attraverso la lettera al mercato inviata nella giornata di ieri (mercoledì 28 marzo) ed indirizzata alle imprese ed agli intermediari che operano in uno o più rami Vita, l’IVASS ha fornito una serie di indicazioni sulle modalità con le quali adempiere agli obblighi antiriciclaggio previsti dal decreto legislativo 231/2007 (così come modificato dal D.lgs. 90/2017 di recepimento della direttiva europea 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Le indicazioni, spiega l’Istituto nella lettera, riguardano – in vista della scadenza del periodo transitorio, prevista per il prossimo 31 marzo – il periodo fino all’entrata in vigore della nuova normativa di attuazione dell’IVASS; le indicazioni sono applicabili dalla giornata di oggi (giovedì 29 marzo) e riguardano tutti coloro che operano in uno o più rami Vita (elencati all’articolo 2, comma 1 del Codice delle Assicurazioni):

  • le imprese di assicurazione aventi sede legale in Italia e le succursali insediate di imprese assicurative, aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro o in uno Stato terzo;
  • le imprese di assicurazione aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro, stabilite senza succursale sul territorio della Repubblica italiana;
  • gli intermediari assicurativi (persone fisiche e soggetti diversi da queste) operanti nelle sezioni A,B ed D del RUI (indipendentemente dal regime – di stabilimento o di libera prestazione di servizi – con cui concretamente svolgono l’attività sul territorio italiano).

Il D.lgs. 90/2017, evidenzia l’Isituto, ha interamente riscritto il decreto legislativo 231/2007, apportando rilevanti modifiche alla precedente normativa in materia di antiriciclaggio, in particolare per quanto riguarda gli obblighi di adeguata verifica della clientela e di conservazione dei dati.

Il decreto del 2017 ha confermato il potere delle Autorità di Vigilanza di emanare disposizioni di attuazione delle norme di legge, ma la disciplina transitoria non specifica tuttavia come risolvere eventuali contrasti tra le disposizioni attuative che continuano ad applicarsi e le nuove norme di legge entrate in vigore; secondo l’IVASS ne possono quindi derivare dubbi interpretativi per i soggetti obbligati.

Tenuto conto che la legge assegna all’Istituto, oltre al potere di adottare una nuova normativa di attuazione, anche compiti di controllo sui soggetti obbligati per verificare il rispetto di alcuni profili della disciplina antiriciclaggio, l’IVASS ha di conseguenza indicato i criteri ai quali si atterrà nello svolgimento di questi compiti:

  • Con riferimento al rapporto tra la normativa attuativa emanata in base alle vecchie previsioni di legge e le nuove norme introdotte dal decreto legislativo 90/2017, in caso di contrasto queste ultime prevalgono sulle prime. I soggetti obbligati dovranno pertanto attenersi, fino alla data di entrata in vigore delle nuove norme di attuazione, alle previsioni contenute nei regolamenti dell’IVASS emanati in base alle vecchie previsioni di legge, “solo nella misura in cui esse siano compatibili con la nuova disciplina di legge”.
  • Sulla base di questo criterio, i regolamenti dell’IVASS devono considerarsi applicabili secondo limiti e modalità ben definite: 
    • Regolamento 41/2012 (disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo) – Il provvedimento è in linea generale compatibile con il nuovo quadro normativo primario e continua pertanto ad essere applicabile.
    • Regolamento 5/2014 (disposizioni attuative delle modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di registrazione da parte delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi. Gli articoli da 17 a 30 del nuovo d.lgs. 231/2007, segnalano dall’IVASS, disciplinano in maniera significativamente diversa rispetto al passato:
      • le modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica (articolo 19);
      • i criteri per la determinazione del titolare effettivo di clienti diversi dalle persone fisiche (articolo 20);
      • le misure semplificate e, per taluni aspetti, quelle rafforzate di adeguata verifica della clientela (articoli 23, 24 e 25);
      • le regole in materia di esecuzione da parte di terzi dell’adeguata verifica (articoli 26, 27, 28, 29 e 30).
  • In base allo stesso criterio, il Provvedimento della Banca d’Italia del 3 aprile 2013 (Disposizioni attuative per la tenuta dell’Archivio Unico Informatico e per le modalità semplificate di registrazione) non è più in vigore per effetto dell’abrogazione delle disposizioni di legge che imponevano l’obbligo di registrare i dati nell’Archivio Unico Informatico. La legge prevede tuttavia obblighi di conservazione dei dati per l’assolvimento degli adempimenti antiriciclaggio e attribuisce a Bankitalia il potere di emanare norme di attuazione che possono anche consentire l’utilizzo di “archivi informatizzati […] già istituiti presso i soggetti […] vigilati”. In attesa di questo intervento, l’utilizzo su base volontaria dell’Archivio Unico Informatico costituisce la modalità idonea ad assolvere a questi obblighi.

Le nuove disposizioni di legge, evidenziano da IVASS, risultano molto analitiche, avendo incorporato aspetti in precedenza rimessi alla normativa di attuazione delle Autorità di Vigilanza. Ne consegue che i soggetti obbligati devono applicare direttamente gli obblighi di adeguata verifica come previsti dalle nuove norme di legge.

Le previsioni contenute nel Regolamento IVASS 5/2014 si applicano nella misura in cui precisano aspetti che le nuove disposizioni di legge disciplinano in linea di continuità con quelle abrogate; ad esempio, rimangono ad esempio applicabili le norme in materia di:

  • profilatura della clientela
  • ambito di applicazione
  • acquisizione di informazioni su scopo e natura del rapporto continuativo (specie se il contraente è soggetto diverso da persona fisica) e, in ogni caso, sulle relazioni tra il cliente, l’esecutore e il beneficiario (incluse per quest’ultimo data e luogo di nascita e, per i soggetti diversi da persone fisiche, il numero d’iscrizione nel registro delle imprese o delle persone giuridiche o, in mancanza, il codice fiscale);
  • controllo costante del rapporto;
  • obblighi rafforzati di adeguata verifica, incluse le previsioni in materia di operatività a distanza, con l’eccezione della parte sulle persone politicamente esposte cd. “domestiche”, ormai incompatibile con la nuova disciplina di legge.

Fino all’entrata in vigore dei nuovi regolamenti attuativi di competenza dell’IVASS, conclude la lettera, il rispetto da parte dei soggetti obbligati delle indicazioni contenute nella presente lettera assicura la conformità con il nuovo quadro legislativo successivamente alla scadenza del periodo transitorio.

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