IVASS, pubblicati i nuovi risultati dell’indagine sulle polizze abbinate ai finanziamenti

Indagine - Controllo Imc

Indagine - Controllo ImcNella giornata di oggi l’IVASS ha pubblicato sul proprio sito istituzionale i nuovi risultati dell’indagine avviata a settembre 2015 sui costi delle polizze abbinate a finanziamenti (c.d. PPI-Payment Protection Insurance) e della quale erano state diffuse le prime indicazioni nello scorso mese di maggio. L’indagine, ricorda l’Istituto, era stata preannunciata con la lettera al mercato IVASS-Bankitalia del 26 agosto 2015, nella quale era stata richiesta (ai CdA delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi iscritti nella sezione D del RUI) l’adozione di piani di riallineamento di prodotti, pratiche di vendita e politiche liquidative volti a rimuovere gli aspetti problematici riscontrati nel settore PPI.

L’approfondimento, scrive IVASS, è stato ritenuto necessario in quanto, a seguito di analisi condotte sui fascicoli informativi relativi ai prodotti PPI pubblicati sui siti internet delle imprese, era emersa la presenza di elevati costi a carico degli assicurati, con una quota significativa dei premi (anche superiore al 50%) riconosciuta agli intermediari per l’attività di distribuzione svolta. Inoltre, da diversi reclami pervenuti all’Istituto, gli elevati livelli provvigionali riscontrati non sempre risultavano coerenti con la qualità del servizio reso in fase di collocamento.

L’indagine ha coinvolto tutte le imprese di assicurazione italiane (122) e le sedi secondarie di imprese di assicurazione UE ammesse ad operare in Italia in regime di stabilimento (93). Di queste, sono state 77 quelle che hanno dichiarato di aver commercializzato pacchetti PPI (prodotto assicurativo collocato presso il cliente finale, composto di una serie di garanzie vita e danni, associato alla concessione di un mutuo o di un prestito personale) nel corso del 2014.

La raccolta dei dati – e la loro successiva analisi – ha restituito la fotografia di un mercato che nel 2014 ha registrato una raccolta premi PPI (nuova produzione) di 1,53 miliardi di Euro, di cui il 56,7% collegato alle prodotti Vita per le coperture caso morte. Perdite pecuniarie (18,7%), Malattia (11,5%), Infortuni (8,3%) e Incendio (4%) sono invece i principali rami Danni interessati dalla raccolta.

I pacchetti sono collocati prevalentemente dal canale finanziario (78,4% dalle banche e 14% dagli intermediari finanziari), mentre la presenza di agenzie e broker, canali tradizionali della distribuzione assicurativa, è residuale (7,6%). Il 51,5% dei premi riguarda pacchetti collegati a prestiti personali, il 37,9% è collegato a mutui ed il restante 10,5% fa riferimento a forme di finanziamento miste.

Per la quasi totalità (96%), i premi vengono acquisiti attraverso polizze collettive in cui il contraente è la banca o la finanziaria che eroga il finanziamento e il cliente aderisce individualmente alla polizza in qualità di assicurato. Due terzi della raccolta PPI è effettuata da imprese a controllo estero o direttamente da imprese estere autorizzate ad operare in Italia (contro il 30% delle soluzioni stand alone, i prodotti assicurativi che coprono rischi simili ai pacchetti PPI ma che non sono venduti in collegamento a finanziamenti).

I prodotti stand-alone comunicati dalle imprese e rilevati per comparazione coprono in misura superiore rischi relativi ai rami Danni (36,7% Infortuni, 34% Incendio, 13,3% Veicoli terrestri, contro l’11,9% per coperture Vita) e sono distribuiti prevalentemente tramite agenzie: solo il 17,5% di questa raccolta è infatti avvenuta tramite banche o intermediari finanziari.

Le PPI sono state sottoscritte da 5,9 milioni di individui, il 93,1% dei quali ha aderito a polizze collettive. Due terzi degli assicurati acquistano il pacchetto assicurativo in collegamento a prestiti personali. In media ogni assicurato ha acquistato coperture assicurative afferenti a tre distinti rami. I prodotti stand-alone comunicati sono stati invece sottoscritti da 7,1 milioni di individui.

Nel 2014, le imprese hanno riconosciuto alle reti distributive 676 milioni di compensi provvigionali fissi per i pacchetti PPI. Le provvigioni concesse per i pacchetti PPI rappresentano il 44,1% del valore dei premi lordi, contro il 23,2% per i prodotti stand-alone. Nell’ambito delle PPI, la quota di provvigioni è inferiore alla media per i pacchetti collegati a mutui (39%), mentre, per tipo di imprese, è più alta (47,8%) per le imprese a controllo estero. Il canale bancario-finanziario riceve provvigioni molto superiori rispetto alle agenzie e ai brokers (oltre 45,8% in rapporto ai premi, contro rispettivamente il 12,5% ed il 9,6%).

Per i prodotti stand-alone, se si tralasciano i brokers, che intermediano soltanto lo 0,7% dei premi, la quota di provvigioni rispetto ai premi è meno variabile tra i vari tipi di distributori: in particolare quella delle banche (22,8%) è simile a quella delle agenzie (23,3%).

Considerando i cinque rami che rappresentano la quasi totalità della raccolta premi delle PPI nel 2014 (ad eccezione del ramo Perdite pecuniarie), i caricamenti medi sono superiori rispetto a quelli stand-alone. Lo scarto massimo è riscontrabile per il ramo Incendio, che evidenzia un’aliquota di caricamento media del 38,7% per i pacchetti PPI e del 15,8% per le tariffe stand-alone.

Dalla comparazione operata tra i caricamenti medi (e mediani) per i pacchetti PPI ed i prodotti stand-alone si rileva un aumento medio di 7,2 punti percentuali per i caricamenti dei pacchetti PPI rispetto ai prodotti stand-alone dello stesso ramo. La tendenza è diffusa presso tutte le imprese e si riscontra nei rami Vita, mentre è virtualmente assente nel comparto Danni.

I pacchetti PPI collegati a prestiti personali, sottolinea l’IVASS, hanno inoltre un sovra-caricamento rispetto alle coperture stand-alone (superiore, in termini percentuali rispetto ai premi di tariffa, a quello delle PPI collegate a mutui), in parte giustificato dall’esigenza di coprire i costi fissi per la gestione del contratto. La ponderazione effettuata evidenzia che il sovra-caricamento è correlato positivamente con i premi (la differenza tra le due medie aumenta a 9,4 punti, a 14 punti quella tra le mediane), ma non altera la forma della distribuzione.

Con riferimento a un assicurato-tipo, l’aggravio sul premio per effetto del maggior caricamento del prodotto PPI è in media di 138 Euro (373 contro 235), un divario che secondo l’Istituto (il cui monitoraggio è proseguito nel corso del 2016 e sarà mantenuto anche in futuro) “è difficilmente giustificabile con differenziali di specializzazione e personalizzazione del servizio assicurativo”.

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IVASS – Indagine sulle polizze abbinate a finanziamenti: premi, caricamenti e provvigioni (aggiornamento a dicembre 2016)

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