LA DIRETTIVA IMD2 APPRODA (FINALMENTE?) AL PARLAMENTO EUROPEO: QUALE IMPATTO POSSIAMO ATTENDERCI?

Dopo una lunga serie di rinvii (e non pochi contrasti), la direttiva IMD2 – revisione dell’attuale direttiva europea sull’intermediazione assicurativa – approda al Parlamento Europeo. Grazie a questo contributo curato per noi dall’Avv. Ivan Dimitri Calaprice, ripercorriamo alcune delle tappe del suo cammino e soprattutto analizziamo l’impatto che la sua approvazione apporterebbe sul mercato assicurativo italiano e sugli intermediari che lo compongono

Unione Europea (3) ImcL’attesa è finita. Il prossimo 25 febbraio la nuova direttiva sull’intermediazione assicurativa IMD2 approda al Parlamento Europeo. Chi si occupa professionalmente (e quotidianamente) di intermediazione assicurativa sa bene che da qualche tempo si discute della proposta di rifusione della Direttiva comunitaria 2002/92/CE (meglio nota come IMD1) adottata dal Parlamento Europeo il 9 dicembre del 2002 allo scopo di definire l’armonizzazione della legislazione degli Stati membri in questa materia.

Lo scorso 5 febbraio, proprio nello stesso giorno in cui il Governo di Roma componeva la tragicomica sconfessione sull’articolo 8 del c.d. pacchetto “Destinazione Italia”, a Bruxelles veniva invece calendarizzata la discussione sulla riforma dell’intermediazione assicurativa.

Se ne parlerà, dunque, martedì prossimo. La discussione si svolgerà in seduta plenaria e sarà seguita, già il giorno dopo, dalla votazione finale.

Ove tutto si svolgesse effettivamente secondo quest’ordine vi sarebbe soltanto un passaggio presso il Consiglio per l’adozione definitiva e, successivamente, la decorrenza del termine di diciotto mesi entro cui gli Stati membri avranno l’obbligo di adottare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per recepirne i contenuti.

Questo equivale a dire che – presumibilmente già nel 2015 – il mercato assicurativo italiano sarà interessato da una nuova ondata di norme che obbligheranno le imprese e i professionisti dell’intermediazione a familiarizzare con nuove procedure, a osservare nuovi obblighi e ad affrontare nuove difficoltà.

Vale la pena ricordare che la Direttiva IMD1 era nata sul presupposto che “il fatto che gli intermediari assicurativi non possano operare liberamente nella Comunità ostacola il corretto funzionamento del mercato unico delle assicurazioni” (così il considerando nr. 7) e con il dichiarato obiettivo di “provvedere a fissare un elevato livello di protezione del consumatore attraverso una chiara cornice normativa di riferimento nonché un elevato livello di professionalità e competenza degli intermediari assicurativi” (in questi termini si esprime la Commissione europea nell’Impact Assessment del 3 luglio 2012, allegato alla proposta di rifusione della Direttiva).

L’idea fondativa era che l’implementazione di un sistema di registrazione per gli intermediari assicurativi garantisce la vigilanza dei requisiti di professionalità e facilita le attività transfrontaliere per mezzo della libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi.

Come noto, quanto veniva deciso fra Bruxelles e Strasburgo nel 2002 avrebbe definitivamente condizionato, qualche anno dopo, anche la vita degli intermediari italiani, posto che il Dlgs. 209/2005 (meglio noto come Codice delle Assicurazioni Private) recepì i contenuti della Direttiva scardinando le regole che il comparto della distribuzione assicurativa si era fino ad allora dato e provocando l’insorgere di logoranti dilemmi applicativi nella già complicata esistenza di tutti gli operatori del settore.

Dopo qualche anno di studi, rilevazione di dati e sollecitazioni da parte degli stakeholders la Commissione europea nel 2012 ha proposto al Parlamento e al Consiglio dell’Unione europea il restyling di questa regolamentazione.

E’ stato quindi avviata una c.d. procedura di recast, ovvero di rimaneggiamento della normativa vigente allo scopo di renderne il dettato più aderente alle evoluzioni del mercato.

Il tema è dei più delicati: la Commissione europea segnala, infatti, che il settore assicurativo europeo è il settore assicurativo più grande del mondo, con una quota del 37% del mercato globale che a fine 2009, comprendeva un totale di 4.753 imprese, con premi annui lordi che ascendevano ad una somma superiore ai mille miliardi di Euro. Il tutto impiegando direttamente circa 950.000 persone e un altro milione attraverso forme di collaborazione in outsourcing.

L’evidente consapevolezza della rilevanza del tema per gli equilibri economici e la stabilità sociopolitica del vecchio continente (e, dunque, di riflesso, del mercato globale) costituisce la ragione per cui la proposta di Direttiva si apre con ben cinquantanove considerando, complessivamente volti ad affermare la necessità di:

  1. Ricondurre entro il paradigma della intermediazione nuovi canali distributivi (fra questi, le imprese che gestiscono siti web di comparazione di assicurazioni);
  2. Chiarire le modalità di esercizio della libertà di stabilimento e della la libera prestazione dei servizi anche ridisegnando i poteri delle autorità di vigilanza sul tema;
  3. Riformulare la nozione e le modalità di integrazione dei conflitti di interesse;
  4. Rendere più omogenee le misure sanzionatorie e in generale le misure da adottare in caso di violazione delle disposizioni;
  5. Migliorare l’adeguatezza e l’obiettività della consulenza ai consumatori;
  6. Definire nuovi standard per calibrare l’aderenza fra qualifiche professionali e la complessità dei prodotti venduti;
  7. Semplificare e armonizzare le procedure di ingresso transfrontaliero ai mercati assicurativi in tutta l’UE.

Quali, però, in concreto le modifiche che nel medio periodo rivoluzioneranno anche il comparto intermediatizio italiano?

Ragionevolmente è possibile individuare quattro macroaree di impatto. Vediamole nel dettaglio:

1) Una nuova ricalibrazione del paradigma dell’intermediazione assicurativa

La nuova Direttiva ricomprende in questa nozione anche le attività svolte dal dipendente di una Impresa assicurativa a contatto diretto con il cliente nonché quelle svolte dai c.d. aggregatori assicurativi. Viene espressamente specificato, invece, che non rientra nella nuova disciplina la gestione professionale dei sinistri per conto di una impresa di assicurazione o riassicurazione, l’ attività di liquidazione sinistri e quella di consulenza in questa materia (con l’ovvia conseguenza che l’attività consulenziale resa al di fuori di questo settore resta prerogativa dei soli intermediari abilitati).

2) Nuovi oneri di comunicazione in materia di remunerazione e conflitto di interesse

IMD2 impone di informare preliminarmente l’assicurato se in relazione al contratto di assicurazione opera i) sulla base di un onorario, ii) sulla base di una commissione di qualsiasi natura ovvero iii) sulla base di una combinazione delle due ipotesi in parola; in aggiunta: se in relazione alla fonte del compenso: egli viene remunerato dall’i) assicurato, ii) dall’impresa di assicurazione, iii) da un altro intermediario assicurativo, iv) da una combinazione delle tre ipotesi; Viene inoltre introdotto il concetto di “commissione condizionata”, ovvero il compenso sotto forma di commissione fondata sul raggiungimento di obiettivi o soglie precedentemente concordati e relativi al volume d’affari realizzato dall’intermediario per l’Impresa;

3) Nuovi oneri di condotta e nuova documentazione

ll testo all’esame del Parlamento europeo nella giornata di martedì fa menzione dell’obbligo dell’’intermediario assicurativo o dell’impresa di assicurazione “di fornire al cliente le informazioni pertinenti sul prodotto assicurativo in una forma comprensibile al fine di consentirgli di prendere una decisione informata, tenendo conto della complessità del prodotto assicurativo e del tipo di cliente”.

Le informazioni dovranno essere fornite in un nuovo documento informativo standardizzato mediante un testo contenente le informazioni sul prodotto utilizzando un linguaggio semplice. Il documento dovrà contenere e almeno le seguenti informazioni: a) le informazioni sul tipo di assicurazione; b) una descrizione dei rischi assicurati e dei rischi esclusi; c) le modalità e la durata di pagamento dei premi; d) le esclusioni; e) gli obblighi all’inizio del contratto; f) gli obblighi nel corso della durata del contratto; g) gli obblighi in caso di sinistro; h) le condizioni del contratto inclusa la data di inizio e di fine del contratto; i) le modalità di scioglimento del contratto.

4) Nuovi oneri di comunicazione e di condotta in relazione ai c.d. prodotti assicurativi di investimento

Viene introdotto il principio in base al quale le persone che svolgono attività di intermediazione assicurativa in relazione a prodotti di investimento assicurativi devono rispettare le norme di comportamento applicabili ai contratti di assicurazione nonché le regole di protezione rafforzata cui sono soggetti i prodotti di investimento assicurativi. Chiunque svolga attività di intermediazione in prodotti di investimento assicurativi dovrà essere comunque registrato come intermediario assicurativo.

Questo quindi, in sintesi, il pacchetto di novità che Bruxelles ha preparato e che l’europarlamentare tedesco Werner Langen dei Cristiani Democratici illustrerà ai suoi colleghi martedì mattina.

Scaldiamo i motori…

Intermedia Channel (in collaborazione con l’Avv. Ivan Dimitri Calaprice)

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