La maxi-fusione in Eurovita preoccupa le OO.SS.

Fusioni - Acquisizioni - Transazioni societarie (3) Imc

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Dopo l’autorizzazione IVASS alla fusione tra Ergo Previdenza, Old Mutual Wealth Italy ed Eurovita Assicurazioni, lavoratori e sindacati in mobilitazione per il mancato accordo con il nuovo azionista sulle tutele occupazionali. Tra le OO.SS. (First Cisl – Fisac Cgil – Fna – Snfia – Uilca) destano preoccupazione soprattutto le sorti dei 92 dipendenti della sede romana di Eurovita, a rischio trasferimento sulla piazza di Milano

OO.SS. in mobilitazione per le possibili conseguenze della maxi-fusione tra Ergo Previdenza, Old Mutual Wealth Italy ed Eurovita Assicurazioni, compagnie detenute dal fondo di private equity Cinven attraverso la holding Phlavia Investimenti.

Negli ultimi mesi del 2016 – ricordano in una nota congiunta le segreterie nazionali di First Cisl, Fisac Cgil, Fna, Snfia e Uilca – il fondo inglese di private equity Cinven, società che detiene ad oggi un portafoglio di 14 miliardi di risparmio gestito e che aveva già ottenuto il controllo delle compagnie Ergo Previdenza ed Old Mutual Wealth Italy, ha intrapreso una trattativa con JC Flowers, fondo di private equity statunitense, per rilevare il pacchetto di maggioranza di Eurovita Assicurazioni, compagnia specializzata nella bancassurance vita con sede a Roma, che ha raccolto oltre un miliardo di Euro di premi nel 2016 e gestisce polizze per un valore complessivo superiore ai cinque miliardi di Euro.

Il negoziato è andato a buon fine, evidenziano le OO.SS., al punto che lo scorso agosto Phlavia Investimenti ha ottenuto l’autorizzazione da Ivass, l’autorità di vigilanza del settore assicurativo, sia all’acquisizione di Eurovita Assicurazioni che alla fusione fra le tre aziende: Eurovita, Ergo Previdenza e Old Mutual Wealth Italy, con data effetto 31 dicembre 2017.

La società nascente dalla fusione, che prenderà il nome di Eurovita, dovrà (secondo le intenzioni dell’azionista) “affermarsi come un polo di eccellenza nel ramo Vita” e vanterà “oltre 17 miliardi di riserve lorde, una rilevante dotazione patrimoniale e una capillare rete di vendita, grazie alle sinergie operanti tra le tre compagnie”.

In apparenza tutto perfetto, si legge ancora nella nota, ma ciò che desta forte preoccupazione nelle OO.SS. è il futuro dei lavoratori dopo la fusione.

Le procedure di confronto sindacale (previste sia dalla legge, sia dal contratto collettivo nazionale di categoria in caso di fusioni), riferiscono le segreterie nazionali delle cinque rappresentanze sindacali, “si sono infatti chiuse con esito negativo, a fronte della totale indisponibilità aziendale a recepire la proposta delle organizzazioni sindacali di siglare un accordo, che preveda, in caso di aggregazione tra aziende con sedi diverse, la salvaguardia dei livelli occupazionali, in linea con la tradizione del settore assicurativo. Inoltre, le stesse sigle sindacali hanno avanzato la proposta di disciplinare su base volontaria eventuali piani di mobilità dettati da particolari esigenze di riassetto organizzativo della nuova compagnia”.

“La controparte aziendale – prosegue la nota – non ha voluto intraprendere alcun percorso di stabilizzazione con decorrenza successiva al 31 dicembre prossimo, fornendo al momento solo rassicurazioni verbali circa il futuro dei circa 300 lavoratori coinvolti nell’operazione; le stesse assicurazioni fornite ai dipendenti di Ergo Previdenza nel luglio del 2016 prima di dichiarare, a dicembre dello stesso anno, ben 67 esuberi”.

Le segreterie nazionali delle cinque OO.SS., “nel tentativo di perseguire fino all’ultimo la via della ragionevolezza e del dialogo”, hanno richiesto la mediazione dell’ANIA (l’Associazione delle imprese assicurative), “allo scopo di favorire le condizioni per una proficua ripresa del negoziato”.

Qualora anche questo tentativo non andasse a buon fine – conclude la nota –, “per rimuovere l’intransigente posizione aziendale e sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo dell’informazione”, le organizzazioni sindacali hanno indetto una prima mobilitazione per il 18 ottobre prossimo,giornata in cui è previsto uno sciopero per l’intera giornata sulla piazza di Roma e un presidio su quella di Milano.

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