La mediazione vale per l’Inps

Il maxiemendamento riscrive l’istituto: la conclusione positiva del confronto si estende anche ai contributi. La presentazione del reclamo diventa condizione di procedibilità del ricorso

Mediazione (5) ImcLa legge di stabilità votata dal Senato – e in attesa di approvazione alla Camera – prova a cambiare volto al reclamo e della mediazione tributaria.

In particolare si propongono alcune modifiche alla procedura prevista dall’articolo 17-bis del decreto legislativo 546/92 che provano ad armonizzare la norma con la linea tracciata da alcune Commissioni tributarie che ne avevano sollevato la legittimità costituzionale.

L’intervento di maggior rilievo è, senza dubbio, il fatto che la presentazione del reclamo diventa condizione di procedibilità del ricorso con la conseguenza che il contribuente, che non presenta il reclamo, non decade definitivamente dal diritto all’azione.

Viene infatti riscritto il comma 2 dell’articolo in esame e la presentazione dell’istanza di reclamo e mediazione per le controversie tributarie non sarà più condizione di inammissibilità dell’impugnazione, ma esclusivamente di procedibilità del ricorso eliminando, in tal modo, la grave «sanzione processuale» che aveva comportato alcuni rinvii alla Corte Costituzionale da parte delle Commissioni tributarie. Nel caso in cui il contribuente proceda al deposito del ricorso prima del decorrere dei 90 giorni stabiliti dalla norma è prevista la possibilità per l’Agenzia delle Entrate, se riterrà opportuno confrontarsi con quest’ultimo, di eccepire, in sede di costituzione in giudizio, l’improcedibilità del ricorso. In tal caso il presidente della Commissione, accertate le cause di improcedibilità, dovrà rinviare la trattazione della causa per permettere alle parti di procedere con la mediazione. Questa modifica permette oltretutto di allineare la normativa tributaria con quella prevista per la mediazione civile dove se non viene attivata la mediazione la causa è improcedibile.

Il maxiemendamento alla legge di stabilità prevede altresì che gli effetti del procedimento di mediazione rileveranno, in caso di conclusione positiva, anche ai fini dei contributi previdenziali ed assistenziali sempre che la base imponibile sia riconducibile a quella delle imposte sui redditi. In tal modo il procedimento si allinea con quanto già previsto in sede di accertamento con adesione.

Ulteriore modifica di rilievo è quella introdotta con il nuovo comma 9-bis con il quale viene disciplinata la sospensione della riscossione sino alla data da cui decorrono i termini per la costituzione in giudizio del contribuente.

La citata modifica è particolarmente importante per armonizzare la disciplina della mediazione tributaria con quella degli accertamenti esecutivi che aveva sollevato presso alcune Commissioni tributarie un’altra potenziale causa di contrasto con la Costituzione.

Nella disciplina vigente, infatti, il termine per il pagamento di un terzo delle imposte dovute non è interrotto dalla presentazione del reclamo con la conseguenza che il contribuente si trova senza alcuna tutela cautelare per il periodo di tempo che intercorre fra la notifica del reclamo all’Agenzia delle Entrate e la successiva, eventuale, istanza di sospensione giudiziale che può essere presentata in Commissione tributaria solo dopo la costituzione in giudizio.

Con la sospensione della riscossione viene meno il problema per il contribuente della impossibilità di accedere alla tutela cautelare in pendenza dei termini per la mediazione.

Infine, viene previsto che al computo del termine di 90 giorni entro cui si deve chiudere la procedura di mediazione si applicano le disposizione sui termini processuali con la conseguenza che, tra le altre cose, sarà soggetto alla sospensione feriale che decorre dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno.

Unico problema è che le modifiche dell’articolo 17-bis, sarebbero applicabili solo per gli atti notificati a decorrere dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della Legge di stabilita con la conseguenza che la disciplina attuale rimarrebbe, pertanto, applicabile ai processi tributari instaurati precedentemente su cui incombe il rischio di inammissibilità del ricorso se non sono state rispettate le regole previste per il reclamo e la mediazione.

Autori: Lorenzo Lodoli e Benedetto Santacroce – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

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