LA VOCE DEGLI INTERMEDIARI: E SE PER CASO, E SOTTOLINEO SE… SUSSURRIAMOLO ALL’IVASS

Voce degli Intermediari ImcComparatori, nuovo atto. E’ ancora una volta Uea, ed in particolar modo Francesco Barbieri – il direttore del periodico dell’associazione Attualità Uea – a sollevare una serie di questioni in merito, soprattutto per quanto riguarda possibili garanzie previste e non previste nei contratti Rc auto proposti e le eventuali ripercussioni socio-economiche delle stesse

E se per caso, e sottolineo se… Sussurriamolo all’Ivass – di Francesco Barbieri, direttore Attualità Uea

Preso atto, a dispetto di ogni forma di tutela della privacy, del bombardamento diretto e personale sugli utenti del web, da parte dei sedicenti comparatori, con messaggi pubblicitari in tema di polizze Rc auto, oramai con réclame che anche per i detersivi sono ritenute troppo banali, merita affrontare una riflessione di non poco conto.

Posto che per l’art.2054 c.c., se un veicolo causa danni a terzi, ne rispondono in solido il conducente con i proprietari, cosa potrebbe derivarne da tale previsione?

E se per caso, e sottolineo se, un giovane internauta nullatenente e senza reddito, che nella sua qualità di figlio punta esclusivamente al massimo risparmio per contrarre la propria polizza Rc auto, optasse inconsapevolmente – proprio perché tratto in inganno da una ammiccante pubblicità sulla home page di un sedicente comparatore – per una polizza a basso contenuto di garanzie e con massimale minimo, potrebbe accadere che, per caso e sottolineo se:

  • guidando in stato di ebbrezza (garanzia non prevista);
  • circolando in luogo privato (garanzia non prevista);
  • avendo dimenticato di revisionare il veicolo (garanzia non prevista);
  • omettendo di far allacciare le cinture di sicurezza ai passeggeri (garanzia non prevista);
  • lasciando rotto un faro (garanzia non prevista);

vada a causare un brutto incidente, con rilevanti danni a terzi. E se per caso, e sottolineo se, il veicolo, come quasi sempre, fosse di proprietà di uno dei genitori, accadrebbe che questo giovane internauta risparmioso – inconsapevolmente, perché tratto in inganno dalla réclame del sedicente comparatore – andrebbe a rovinare la vita all’intera famiglia.

I soliti cicisbei comparatoristi potrebbero arrivare a sostenere che quelli sopra esposti sono casi marginali, con bassa probabilità di accadimento.

Invece, io credo che la tutela del consumatore sia un obbligo giuridico, sociale ed etico, comunque e sempre, anzi, a maggior ragione per casi particolari o residuali che dir si voglia.

Quindi, trasparenza, completezza di informazioni e consenso informato non sono un optional, principalmente in campo assicurativo e per di più in un ambito, il ramo Rc auto, ad elevata valenza sociale ed alta diffusione di mercato.

Ma i casi qui affrontati, indipendente dagli obblighi normativi e morali di cui sopra, non sono assolutamente né marginali, né residuali e né particolari.

Difatti, basta solo riflettere sulla condizione attuale di un nucleo familiare tipo, incrociando i dati sulla disoccupazione giovanile, per arrivare all’amara, quanto inequivocabile, considerazione che i casi di mala assicurazione prospettati, frutto della pubblicità ingannevole dei sedicenti comparatori, stanno rappresentando la norma, quale diretta conseguenza della crisi che attanaglia le famiglie e le imprese e sulla quale questi imprecisati attori, non previsti dal Codice delle assicurazioni, speculano.

Ecco, allora, una delle tante motivazioni che hanno spinto Uea ad attivare con forza veemente la Campagna contro la disintermediazione del servizio assicurativo.

Noi di Uea ci ergiamo a strenui difensori della tutela del consumatore inconsapevole, nonché quale argine alla banalizzazione del servizio assicurativo, che non è una commodity, o peggio un detersivo, bensì un’attività di consulenza molto complessa e con molteplici implicazioni di ordine socio-economico. Sia chiaro, però, che i casi sopra analizzati sono solo una parte del macro problema delle cattive pratiche utilizzate dai sedicenti comparatori, sulle quali Uea ha intenzione di mettere in campo azioni ben precise e di chiara rilevanza giuridica.

Mi auguro che l’indagine in corso da parte dell’Ivass, da noi sollecitata esattamente all’indomani dell’attivazione di quella della FCA britannica e sullo sfondo delle Linee Guida dell’Eiopa, tenga nella dovuta considerazione anche questa ultima riflessione ed in particolar modo gli aspetti sociali evidenziati.

Infine, un messaggio a tutti coloro che, seppur in ruoli diversi, condividono i valori ed i principi ispiratori della Campagna Uea contro la disintermediazione assicurativa:

NON CI FERMIAMO QUI, ANZI, ANDIAMO AVANTI CON MAGGIOR VIGORE. ANCHE NEL SETTORE ASSICURATIVO LA LEGALITÀ NON È UN OPTIONAL!!

Francesco Barbieri – Direttore Attualità Uea

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