La supercoop di Unipol è 3.0 e avrà il 17% del capitale

Adriano Turrini (Foto Andrea Samaritani - Meridiana Immagini) Imc

Adriano Turrini (2) Imc

(di Anna Messia – Milano Finanza)

Il nome guarda decisamente al futuro. La nuova supercoop che sta per nascere dalla fusione di Estense, Adriatica e Consumatori Nordest si chiamerà Coop Alleanza 3.0. Le 77 assemblee territoriali per il via libera al progetto si stanno riunendo nelle varie città in questi giorni, da Senigallia a Rimini, da Rovigo a Cesena e quelle conclusive si terranno il 3 ottobre, nelle sedi delle tre cooperative coinvolte. Dall’aggregazione nascerà una supercoop con oltre 5 miliardi di fatturato, 2,7 milioni di soci e 419 punti vendita ma effetti importanti ci saranno anche nella partecipata assicurativa Unipol, visto che le tre coop hanno oggi un peso complessivo nella compagnia, tra quote dirette e indirette, di oltre il 17% dopo la conversione delle azioni di risparmio e privilegiate chiusa prima dell’estate. Due delle tre società che hanno deciso di aggregarsi controllano già direttamente una quota di Unipol Gruppo Finanziario: si tratta di Adriatica che detiene il 3,3% di Estense, con il 2,99%. Insieme quindi avranno il 6,3%, ma oltre a questo bisogna aggiungere le partecipazioni indirette tramite Lima srl, che a sua volta detiene il 4,55% di Ugf, e soprattutto il peso che le tre alleate hanno in Finsoe, la holding delle cooperative che a sua volta ha in pancia il 31,4% dell’assicurazione di Bologna. Soprattutto perché in ballo c’è il progetto di scioglimento di Finsoe, annunciato a fine 2014 dalla società con l’avvio di uno studio di fattibilità che nelle intenzioni delle coop doveva essere delineato per la fine di quest’anno, affiancato magari da un patto di sindacato tra gli attuali soci. Un riassetto in cui la nuova supercoop è destinata di certo ad avere un peso importante considerando che, secondo le ultime rilevazioni dell’azionariato di Finsoe, Coop Adriatica detiene il 12,55%, Coop NordEst il 10,76% e Coop Estense il 2,13%. Unendo le forze, le tre coop arrivano quindi al 25,6% di Finsoe, partecipazione che, stante le attuali quote, equivale all’8% di Ugf. A questa va poi aggiunto un altro pezzetto di azionariato Unipol che le società in via di fusione hanno indirettamente tramite un’altra società. Perché, come detto, le tre coop hanno anche un peso rilevante in Lima srl, che conserva appunto in portafoglio il 4,5% di Ugf. Coop Adriatica ne detiene in particolare il 31,98%, Nordest il 21,28% ed Estense il 3,62%. Sommandole si arriva quindi al 56,88% di Lima che equivarrebbe in trasparenza a un altro 2,58% della compagnia.

Il peso della nuova Alleanza 3.0 in Unipol, tra partecipazioni dirette e indirette, dovrebbe quindi arrivare appunto oltre il 17% del capitale dando alle tre coop (che già oggi sono ben rappresentate nel cda Unipol) una voce comune nella compagnia. Da segnalare è anche l’assetto di governance che la nuova entità assumerà. La scelta di adottare un’organizzazione in cui tutte e tre le coop coinvolte nella maxi-fusione potranno trovare espressione ha infatti probabilmente il valore aggiunto di facilitare l’eventuale aggregazione di nuove coop.

Intanto si parte da tre e l’intenzione è stata creare suddivisioni a seconda delle aree di competenza. L’assetto prevederebbe in particolare la presenza di tre amministratori delegati di cui uno sarà anche presidente. Si tratta di Adriano Turrini (nella foto), già presidente di Coop Adriatica e di Finsoe, che sarà anche responsabile delle politiche sociali, intese come rapporti con i soci. Il direttore della gestione di Coop Estense, Massimo Ferrari, dovrà invece occuparsi della distribuzione; a lui, quindi, toccherà il compito di migliorare la produttività dei punti vendita dei tanti supermercati e ipermercati presenti in tutta Italia. Mentre il presidente di Coop Nordest, Paolo Cattabiani, avrà la responsabilità della finanza e dello sviluppo, occupandosi quindi delle partecipazioni, come appunto Unipol Gruppo Finanziario, ma anche delle altre che spaziano dal comparto del turismo all’immobiliare. A Cattabiani andrà anche la gestione del prestito sociale della nuova Alleanza, che ammonta a circa 4 miliardi di euro.

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