Konsumer Italia: Frodi Rc Auto, bene il lavoro di Ivass ma serve il contributo delle compagnie

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Konsumer Italia (2)Il presidente Fabrizio Premuti: “Se le imprese non alimentano le banche dati, gli strumenti sono inutili”

In una nota pubblicata sul proprio sito istituzionale, Konsumer Italia ha espresso soddisfazione per l’avanzamento dei lavori Ivass sui nuovi strumenti di contrasto delle frodi Rc Auto, presentato durante il workshop dedicato dello scorso 21 novembre.

L’Istituto di Vigilanza, spiega l’associazione consumeristica, ha mostrato – anche avvalendosi di simulazioni – lo stato dell’arte della Banca Dati Sinistri (BDS) e dell’Archivio Integrato Antifrode (AIA), indicato da Ivass come “formidabile strumento per la lotta alle frodi nonché per l’attività di data quality”.

Nelle intenzioni dell’Authority, segnala ancora Konsumer Italia, AIA ha infatti il duplice obiettivo di monitorare l’attività di alimentazione delle banche dati da parte delle compagnie e, contemporaneamente, la qualità del loro portafoglio sotto il profilo della gestione sinistri, in modo da individuare criticità eventualmente connesse ad episodi fraudolenti: sulla base delle informazioni che vi confluiscono, l’AIA elabora, per ciascun sinistro Rc Auto, un indicatore di potenziale rischio di frode.

L’associazione riconosce l’importanza dei provvedimenti antifrode emanati negli ultimi anni “e di quanto previsto dal percorso futuro in termini di istituzione del portale web AIA, completamento degli archivi interconnessi, strumenti avanzati di detection delle truffe ed attestato di rischio dinamico”. Il percorso, iniziato nell’estate 2015, dovrebbe (come affermato dall’Istituto) vedere il completamento entro il prossimo anno.

“Da anni le compagnie individuano nelle frodi assicurative la radice di tutti i mali del settore senza, però, fare qualcosa di serio e concreto per contrastarle – ha commentato il presidente di Konsumer Italia, Fabrizio Premuti. L’istituzione degli uffici antifrode delle compagnie, la dematerializzazione dell’attestato di rischio, del contrassegno e del certificato di assicurazione, la creazione della Banca Dati Sinistri e delle banche dati testimoni e danneggiati, l’AIA e le black box sono potenzialmente strumenti utilissimi ad osteggiare il fenomeno. Ma resteranno inutili ed inerti se le imprese non li alimenteranno continuamente con i propri dati e se non ne sfrutteranno tutte le funzioni. Durante il workshop l’Ivass ha ripetutamente esortato le compagnie in questo senso. Speriamo che il messaggio sia stato colto. Oppure dovremo inevitabilmente pensare che la lotta alle truffe nel settore Rc Auto non sia di loro reale interesse e che ritengano molto più facile scaricarne gli effetti sugli assicurati virtuosi che continueranno a pagare il prezzo per tutti in termini di aumenti tariffari e segmentazione esasperata della clientela”.

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