Ivrea, truffavano le assicurazioni incassando dai falsi incidenti

Ivrea - Piazza Ferruccio Nazionale (Foto Davide Papalini) Imc

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(di Giampiero Maggio – La Stampa Torino e provincia)

In cinque accusati di riciclaggio, furto e truffa. Usavano auto rubate

C’era chi rubava le auto e chi, nell’officina di fiducia le riverniciava e faceva sparire il numero di telaio. Con quelle macchine, poi, venivano simulati incidenti con l’obiettivo di intascare il premio dalle assicurazioni. Per questo motivo sono finiti nei pasticci in 5: ieri sono comparsi davanti al gup del Tribunale di Ivrea, Marianna Tiseo, con accuse che vanno dal furto, alla ricettazione alla truffa.

La banda

I fatti risalgono ad un periodo che va da giugno a settembre del 2013 e secondo gli inquirenti i 5 componenti dell’organizzazione, in quei mesi, non solo avevano messo a segno i primi colpi, ma si stavano preparando ad alzare il livello delle truffe. Sotto accusa c’è T. M., 34 anni di Foglizzo, i fratelli D. e F. C., 31 e 33 anni di Rivarolo, L. A., 32 anni di Favria, e D. R., 46 anni di Castellamonte. I reati contestati sono diversi. M., ad esempio, è accusato di ricettazione e furto. Secondo l’accusa M. avrebbe rubato, con l’aiuto di alcuni complici (mai identificati nel corso delle indagini), almeno un paio di auto. In un caso una Mercedes, poi un’Alfa 159: auto che poi sarebbero finite dai fratelli C., nell’officina di Bosconero, per essere modificate. A quel punto le auto erano pronte all’uso.

Raggiro alle assicurazioni

E’ il 15 luglio del 2013 e a Bosconero, secondo la Procura, D. C. e L. A. simulano un incidente sulla statale 460, tra la Renault Kangoo di A. e l’Alfa Romeo di C.; il giochino frutta dalla Milano Assicurazioni un indennizzo di 2 mila e 200 euro. Ad entrambi (non sono accusati di furto) viene contestato il reato di danneggiamento fraudolento di mezzi assicurati. Un paio di mesi dopo, a settembre, la simulazione dell’incidente avviene a Rivarolo, in corso Torino, tra la Fiat Punto di R. e l’Alfa di C.; anche in questo caso l’obiettivo è intascare il premio dell’assicurazione. La banda, però, viene fermata prima che dia il via ad altri colpi. Il processo è stato rinviato al 14 marzo: il giudice dovrà decidere sulla richiesta di accedere ai riti alternativi da parte di M. e dei due C..

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