IVASS, statistiche sulla Rc sanitaria 2010-2017

Salute - Sanità - Stetoscopio Imc

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Attraverso il Bollettino Statistico 14/2018, l’IVASS ha diffuso i dati statistici relativi alla Responsabilità civile sanitaria nel nostro Paese per il periodo 2010/2017.

“La responsabilità civile sanitaria – ricorda l’Istituto nella premessa al Bollettino statistico – riveste una grande importanza economica e sociale. Essa infatti tutela la sicurezza di tutte le attività di cura della salute, il cui valore economico ammonta nel 2017 all’8,9% del PIL dell’Italia. La rilevanza sociale della Rc sanitaria deriva dal contribuire indirettamente alla piena realizzazione del diritto alla tutela della salute, sancito come fondamentale dall’articolo 32 della nostra Costituzione”.

L’importanza del settore, evidenzia ancora l’Istituto, “ha reso necessaria una profonda revisione della sua normativa per opera della legge n. 24 dell’8 marzo 2017 “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” (c.d. legge Gelli), i cui regolamenti attuativi sono in fase di redazione”, anche con il contributo tecnico proprio dell’IVASS.

Il bollettino dell’Istituto riporta le principali evidenze quantitative delle due forme di assicurazione per la Rc sanitaria previste dalla legge, ovvero quelle acquisite tramite polizze assicurative per i rischi da Rc sanitaria (offerte dalle imprese di assicurazione dietro pagamento di un premio) e quelle che le strutture sanitarie pubbliche costituiscono tramite autoritenzione del rischio.

Le polizze assicurative per i rischi da Rc sanitaria fanno parte del più ampio ramo della rc generale, di cui rappresentano nel 2017 circa un settimo dei premi assicurativi. I dati su questo tipo di polizze sono acquisiti tramite una indagine annuale condotta dall’IVASS agli inizi di ogni anno presso le imprese di assicurazione. I dati sulla autoritenzione del rischio delle strutture sanitarie pubbliche sono invece forniti dal Ministero della Salute, che rende disponibile una base informativa con i dati di bilancio di tali strutture.

L’attività delle imprese assicurative nel settore della Rc sanitaria in Italia

La Rc sanitaria nell’ambito del ramo Rc generale

Come segnalato qui sopra, il rischio Rc sanitaria fa parte del ramo Rc generale e, nel suo ambito, i 585 milioni di premi raccolti nel 2017 rappresentano il 13,8% del totale della raccolta diretta nel ramo in Italia (14,2% nel 2016). Per le imprese estere questa quota aumenta al 25,1% (contro l’8,4% delle imprese italiane).

Le coperture per dolo o colpa grave

L’assicurazione per il dolo o la colpa grave tutela il professionista sanitario. È una garanzia accessoria a quella per la Rc sanitaria, evidenziano dall’IVASS, e può essere stipulata assieme a quest’ultima o da sola. I professionisti della salute che operano presso una struttura sanitaria pubblica o privata sono tenuti a tutelarsi (art. 10, comma 3 della legge Gelli) con una polizza per dolo o colpa grave, a garanzia dell’azione di rivalsa promuovibile nei loro confronti dalla struttura stessa o dall’impresa assicurativa che offre copertura a quest’ultima (art. 9, comma 1 e art. 1 comma 3 della legge Gelli). Per il 2017, le imprese hanno segnalato circa 54.000 coperture di questo tipo, per un ammontare complessivo di premi pari a 29 milioni di Euro.

Caratteristiche delle imprese operanti nel mercato della Rc sanitaria

Nel 2017 le prime cinque imprese hanno raccolto il 70,4% dei premi, quota che sale all’89,7% per le prime dieci. Il grado di concentrazione è superiore a quello del ramo Rc generale, nel quale le maggiori cinque imprese raccolgono il 47,3% dei premi (67,3% da parte delle prime dieci).

Nell’ambito della Rc sanitaria, la concentrazione aumenta per i contratti sottoscritti da parte delle strutture sanitarie pubbliche (il 96,4% dei relativi premi fa capo a sole cinque imprese). La concentrazione dei premi del personale sanitario (raccolti per il 71,4% dai maggiori cinque operatori) è in lieve aumento rispetto al 2016.

Nel settore è molto rilevante il ruolo delle imprese estere, che nel 2017 hanno raccolto il 94% dei premi delle strutture sanitarie pubbliche, il 37,7% di quelle private ed il 24,2% dei premi per le coperture dei professionisti sanitari. Anche in quest’ultimo sotto-settore, dove la maggioranza della raccolta premi è stata effettuata da imprese italiane, è cresciuta progressivamente la presenza delle imprese estere nel corso del quinquennio 2013-2017 (la loro quota di premi è passata dal 15,4% al 24,2%).

I premi e le unità assicurate

I 585 milioni di Euro di premi raccolti nel 2017 per la Rc sanitaria (-2,4% rispetto al 2016) sono ripartiti al 46,5% per le coperture delle strutture pubbliche, al 16,4% per quelle delle strutture private e per il restante 37,1% per la tutela dei professionisti sanitari. Rispetto al 2013, è in calo la quota di premi relativi alle strutture pubbliche, mentre è aumentata quella raccolta presso il personale sanitario.

Nel 2017 sono risultate assicurate 685 strutture pubbliche, 4.067 strutture private e circa 270.000 unità di personale sanitario. Un trend importante è rappresentato dalla costante flessione del numero di strutture pubbliche assicurate tra 2010 e 2017 (-51%), contemporaneo alla crescente diffusione della auto-assicurazione tra questo tipo di strutture.

Il premio medio per la copertura di una struttura pubblica è stato di 397.000 Euro, oltre 16 volte superiore a quello per una struttura privata (pari a 24.000 Euro). L’elevato scarto tra i due premi deriva anche dalla superiore complessità e dimensione delle strutture pubbliche.

Il premio medio per la garanzia Rc sanitaria del personale sanitario è ammontato a 803 Euro (+13,2% rispetto al 2016), quello per le coperture contro il dolo e la colpa grave a 540 Euro. È in aumento il divario tra il premio pagato dai medici (1.040 Euro) e quello pagato in media dal personale sanitario di altro tipo (173 Euro): i due premi medi sono in rapporto di sei a uno nel 2017, contro cinque a uno dell’anno precedente.

L’evoluzione delle denunce e dei risarcimenti

Nel 2017 le compagnie hanno ricevuto 18.418 denunce (-35,6% in meno rispetto a quelle ricevute nel 2010). La flessione ha riguardato le strutture sanitarie pubbliche e private (per le quali il calo è stato pari rispettivamente al 60,8% e al 39,1%), contemporaneo alla diminuzione del numero di strutture assicurate. Tra 2010 e 2017, sono in aumento (+10%) le denunce a carico del personale sanitario, nonostante la flessione del numero di unità di personale assicurate.

Una delle disfunzionalità che affligge il settore, rileva ancora l’Istituto, è l’elevato numero di denunce senza seguito, pari al 50,1% di quelle ricevute tra 2010 e 2017. Questa percentuale diminuisce al 35,9% e al 22,7% per le denunce più recenti del 2016 e 2017, per effetto del lungo tempo necessario per classificare correttamente una denuncia come senza seguito.

Il rapporto tra denunce pervenute e unità di rischio assicurate nell’anno consente di ottenere un numero medio di denunce per unità assicurata, tenuto conto che la quasi totalità delle coperture è in claims made*, per cui le denunce pervenute in un anno si riferiscono ad unità di rischio assicurate nello stesso anno. Per l’anno più recente (2017), una struttura sanitaria pubblica ha ricevuto in media 8,44 denunce, di cui 5,81 destinate ad avere seguito, in quanto hanno dato luogo a un pagamento o sono state collocate a riserva. Per le strutture private i due indicatori valgono rispettivamente 0,82 e 0,55 (che scendono a 0,04 e 0,03 per i professionisti sanitari).

Le imprese assicurative hanno risarcito fino alla fine del 2017 45.129 sinistri denunciati tra il 2010 e lo stesso 2017. Di questi, il 13,4% è relativo a denunce pervenute nei precedenti 36 mesi, tra 2015 e 2017, percentuale che scende al 5,8% per quelle pervenute nei precedenti 24 mesi. Nello stesso periodo i risarcimenti complessivamente erogati sono stati pari a 1,85 miliardi di Euro, di cui il 9,8% per denunce pervenute tra il 2015 e il 2017 e il 3,4% per le denunce pervenute tra 2016 e 2017.

La velocità di liquidazione dei sinistri

Per quanto riguarda le strutture sanitarie pubbliche, sono state definite e pagate nel 2017 il 4,1% delle denunce di sinistri con seguito pervenute nello stesso anno (l’anno precedente erano il 3,5%). Per le strutture sanitarie private, le due percentuali ammontano al 9,8% per il 2017 e al 12,5% per il 2016, mentre valgono rispettivamente 4,4% e 5,2% per il personale sanitario.

Con riferimento agli importi soltanto l’1,2% dei risarcimenti previsti per le denunce pervenute nel 2017 è stato liquidato nello stesso anno (la quota aumenta all’1,7% per le strutture private e al 2,7% per il personale sanitario. Per i sinistri denunciati nel corso del 2016, le tre frequenze valevano rispettivamente 0,6%, 3,2% e 2,7%.

Questi numeri, relativi alla liquidazione dei sinistri nello stesso anno di denuncia, evidenziano l’estrema lentezza delle procedure di liquidazione. Una ulteriore conferma di questo fenomeno si ha osservando le generazioni di denunce 2010 e 2011 (le più anziane disponibili): alla fine del 2017 per la prima restavano da liquidare ancora il 33,8% degli importi, percentuale che aumenta al 44,8% per la generazione 2011.

Il costo medio dei sinistri

Utilizzando le informazioni disponibili alla fine del 2017, spiegano dall’Istituto, è evidente l’aumento nel corso del tempo del risarcimento medio per le generazioni di denunce più vecchie. Per le strutture sanitarie pubbliche, il risarcimento medio delle denunce del 2010 è stato di 57.365 Euro, contro i 23.741 Euro per le denunce pervenute nel 2017: il rapporto tra i due costi medi è pari a 2,4 (per le strutture private e per il personale sanitario il rapporto ammonta rispettivamente a 5,6 e 2).

Le riserve sinistri

Alla fine del 2017 le imprese di assicurazione hanno accantonato quasi 3,2 miliardi di Euro di riserve sinistri per i futuri risarcimenti delle denunce pervenute tra 2010 e 2017, di cui il 58,1% per i sinistri delle strutture pubbliche, 15,7% per quelli delle private e 26,2% per quelli del personale sanitario. Solo il 17,6% degli accantonamenti riguarda i sinistri denunciati nel 2017.

Il numero di sinistri denunciati tra 2010 e 2017 che a fine 2017 risultavano a riserva era pari a 50.713 (34,4% relativi a strutture pubbliche, 14,7% a strutture private e 50,9% riconducibili a coperture di personale sanitario), di cui il 26,6% per denunce pervenute nel corso del 2017.

Il contenzioso nel settore della Rc sanitaria

Uno dei problemi che caratterizza il settore è l’elevato ricorso al contenzioso giudiziario. La lunghezza media dei procedimenti civili costringe le imprese a mantenere riserve relativamente elevate e a liquidare una parte dei pagamenti definitivi solo dopo la definizione di una causa. Il 13,8% dei sinistri risarciti a titolo definitivo tra 2010 e 2017 ha richiesto una causa, mentre il 27,1% dei sinistri riservati alla fine del 2017 risultava a contenzioso. Il ricorso ai tribunali caratterizza maggiormente la gestione dei sinistri delle strutture sanitarie pubbliche, per la quale i due indicatori ammontavano rispettivamente a 16,4% e 38,5%.

Rapporto sinistri a premi

I dati aggiornati al 2017 evidenziano una situazione di perdita tecnica sistematica per le coperture delle strutture sanitarie pubbliche (per gli anni di denuncia dal 2010 al 2017, l’indice assume valori compresi tra 101 e 143). I valori dell’indice sono lievemente più bassi per le strutture private (si registra un risultato tecnico positivo per le generazioni di denuncia 2011 e 2016). La situazione per le compagnie di assicurazione appare migliore per i contratti del personale sanitario (il loss ratio è inferiore a 100 per tutti gli anni di denuncia).

L’autoritenzione del rischio per la copertura della Rc sanitaria nelle strutture sanitarie pubbliche

Le strutture sanitarie possono gestire internamente, in tutto o in parte, il rischio da responsabilità civile sanitaria. Se si sceglie questa opzione, le strutture costituiscono fondi specificamente destinati a risarcire i pazienti che hanno subito errori sanitari, alimentati da accantonamenti annuali. Come indicato in apertura di articolo, il Ministero della Salute rende disponibili questi dati per le strutture sanitarie pubbliche.

Gli accantonamenti effettuati nel corso del 2016 ammontavano a 510,5 milioni di Euro (+9,2% rispetto al 2015), mentre l’ammontare dei fondi di copertura a fine del 2016 era pari a 1,56 miliardi (in crescita del 37,9% rispetto all’anno precedente). Alle amministrazioni regionali fanno capo il 13% degli accantonamenti complessivi e il 15,9% dei fondi.

La crescita in volume degli accantonamenti nel corso del quinquennio 2012-2016 considerato, sottolineano dall’IVASS, deriva in buona parte da un aumento del numero di strutture sanitarie che hanno accantonato fondi, fenomeno diffuso in tutte le tre macroaree geografiche considerate, mentre l’aumento dell’accantonamento medio (pari a 3,3 milioni di Euro nel 2016, dai 3,1 milioni del 2012) è stato modesto (+7%).

La percentuale di strutture che effettuano accantonamenti ammontava nel 2016 al 68,4% (più che triplicata rispetto al 21,4% del 2012). Tra le tre macroaree geografiche considerate, la frequenza massima nel 2016 è nel Sud e isole (dove il 78,4% delle strutture ha effettuato accantonamenti).

A livello regionale, nel 2016 le prime cinque regioni per valore del fondo di copertura rappresentano il 59,8% del totale del fondo (Lombardia, Lazio, Sicilia, Veneto, Emilia-Romagna, fig. 8), percentuale che sale al 77% se si considerano le maggiori sette regioni (si aggiungono alle precedenti la Campania e il Piemonte).

Gli accantonamenti e i premi pagati alle imprese assicurative per i rischi da Rc sanitaria delle strutture pubbliche, ricordano infine dall’Istituto, sono grandezze finanziarie in qualche misura confrontabili, essendo risorse stanziate annualmente a fronte dello stesso rischio, gestito internamente (con gli accantonamenti) o tramite ricorso al mercato (con i premi). Tra 2012 e 2016 le due grandezze hanno avuto andamenti divergenti, perché i premi sono diminuiti, mentre i fondi sono stati in costante aumento. Per questo motivo, dal 2014 gli accantonamenti sono risultati superiori ai premi assicurativi (nel 2016 erano in rapporto di 1,7 a 1).

Intermedia Channel


* Clausola che ammette il risarcimento dei soli sinistri denunciati durante il periodo di vigenza della polizza con riferimento a danni manifestatisi entro il medesimo periodo, anche se l’evento che ha causato il danno si è verificato in precedenza, fino a un massimo di 10 anni prima dell’inizio della validità della copertura (periodo di retroattività)

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