La svolta di Assimoco. Dopo tre anni torna l’utile

Nel 2010 il cambio imposto dal socio tedesco R+V. Frecchiami: «Vincenti puntando sul servizio alla clientela»

AssimocoUna svolta nel segno della trasparenza. Quando Ruggero Frecchiami è stato chiamato da Axa alla guida di Assimoco, il polo assicurativo del movimento cooperativo aveva appena chiuso il 2010 con una perdita di 70 milioni di euro, che portavano il totale a circa 200 milioni nel triennio. L’ispezione dell’allora Isvap aveva evidenziato una lunga lista di criticità.

Il primo azionista del gruppo, la tedesca R+V – secondo assicuratore di Germania –, che controlla il 56,96 per cento della holding Finassimoco, rischiava di vedersi sfuggire la situazione di mano e impose una severa politica di trasparenza, parallelamente a un rapido ritorno ai valori tipici del mutualismo (anche) assicurativo. Stop con la crescita facile, generata da competizione sul prezzo senza selezione del rischio, e ritorno ad attività semplici, con una visione di lungo periodo e investimenti prevalentemente realizzati in titoli di stato italiani o in bond corporate, con vita residua inferiore all’anno.

«Assimoco è una compagnia sana e solida – può permettersi di dire oggi Frecchiami – che persegue una strategia di sostenibilità del proprio business nel tempo. Siamo una compagnia che nasce in un contesto cooperativo e questo ci è sempre presente, come è ben chiaro che non vogliamo conquistare quote di mercato facendo leva sui prezzi, bensì fidelizzando la clientela in forza di un rapporto diretto e trasparente con i nostri assicurati». Dal tunnel delle perdite Frecchiami ha condotto Assimoco all’uscita intervenendo in quattro aree: «Anzitutto non abbiamo rinnovato alcune convenzioni che erano risultate per noi particolarmente penalizzanti; poi abbiamo agito su alcune leve tecniche, in particolare sui prezzi; quindi è stata effettuata una profonda pulizia degli investimenti, soprattutto quelli indirizzati in area Pigs. Il tutto è stato affiancato da una razionalizzazione della presenza agenziale, che ha ridisegnato la mappa della nostra presenza sul territorio».

Anche perché Assimoco conta per la distribuzione soprattutto sul canale delle agenzie bancarie del mondo del credito cooperativo. Le Bcc sono il terminale ideale, ancorché non esclusivo, attraverso cui far veicolare i prodotti della compagnia. Le azioni del top manager sono state affiancate da tre distinte operazioni di aumento di capitale: nel 2009, 44 milioni; nel 2010, 72 milioni e nel 2012, 20 milioni.

Assimoco ha chiuso la raccolta premi 2012 (Danni e Vita) a quota 453,5 milioni, con attività finanziarie gestite per 2.059 milioni. Al 30 giugno scorso la raccolta totale ammontava a 340,1 milioni di euro, con attività finanziarie gestite per 2.063 milioni di euro. L’utile del ramo Danni nei primi sei mesi del 2013 è stato pari a 4,8 milioni, per il Vita a 1,4 milioni. Le previsioni per fine 2013 vedono la raccolta Danni a 220 milioni, il Vita a 440 milioni.

Autore: Stefano Righi – CorrierEconomia

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