La Fenice di Venezia incontra la videoarte di Fabrizio Plessi grazie a Valore Cultura di Generali Italia

Felix DNA Imc

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L’antico Teatro diventa luogo “di grande arte” grazie a un’iniziativa promossa dalla compagnia assicurativa attraverso il programma che promuove “l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano”

Per la prima volta La Fenice di Venezia, da storico e famosissimo luogo d’opera e balletto, diventa spazio artistico per una performance di Fabrizio Plessi, uno dei padri fondatori della video arte, grazie a un’iniziativa promossa da Generali Italia attraverso il programma Valore Cultura. “Un connubio speciale, ineguagliabile e irripetibile” reso possibile anche grazie al sostegno della compagnia che consentirà, da domani, mercoledì 26 luglio, fino al prossimo 6 agosto, di vivere l’opera sperimentale Fenix DNA.

“Venezia è radicata profondamente nella storia di Generali fin dai suoi esordi – ha affermato il Group CEO Philippe Donnet . E il rapporto con il Teatro La Fenice, di cui Generali Italia è Socio Sostenitore, è una delle dimostrazioni più importanti. Come assicuratore, infatti, Generali è stato protagonista della sua ricostruzione dopo i due incendi che nel 1836 e nel 1996 l’avevano completamente distrutta. Questo ci lega in modo forte alla storia di rinascita di questo teatro e alla città che lo ospita. È naturale quindi che ci colpisca e ci affascini un artista che come Plessi ha fatto di Venezia l’ingrediente base del suo racconto: un racconto che utilizza gli elementi naturali come simboli di rigenerazione e crea linguaggi nuovi per descriverli. Quello che Generali in Italia ricerca con Valore Cultura sono la protezione delle radici culturali di una comunità e lo stimolo alla crescita e all’innovazione”.

“Fabrizio Plessi instaura da sempre un rapporto profondo con Venezia, fin dai primi anni Settanta, quando le sue opere sono esposte alla Biennale – ha dichiarato Cristiano Chiarot, Sovrintendete del Teatro La Fenice –. Legato alla città d’acqua (proprio l’acqua, infatti, insieme al fuoco è uno dei ‘materiali’ che utilizza continuamente nell’arco di una lunga carriera internazionale) ora l’artista occupa La Fenice nel suo complesso, utilizzando le note sperimentali di un autore come Giovanni Sparano e i calchi di Guerrino Lovato per ricordare il grande processo di ricostruzione del Teatro dopo l’incendio. L’ottica con cui Plessi analizza e racconta è quella, positiva, della ‘rinascita’, del risorgere sempre e comunque, una prospettiva e un modo di pensare che caratterizza La Fenice sin dalla sua fondazione. Il nostro Teatro con quest’opera sperimentale si apre ancora una volta all’arte figurativa e concettuale, mediante uno degli inventori della videoarte nonché convinto fautore della commistione di segni come valore espressivo”.

Il cuore stesso del teatro, le sedute di platea, scompariranno per diventare il luogo della narrazione artistica di Plessi grazie ai calchi che – come dice l’artista – “sono l’elemento positivo, quello da cui tutto potrà sempre rinascere”. Tra essi, che riproducono capitelli, barbacani, teste di putti, maschere e grottesche, il visitatore “assisterà a una performance che trasformerà La Fenice, come tutti la conosciamo, in un’altra La Fenice, ancora risorta dalle sue stesse ceneri, come l’animale mitologico di cui porta il nome”.

“La moltitudine di calchi in gesso bianco, l’intera decorazione de La Fenice, non sono altro che l’anima vera di questo luogo – racconta ancora Plessi –. L’infinita capacità di riprodursi, in feroce contrasto con la cenere nera a terra a simboleggiare le nostre insicurezze. Noi spettatori, persi nella magia del labirinto delle emozioni. Improvvisamente un fuoco e tutto il teatro risplende di luce rossa digitale. Improvvisamente l’azzurro dell’acqua divora l’intera platea metaforicamente allagata. Poi il buio. La luce bianca dei gessi, illumina le ombre segrete della percezione. Il labirinto dei gessi è il labirinto della ragione: camminiamo attorno alla ragione per ritrovare noi stessi, naufraghi della cultura di oggi”.

L’iniziativa (prodotta da Fondazione Teatro La Fenice, in collaborazione con Arthemisia) vede il coinvolgimento di Assicurazioni Generali, Banca Generali e Generali Italia, che con il progetto Valore Cultura “promuove l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano”. L’intento, spiegano dal Leone di Trieste, è quello di “creare valore condiviso per la comunità attraverso occasioni di fruizione artistica che siano accessibili ad un pubblico sempre più vasto. Questo si realizza con il sostegno e l’ideazione di mostre, eventi, iniziative didattiche e di formazione per i più giovani, esperienze legate alla scoperta delle forme artistiche più celebri e delle istituzioni musicali più prestigiose. Tutto questo supportando la conoscenza del patrimonio artistico e incoraggiando l’innovazione”.

Per i cittadini veneziani è stata garantita la possibilità di ammirare gratuitamente l’opera sperimentale il prossimo 28 e 29 luglio. Per maggiori informazioni si può visitare il sito internet del Teatro La Fenice.

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(nella foto in apertura e nella galleria che segue, alcune immagini dell’opera sperimentale Fenix DNA)

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