La nuova frontiera della prevenzione: Il ruolo del settore assicurativo nelle catastrofi naturali

Terremoto Finale EmiliaSi è svolto lo scorso 19 giugno l’incontro “La nuova frontiera della prevenzione: Il ruolo del settore assicurativo nelle catastrofi naturali”, organizzato da AXA in Italia presso la sede italiana della compagnia a Milano. I lavori sono stati l’occasione per presentare i progetti del gruppo assicurativo francese sul fronte dei rischi ambientali e delle catastrofi naturali – attraverso il fondo internazionale AXA Research Fund – e per fare il punto della situazione sulla possibile partnership pubblico-privata sui fenomeni catastrofali.

Il fenomeno delle catastrofi naturali in Italia

Le catastrofi naturali stanno aumentando negli ultimi anni su scala mondiale, sia in termini di frequenza che di impatto, con modelli di previsione per il medio-lungo periodo che sembrano rafforzare questa tendenza.

  • Dal 1944 ad oggi l’Italia ha speso 245 miliardi di euro – 3,5 miliardi all’anno – per riparare i danni derivanti da catastrofi naturali, pari allo 0.2% del PIL (Dati OCSE 2012, riportati in “Italian AXA Paper: le sfide del cambiamento climatico”;
  • L’80% del territorio italiano è a rischio calamità naturali, il 45% delle persone e il 50% delle imprese vive ed opera in zone ad elevato rischio di alluvione. Le aree a rischio molto elevato di frane e smottamenti coprono il 6,1% dell’intero territorio italiano. Tra il 1963 e il 2012 ben 782 comuni italiani hanno subito calamità tipo inondazioni e frane, con un bilancio di vittime, tra morti, feriti e dispersi, che è passato da 1.563 a 5.192 e un totale di 421.227 tra sfollati e senzatetto. L’Italia e’ il secondo paese europeo più esposto al rischio sismico per sinistri legati a terremoti e il sesto paese per le inondazioni (fonte di tutti i dati riportati: “Calamità naturali e coperture assicurative”, a cura di Antonio Coviello, Irat-Cnr, Dario Flaccovio Editore, 2013)

Il dibattito in Italia

Gli effetti potenziali delle catastrofi naturali – si legge in una nota – sono particolarmente significativi per il nostro territorio, in virtù della sua particolare conformazione e natura e della presenza di molte zone caratterizzate da un’alta vulnerabilità ai disastri naturali su larga scala. Questa è dovuta sia a ragioni di ordine naturale sia a “cause artificiali” che, nel tempo, hanno portato ad una potenza sempre più frequente ed intensa di questi fenomeni, con conseguenze drammatiche in termini di perdite umane e danni economici.

Questo sforzo passa anche attraverso la diffusione di una cultura della prevenzione fondata sulla corretta educazione ai temi del rischio, anche e soprattutto delle nuove generazioni. Il settore assicurativo, per sua natura, può avere un ruolo importante, mettendo la sua expertise e le specifiche conoscenze sul tema, al servizio di una migliore comprensione e prevenzione dei rischi.

Un impegno che da anni il Gruppo AXA ha sposato e che lo vede in prima linea, in Italia e nel mondo, “per stimolare la riflessione e cercare nuove chiavi di lettura della gestione del rischio, compreso un tema di frontiera come quello del cambiamento climatico, promuovendo una ricerca di alto livello e progetti di educazione e prevenzione”.

L’impegno di AXA in Italia sul fronte dei rischi ambientali e delle catastrofi naturali: AXA Research Fund

  • Dei 410 progetti di ricerca finanziati nel mondo, 143 sono collegati ai rischi ambientali e catastrofi naturali, con un finanziamento di 26,9 milioni di euro;
  • In Italia, il progetto “Industrial Seismic Loss Assessment and Reduction” del Prof. Iunio Iervolino – Università degli Studi di Napoli Federico II, oltre a 3 post doc.

Nel 2008 il Gruppo AXA ha creato l’AXA Research Fund, un fondo internazionale promosso per incoraggiare la ricerca scientifica e contribuire a comprendere e prevenire i rischi che possano mettere in pericolo la vita umana, l’ambiente e la società, “con la convinzione che la ricerca di oggi sia uno strumento fondamentale per proteggere le persone domani”. Con l’AXA Research Fund il Gruppo AXA “supporta i talenti della ricerca nel lungo periodo, stimolandone la creatività e aiutandoli a promuovere le loro scoperte nel dibattito pubblico, in un’ottica virtuosa per l’intera società”.

Per il periodo 2013-2018 il Gruppo AXA ha confermato l’investimento iniziale di 100 milioni di euro con ulteriori 100 milioni. L’Italia è tra i maggiori Paesi beneficiari, con oltre 7 milioni di finanziamenti ricevuti per circa 30 iniziative di ricerca e 8 nuovi post doc finanziati nel 2013. Tra i diversi campi oggetto di ricerca (rischi ambientali, rischi vita, rischi socio-economici), dei 410 progetti di ricerca finanziati in tutto il mondo, 143 sono collegati ai rischi ambientali e alle catastrofi naturali, con un finanziamento di 26, 9 milioni di euro.

In Italia il finanziamento sul tema catastrofi naturali ha riguardato 3 post doc e il progetto “Industrial Seismic Loss Assessment and Reduction” sui danni derivanti da rischio sismico del Prof. Iunio Iervolino dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II.

Focus sul progetto di ricerca “Industrial Seismic Loss Assessment and Reduction, a cura del Prof. Iunio Iervolino

Una connessione importante tra l’AXA Research Fund e l’Italia è rappresentata dal trasferimento dei risultati della ricerca in pratiche applicazioni per la gestione e riduzione dei rischi in ambito industriale. È questo il caso dello sviluppo sperimentale di uno strumento per il monitoraggio e la gestione in tempo reale delle emergenze post-sisma, progetto ideato dal Prof. Iunio Iervolino dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con il supporto del centro di ricerca GFZ di Potsdam e finanziato dall’AXA Research Fund.

Il progetto di ricerca ISLAR – prosegue la nota – si fonda su un approccio d’ingegneria ai rischi naturali per sviluppare strumenti ad hoc di gestione dei rischi industriali d’impianti manifatturieri esposti a rischio sismico. Alla base del progetto c’è infatti l’ideazione di un innovativo sistema di early warning che misura la resistenza strutturale residuale degli edifici industriali nelle fasi immediatamente successive ad un evento sismico e supporta, attraverso l’acquisizione di dati reali, la decisione del Management di stabilimento riguardo alla ripresa in sicurezza del processo produttivo, combinando la continuità del business a condizioni di lavoro più sicure.

Temi che, anche se relativamente poco esplorati dalla ricerca, sono molto importanti per le industrie, perché consentono in principio di ridurre le perdite dovute alle interruzioni di attività, che sono le più importanti per le imprese.

Il progetto è ora in fase di test presso alcuni clienti, grazie all’intermediazione di AXA Corporate Solutions e di AXA Matrix Risk Consultant, società di “Ingegneria del Rischio”, specializzata nella consulenza in Risk Management per grandi Gruppi Industriali. In particolare il partner per l‘applicazione prototipo è lo stabilimento Magneti Marelli (gruppo FIAT) a Crevalcore (BO).

Obiettivo è investigare la possibilità di gestire il rischio sismico:

  • in tempo reale (durante il terremoto)

Si vogliono applicare i risultati sviluppati in relazione alle applicazioni d’ingegneria sismica dell’early warning, per valutarne l’efficacia nella riduzione in tempo reale delle perdite sismiche in sistemi industriali. Lo strumento per gestire il rischio sismico in tempo reale è l’early warning sismico (EWS), un sistema (hardware e software) che all’occorrenza di un terremoto è in grado di valutarne la pericolosità per una struttura specifica e, se necessario, lanciare un allarme per intraprendere azioni di sicurezza prima che le onde sismiche raggiungano il sito di interesse.

Gli elementi di base di un sistema di EWS sono: uno o più sensori sismici, una unità di elaborazione per i dati misurati dai sensori, e una infrastruttura di trasmissione per diffondere l’allarme. Questo allarme può innescare azioni di sicurezza, personali o automatizzate, al fine di ridurre il rischio sismico in tempo reale.

  • quasi reale (durante sequenze sismiche che seguono un terremoto forte)

I terremoti principali (detti mainshocks) tipicamente innescano una sequenza di eventi concentrata sia nel tempo che nello spazio (aftershock). Dato che la struttura di interesse può avere subito un certo danno nel scossa principale che può peggiorare durante la sequenza, il rischio di collasso può essere elevato finchè la sequenza possa considerarsi terminata o la struttura venga riparata. Gestire questo rischio (in tempo quasi reale) vuol dire avere strumenti per valutare sia la maggiore vulnerabilità, dovuta al cumulo del danno, sia il tempo di decadimento delle repliche sismiche, in modo da poter regolare l’accesso (etichettamento per agibilità) della struttura. Ad esempio: vietare l’accesso a chiunque finché il rischio rimane sopra una soglia accettabile (semaforo rosso), consentire l’accesso solo a personale addestrato per le operazioni di emergenza (semaforo giallo), o riprendere le normali attività (cioè, semaforo verde) se il rischio valutato è considerato accettabile.

L’attività si inserisce nell’ambito di una più ampia e pluriennale collaborazione tra AXA Matrix Risk Consultants e l’Università di Napoli Federico II, tesa allo sviluppo di nuove metodologie per la valutazione e mitigazione dei rischi naturali e al loro trasferimento verso realtà industriali.

Gli Italian AXA paper

Le sfide derivanti dal climate change e dalle catastrofi naturali sono state oggetto anche del quarto numero degli Italian AXA Paper, serie di pubblicazioni scientifiche di riflessione da diverse angolazioni sui grandi rischi emergenti: Italian AXA Paper – N. 4 – Le sfide del cambiamento climatico

Il progetto “Adotta una scuola

Nel 2012, a seguito del disastroso terremoto che ha colpito le zone dell’Italia centro-settentrionale, AXA in Italia ha ideato un piano di aiuto coordinato tra tutte le agenzie del Gruppo in Italia, per supportare concretamente le persone colpite dal sisma, in particolare in Emilia-Romagna.

AXA Cuori in Azione – l’associazione di volontariato aziendale del Gruppo AXA, che dal 1991 opera senza fini di lucro per fornire assistenza e supporto alle persone in difficoltà – ha scelto di impegnarsi in attività di medio-lungo termine, tra cui il progetto “Adotta una scuola” presso il Polo Scolastico Castelfranchi di Finale Emilia.

A supporto della raccolta fondi, nel maggio 2013 è stato messo in scena “Riskiamo il palcoscenico”, uno spettacolo teatrale che ha coinvolto circa 50 persone tra collaboratori, agenti e artisti, richiamando un pubblico di oltre 450 spettatori. Con la riapertura della scuola, AXA in Italia non ha concluso il suo impegno, ma si propone di proseguire la collaborazione con iniziative dedicate di educazione per gli studenti.

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