KONSUMER ITALIA: RC AUTO, LO STRALCIO DELL’ARTICOLO 8 DIMOSTRA LA NULLITA’ DELL’AZIONE POLITICA

Continuano le prese di posizione riguardanti lo stralcio dal Dl Destinazione Italia dell’articolo 8, relativo alle materie in ambito Rc Auto. “Un teatrino troppe volte già visto, si alzano i toni ed invece di governare si torna nella totale nullità“, afferma Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia.

Konsumer Italia

Ed ora tornate a lamentarvi dei non assicurati, delle tariffe che non scendono, dei sinistri falsi e gonfiati: non accettiamo più questo teatrino della nullità in cui si scarica tutto e tutti, senza pensare alle conseguenze che pagano larghe fasce di popolazione triturate da un sistema assicurativo sulla Rc Auto che di fatto rende insostenibile adempiere ad un obbligo di legge”, si legge inoltre in una nota dell’associazione consumatori.

I cittadini del sud d’Italia sono stanchi di pagare rendite di posizione di fatto, coperte da una politica che assume l’atteggiamento dello struzzo impaurito, i cittadini del nord d’Italia sono stanchi di pagare per i sinistri dei non assicurati e per le inefficienze del sistema – prosegue la nota –. I consumatori vogliono subito una riforma che cambi il sistema del bonus malus, adotti i parametri risarcitori unici sul danno biologico e consideri gli assicurati per il loro vero rischio e non per il territorio in cui abitano“.

Se l’articolo 8 del decreto destinazione Italia sarà stralciato e non migliorato – conclude la nota di Konsumer Italia – cominceremo a chiederci tutti se questa politica è la nostra politica. Basta inciuci, è ora di affrontare i problemi degli italiani cominciando a farli risparmiare dove si può anche solo con un intervento normativo dedicato“.

Intermedia Channel

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One Comment;

  1. fabrizio said:

    Aggiungerei che gli Intermediari sono stanchi di doversi confrontare con i loro clienti in un clima conflittuale e di generale sfiducia, all’interno di regole e dinamiche assurde, per molti versi inutili per raggiungere quei nobili obiettivi attesi periodicamente con toni propagandistici e mai realizzati a causa di una politica simbolo della nullità, della parzialità, dell’arroganza e dell’incapacità.
    In questi anni sono stati capaci solamente a fallire gli obiettivi “clientecentrici” e di incentivazione di una sana e libera concorrenza, e ad appesantire con provevdimenti inutili e assai sindacabili le incombenze a carico degli intermediari e degli utenti, contribuendo, rispetto alle attese, ad aumentare le distanze con il cliente.
    Alla faccia della difesa del consumatore e della professionalizzazione della categoria degli intermediari, che non si possono raggiungere esclusivamente con norme che mirano solo a produrre vincoli e carta e ad articolare maggiormente un impianto burocaratico al limite della sopportazione.
    Mi auguro che anche coloro che rappresentano gli interessi degli intermediari , continuano ad impegnarsi con maggiore determinazione per contribuire a suggerire proposte tecnicamente coerenti e valide affinchè il legislatore possa definitivamente adoperarsi con provvedimenti seri ed efficaci, piuttosto che continuare su una strada dove prevale la nullità e la propaganda.
    Meno lotte tra le diverse sigle e più idee, soluzioni e strategie politiche di maggiore efficacia.
    Gli intermediari non possono continuare a subire un impianto normativo esageratemente burocratizzato che aumenta le distanze con il mercato e non favorisce una relazione consulenziale con il cliente, il quale di fronte a norme stringenti e ad un eccesso di burocrazia continua a costruirsi un’immagine pessima rispetto ad un settore vitale per la sicurezza e il rilancio economico di un Paese in crisi, demotivato e sfiduciato.
    Basta promesse, proclami, retromarcie, ma regole chiare e certe, in cui prevalga il concetto dell’interesse reciproco e della trasparenza con al centro la difesa e la tutela degli interessi del consumatore, e dove si privilegia la crescita culturale e l’educazione finanziaria assicurativa, vera garanzia per valorizzare quegli equilibri nelle dinamiche relazionali e contrattuali tra le parti.
    Non serve, a mio parere, un’esagerata e complicate regolamentazione dell’attivtà se non contribuire ad un reale accrescimento della cultura assicurativa tra i cittadini, per renderli meno vulnerabili da iniziative e comportamenti commerciali inadeguati e scorretti.
    Snellire l’attività è il primo punto essenziale per ristabilire le distanze con il consumatore con iniziative concrete non traducibili esclusivamente in un’elevata produzione documentale, che compatibilemente con le esigenze tecnico-giuridiche, deve essere resa più comprensibile, sinetica chiara e fruibile; solo così si può aumentare la fiducia del consumatore rispetto a l’unico settore che gli può garantire a costruire certezze nell’epoca dell’insicurezza e a creare condizioni ideali affinchè il serio professionista/intermediario non sia focalizzato unicamente sui sindacabili adempimenti burocratici, terrorizzato da un impianto punitivo impressionante, ma sulle reali esigenze del cliente attraverso una relazione di reciproca fiducia e bidirezionale.
    Un saluto e un in bocca al lupo agli intermediari e ai loro clienti, bisfrattati da logiche politiche non più sopportabili e tollerabili.

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