La medicina del futuro verrà monitorata da app e wearable, ma gli italiani preferiscono la tradizione

e-Health - Salute - Digitalizzazione Imc

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Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sanità UniSalute aumentano gli strumenti elettronici per monitorare la salute ma solo l’8% degli italiani li ritiene veramente utili. Il 43% del campione sondato è favorevole nell’utilizzare le nuove tecnologie nella ricerca medica

Il mercato della mobile health si è rapidamente evoluto negli ultimi anni, basti pensare che attualmente nel mondo sono disponibili più di 100.000 app dedicate alla salute. Sono sempre più diffusi strumenti come braccialetti contapassi, lenti a contatto smart capaci di misurare il livello di glucosio nel sangue o gli smartwatch, che sanno dove andiamo, quanto velocemente ci muoviamo, e quando e quanto dormiamo.

Secondo l’ultima ricerca* firmata UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assicurazione salute, sembra tuttavia che gli italiani non siano ancora pronti per passare all’e-health: solo l’8% degli intervistati ritiene utili app e dispositivi indossabili legati alla salute, il 13% li ritiene utili ma non sostituibili ai normali controlli medici, il 19% ritiene che non siano affidabili e addirittura l’80% non ne conosce l’esistenza.

In realtà, sottolinea la compagnia, attraverso questi sistemi di monitoraggio “si potrebbero invece ottenere grandi vantaggi: i medici potrebbero controllare a distanza e in tempo reale i parametri vitali dei loro pazienti e intervenire in caso di anomalie, mentre i pazienti potrebbero interagire virtualmente con gli specialisti che li hanno in cura, ponendo domande su dati poco chiari o preoccupanti”. Nonostante tutto ciò, ad oggi le app più apprezzate dagli intervistati italiani sono quelle legate al mondo dello sport, come il controllo dei battiti cardiaci (25%) o quelle più legate alla forma fisica, come quelle che segnalano le calorie giornaliere consumate (22%). Passano in secondo piano le app che tengono sotto controllo i valori mentre si dorme, ritenute utili per il 13% degli intervistati.

Gli italiani riconoscono però come l’utilizzo delle app potrebbe dare un grande aiuto in campo medico, soprattutto per quanto riguarda la ricerca (43% degli intervistati), nella telemedicina e nel monitoraggio a domicilio per i non autosufficienti (24%) e nella realizzazione di macchinari medici per esami o operazioni (18%).

“I vantaggi derivanti dall’utilizzo di nuovi sistemi elettronici in campo medico sono molteplici – afferma Fiammetta Fabris, direttore generale di UniSalute –. Oltre a quelli sopra descritti, non è da sottovalutare l’aspetto economico: secondo una recente ricerca di CSVHealth (azienda con oltre settemila farmacie negli Stati Uniti), sfruttando le potenzialità dei wearable e delle app e migliorando il monitoraggio e la comunicazione, il loro utilizzo consentirebbe di risparmiare nella spesa per l’acquisto di medicinali, potendo investire il denaro risparmiato ad esempio nel miglioramento delle infrastrutture ospedaliere e nell’acquisto di strumenti per le diagnosi”.

Intermedia Channel


* Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2016 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica

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