LA VOCE DEGLI INTERMEDIARI: CHI COMPARA I COMPARATORI?

Voce degli Intermediari Imc

Grazie ad una gentile segnalazione, pubblichiamo integralmente l’editoriale di Francesco Barbieri tratto dal numero 2/2013 di Attualità Uea, in questi giorni in distribuzione. Al centro dell’analisi del direttore del periodico, i comparatori di polizze Rc auto e la loro natura “anomala” all’interno del mercato assicurativo delle polizze Rc Auto

Voce degli Intermediari Imc“Chi compara i comparatori?” di Francesco Barbieri – tratto da Attualità Uea 2/2013

Nel paese dei paradossi non poteva mancare anche questo. In pratica, per risolvere un problema di vasta portata legislativa e complessa struttura tecnicistica, oltre che di alto contenuto sociale, quale il caro Rc Auto, ne è stata affidata la soluzione ai cosiddetti comparatori.

Ma cosa sono i comparatori nel campo della Rc Auto?

E chi lo sa con esattezza? O meglio, qual’è la loro natura giuridica e come si inquadrano nelle stringenti norme sugli attori del settore assicurativo? Ancora, qual’è la valenza civilistica della loro prestazione ed a chi è opponibile la condotta praticata, allorquando pone in essere una fattispecie illecita? Quali tutele può vantare nei loro confronti il consumatore? In cosa consiste esattamente l’oggetto sociale della loro attività e, conseguentemente, quali sono le voci che compongono l’attivo dei loro bilanci? In quale regime fiscale è collocata la loro posizione ed in quale tipologia di contratto di lavoro sono inquadrati i collaboratori/dipendenti? Ed infine, chi controlla, verifica, assevera il loro operato, insomma chi compara i comparatori?

Io personalmente, quale giornalista, pongo esplicitamente ed in primis queste precise e circostanziate domande al mercato assicurativo ed ai consumatori/clienti. Innanzitutto, per il rispetto che, credo proprio, bisogna portare a tutti gli attori (regolari e regolati) del settore assicurativo, che quotidianamente, ognuno per il proprio ruolo, svolgono una funzione essenziale per la crescita sociale, civile ed economica del sistema paese. In particolare, poi, la filiera del servizio, complesso ed articolato, della Rc Auto merita una specifica attenzione per la forte valenza socio-economica del tema, oramai di natura emergenziale. Quindi, non reputo corretto che una platea di professionalità possa essere giudicata, o meglio, comparata da una non meglio definita, né inquadrata, né certificata entità, autodenominatasi comparatore.

Però, tutte le domande che sopra ho pedissequamente elencato, pari pari, desidererei rivolgerle all’Ivass ed a tutte le strutture di controllo preposte a vigilare su quelle attività e/o comportamenti che emergono dalle domande stesse. A partire da quella più discriminante: quando il comparatore offre anche l’acquisto on line, direttamente dal suo sito, del prodotto-servizio che esso stesso evidenzia quale il più adeguato al consumatore, non svolge a tutti gli effetti attività di intermediazione?

Ma poiché la figura del comparatore non è presente tra quelle tassativamente previste dal Rui, mi pare chiaro che ci si trovi di fronte ad un caso conclamato di esercizio abusivo dell’attività di intermediazione assicurativa, quindi?

Anche se un po’ abusata e non proprio elegante, mi viene facile utilizzare la frase: “Ivass, se ci sei, batti un colpo“.

E questo lo dico anche per tirare in ballo un altro tema di stringente attualità. Sono certo che gli attori, seri ed intellettualmente onesti, del settore assicurativo abbiano salutato con soddisfazione la nascita dell’Ivass, quale evoluzione positiva dell’Isvap, principalmente sul piano della autorevolezza ed indipendenza, proprio nel solco di Banca d’Italia, uno dei pilastri su cui si regge l’intero sistema paese. Ecco che la capacità d’intervento di questa Authority, riferita a fenomeni o soggetti che cercano autolegittimazione dal web o da logiche perverse di liberismo selvaggio, se pronta ed efficace, segnerebbe un autentico processo di discontinuità rispetto all’Isvap, alle sue inerzie compiacenti ed alla confusione tra i ruoli di controllori e controllati che spesso l’ha contraddistinta.

Ed inoltre, un tempestivo intervento chiarificatore dell’Ivass sui cosiddetti comparatori, in relazione alle domande di cui sopra, allontanerebbe l’atroce sospetto che si è ingenerato tra gli intermediari assicurativi, quelli in regola perché iscritti al Rui, secondo i quali, si starebbe concretizzando nel mercato una palese asimmetria tra la stringente azione regolatoria e la pari azione sanzionatoria dell’Istituto nei loro confronti, rispetto alla totale deregolamentazione dei cosiddetti comparatori. Anzi, come già sopra evidenziato, nel caso tipizzato del comparatore che venda direttamente il prodotto/servizio Rc Auto, si concretizzerebbe la fattispecie di esercizio abusivo di attività di intermediazione assicurativa e non solo.

Ecco allora il paradosso all’italiana: per risolvere il problema del caro Rc Auto viene indicato uno strumento probabilmente fuori legge!

È non è finita, perché così facendo, il mercato allontana il focus sul legislatore, quando è precipuamente ed esclusivamente suo il compito riscrivere, da capo a fondo, la legge sulla assicurazione obbligatoria Rc Auto, nondimeno prevedendo espressamente limitazioni risarcitorie, ineludibili per l’equilibrio gestionale del ramo, nonché forti forme di prevenzione e contrasto alle frodi.

Infine, voglio rivolgermi accoratamente ai consumatori, alle loro associazioni ed alla stampa tecnica di settore, rimarcando un aspetto nodale. Possibile che, mentre dal basso della nostra società civile sale impetuosa la domanda di trasparenza, comunque ed ovunque, gli unici soggetti della new economy liberista che non rispondono a criteri, regole e comportamenti, preventivamente dichiarati nella loro policy, siano i cosiddetti comparatori? Ma chi non dispone della propria “adeguatezza” rispetto alla attività svolta, simulata o dissimulata, come può garantire al consumatore on line la “adeguatezza” del prodotto/servizio che gli vende?

*****

Intermedia Channel

Related posts

6 Comments

  1. angelo said:

    I comparatori rappresentano un fallimento su tutti i fronti, quando si parla di attori, tra quali i consumatori, sono quelli che ci perdono di più. Paradossalmente, perchè sulla loro pelle ma con la scusa di avere a cuore il loro interesse, il legislatore ha ricamato “normicchiacce” che risultano essere un “mappazzone” (per fare il verso di un noto programma televisivo)!!
    Personalmente sono molto critico riguardo all’articolo pubblicato, in quanto cavalca l’idea che più il prezzo è basso, migliore è la polizza che si sceglie.
    NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO.
    Non esiste una polizza uguale all’altra, proprio nella componente più critica, subdola e indisponibile, per il cliente-consumatore: il quadro normativo.
    Il prezzo è solo il risultato delle garanzie prestate!
    E’ SULLE GARANZIE PRESTATE CHE ANDREBBERO COMPARATE LE POLIZZE per favorire una corretta concorrenza.
    Perchè la libertà d’informazione non si soddisfa rilasciando e pubblicando CGA composte da 80 pagine, ma rendendo accessibili a tutti le norme, attraverso una formulazione semplici, chiara e certa, di poche pagine e non da 80 che nessuno leggerà mai.
    Ecco perchè, trattare un tema che risulta essere un fallimento, mi sembra dare legittimità al tema stesso dimenticando gli aspetti veri da considerare nella questione infinità del caro tariffe RCA.
    A mio parere, ovviamente.

  2. Il Risparmiatore Meraviglioso said:

    Alcuni spunti dell’articolo citato ma, ancor più, i commenti che ne sono seguiti, suscitano l’impressione che anche nel settore assicurativo -come in quello finanziario, del resto- uno dei beni più preziosi da tutelare sarà sempre più quello della trasparenza effettiva, al di là delle garanzie formali, che sono indispensabili ma talvolta insufficienti ad una reale tutela dell’utente.

  3. L. Leoni said:

    Ma stiamo scherzando?!?
    Barbieri ha scritto un articolo assolutamente falso e Intermedia Channel l’ha ripreso senza minimamente verificare quello che c’è scritto.
    Sarebbe stato sufficiente visitare l’homepage di uno qualsiasi dei grandi comparatori italiani per trovare riscontro al fatto che sono tutti iscritti alla sezione B del RUI, che sono regolamentati come Broker dall’IVASS, che hanno l’obbligo di consegnare tutta la documentazione precontrattuale prevista per legge, che si assumono la responsabilità della adeguatezza dei prodotti offerti.
    I comparatori svolgono attività di intermediazione perché SONO degli intermediari: uno dei problemi del mercato assicurativo nazionale nasce proprio dal fatto che una buona fetta degli intermediari e degli addetti ai lavori diffonde ignoranza anziché cultura: in questo caso specifico, non una delle affermazioni dell’autore è rappresentativa della realtà.
    Complimenti a Barbieri e complimenti a Intermedia Channel.

    • Luciano Villalta said:

      Siamo qui per discutere e confrontarci, non per farci i “complimenti” (sono ironico, abbia pazienza).

      Il senso della sua pubblicazione è anche quello di suscitare la discussione in merito al fenomeno, ed è per questo che abbiamo ritenuto interessante rilanciarla – mi perdoni, non abbiamo preso posizione al riguardo, nè abbiamo dato patrocinio alla tesi; sempre che la sua pubblicazione non venga ritenuta tale, ma è pur sempre un punto di vista secondo noi opinabile. Ci interessava mettere a disposizione degli utenti questo tipo di affermazioni in modo che potessero anche essere confutate nel dettaglio, com’è stato fatto.

      • L. Leoni said:

        Credevo fosse chiaro che attribuisco ad Intermedia l’unica colpa di aver pubblicato un articolo che qualsiasi addetto al lavoro, con occhio critico, avrebbe riconosciuto come tendenzioso per non dire mendace.
        Prendo atto della sua precisazione e ben vengano quindi il confronto e la discussione sui nuovi equilibri e sugli attori di un mercato così delicato come quello della rc auto, anche quando trascurano il controllo delle fonti: il mio punto è che continuo a rimanere basito per come il rappresentante di una associazione di intermediari sia così avulso dal contesto in cui dovrebbe operare. Che garanzia di autorità offre colui che ha dimostrato di non conoscere i propri rappresentati?

        • Alessandro said:

          Forse Leoni farebbe meglio a rileggere attentamente l’articolo ed a cogliere almeno il senso ( non dico la sostanza ) di quanto affermato ed argomentato da Barbieri.
          Cosa dovrebbero essere i comparatori ? È legittimo che un broker intermedi il contratto RCA attraverso , ovviamente , accordi diretti con le compagnie che attraverso il sito consentono l’ acquisto ? È esattamente questa la funzione del broker ? È autorizzato ad intermediare direttamente la singola polizza RCA all’utente privato ? Dove è l’ incarico al broker ? Ci sarebbero mille altre domande e mille dubbi da fugare e mi sembra che , correttamente, l’ autore abbia segnalato come le pieghe normative da un lato autorizzino situazioni borderline mentre dal’ altro affissi no una semplice collaborazione sporadica tra agenti .
          Riflettere ed approfondire fa sempre bene.

Comments are closed.

Top