La polizza avvocati deve garantire anche le somme in custodia

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(di Alessandra Pacchioni – Il Sole 24 Ore, L’Esperto risponde)

La richiesta dei danni al legale o alla compagnia

IL QUESITO: Ho saputo che il mio avversario ha pagato al mio legale la somma di denaro al cui versamento è stato condannato in sentenza. Siccome il mio avvocato non mi ha fatto sapere, né consegnato nulla, come posso tutelarmi nei suoi confronti? Vorrei, inoltre, sapere se c’è l’obbligo per gli avvocati di essere assicurati e, quindi, se posso sperare di essere risarcito dalla sua assicurazione. Nel caso il mio avvocato non abbia alcuna polizza assicurativa, posso denunciarlo al consiglio dell’ordine degli avvocati? A.B. – VENEZIA

La responsabilità dei professionisti ha visto un aumento progressivo della sua estensione e, con essa, ha assunto sempre più rilevanza la necessità della presenza della copertura assicurativa del professionista a tutela del cliente.

In tempi abbastanza recenti, il legislatore ha scelto di imporre a tutti i professionisti l’obbligo dell’assicurazione a garanzia dei diritti del consumatore/cliente. Infatti, l’articolo 3, comma 5, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 prevede, alla lettera e) che «a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti». II successivo Regolamento di attuazione, emanato con Dpr n. 137/12, specifica l’obbligo di assicurazione all’articolo 5, prevedendo che: «1. Il professionista è tenuto a stipulare, … idonea assicurazione per i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale, compresele attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente stesso. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva. 2. La violazione della disposizione di cui al comma 1 costituisce illecito disciplinare».

Regole generali e specifiche

Questa normativa generale viene poi declinata con linee specifiche a seconda dell’ordine di appartenenza del singolo professionista o dell’attività svolta. Ad esempio, queste regole hanno trovato una disciplina specifica per gli amministratori condominiali, la cui nomina può essere subordinata, per volere dell’assemblea, ai sensi dell’articolo 1129 del Codice civile «alla presentazione ai condomini di una polizza individuale di assicurazione per la responsabilità civile per gli atti compiuti nell’esercizio del mandato …».

I commercialisti

Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Pronto ordini, Cndcec 4 aprile 2014 n. 108) ha riconosciuto che la violazione dell’obbligo della polizza assicurativa costituisce un illecito disciplinare di competenza del consiglio di disciplina il quale, accertata la violazione a seguito di un procedimento disciplinare, deve applicare la sanzione – tra quelle indicate all’articolo 52 del Dlgs 139/05 (la censura, la sospensione per un periodo di tempo non superiore a due anni, la radiazione dall’albo) – che riterrà più adeguata, nel rispetto del principio della proporzione tra l’infrazione e la sanzione. Tale obbligo riguarda anche le nuove società tra professionisti (Stp) esercenti le attività riservate agli iscritti all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e la mancata indicazione in statuto dell’obbligo di dotarsi della polizza assicurativa impedisce l’iscrizione nella sezione speciale dell’albo destinata ad accogliere le Stp.

Gli avvocati

Invece, per gli avvocati, e per rispondere al quesito, l’articolo 12 della legge professionale (n. 247/2012, Gazzetta ufficiale 15/2013) stabilisce non solo che «l’avvocato, l’associazione o la società fra professionisti devono stipulare … una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti», ma anche che «all’avvocato, all’associazione o alla società tra professionisti è fatto obbligo di stipulare … apposita polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti …. La mancata osservanza delle disposizioni previste nel presente articolo costituisce illecito disciplinare» (articoli 16 e 20 del Codice deontologico).

Recentemente, poi, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero della Giustizia 22 settembre 2016, che stabilisce le condizioni essenziali e i massimali minimi delle polizze assicurative per la responsabilità civile e gli infortuni degli avvocati, che entrerà in vigore l’11 ottobre 2017, fermo restando però che le nuove polizze stipulate prima di tale data dovranno comunque adeguarsi alle disposizioni varate.

Le somme in custodia

In particolare, si prevede che l’assicurazione deve coprire la responsabilità civile dell’avvocato per tutti i danni che questi possa causare, per colpa anche grave, a clienti e a terzi, tra cui non sono annoverati i collaboratori e i familiari dell’assicurato, nello svolgimento dell’attività professionale. In essa devono ricomprendersi tutti gli atti relativi alla rappresentanza e difesa del cliente in ambito giudiziario o arbitrato, la redazione di pareri o contratti e l’assistenza del cliente nello svolgimento delle attività di mediazione o di negoziazione assistita. Si ribadisce che la copertura obbligatoria deve riguardare anche gli atti compiuti da praticanti, dipendenti, o sostituti processuali e deve coprire i danni derivanti dalla custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti o dalle controparti processuali di questi ultimi. Tale specifica disposizione serve quindi a tutelare i clienti nella situazione illustrata dal lettore che potrà, quindi, nel caso un cui il suo avvocato non gli consegni la somma ricevuta da controparte, denunciarlo al consiglio dell’ordine e fargli causa. Potranno quindi scattare le sanzioni disciplinari, qualora l’avvocato non abbia la copertura assicurativa, mentre il lettore potrà chiedere i danni derivanti dal mancato pagamento della somma depositata dalla controparte presso il legale, direttamente all’avvocato o anche alla assicurazione, che risponderà nei limiti stabiliti dalla polizza.

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