La Voce degli Intermediari: l’Agente di assicurazioni è uomo o donna?

Paola Salsi Imc

Paola Salsi Imc

Per la nostra rubrica La Voce degli Intermediari, incontriamo Paola Salsi (nella foto), Agente UnipolSai dal 2004 a Bassano del Grappa in provincia di Vicenza, con la quale affrontiamo, attraverso la sua diretta testimonianza, l’argomento, spesso spinoso, della presenza femminile in un mondo prettamente “maschile”, ragionando però anche sull’ingresso di Poste Italiane nel mondo della Rc Auto e di professionalità, occasione utile per sentire il parere “dell’altra metà del cielo”, sempre troppo poco ascoltata.

Dott.ssa Salsi, l’Agente di assicurazioni è uomo o donna?

Decisamente uomo. Le racconto un episodio accadutomi alcuni anni fa. Mi trovavo in Marocco per una premiazione agenti, eravamo un centinaio di colleghi provenienti da tutta Italia accompagnati dal management della compagnia. Come spesso accade in questi casi, l’invito era rivolto all’agente premiato e ad un accompagnatore. Durante la manifestazione, la compagnia organizzò una riunione alla quale furono invitati solo gli Agenti. Arrivata all’entrata della sala riunione, in compagnia di colleghi, venni fermata dall’hostess preposta agli accessi che, con atteggiamento autoritario, mi comunicò che la riunione era riservata ai soli Agenti. Non nego una certa soddisfazione nel rispondere che anche io ero un Agente quindi titolata a partecipare alla riunione. L’hostess, in quel contesto, mi aveva etichettata come ‘moglie al seguito di…’.

Tale equivoco è frequente nella nostra professione. Essere donne e Agenti di assicurazioni, presenta le difficoltà comuni a tante altre professioni nelle quali la presenza femminile è decisamente inferiore rispetto a quella maschile. Attualmente la percentuale delle donne Agenti in UnipolSai ex-divisione SAI è pari al 14,7% della totalità degli Agenti, una percentuale non particolarmente elevata se si pensa che in Italia le donne alla guida di un’azienda sono il 21,8%. A noi Agenti donne spetta il compito di utilizzare la nostra sensibilità e la nostra naturale peculiarità per essere vincenti ed alternative di fronte alle sfide del mercato, sfatando luoghi comuni che spesso ci vedono coinvolte.

Una bella sfida, dunque. Per restare nel tema sfide, come si pone rispetto all’entrata nel settore Rc Auto di canali alternativi?

Questa è sicuramente un argomento interessante. La nostra categoria professionale è stata chiamata durante questo ultimo decennio a cambiamenti importanti. Cambiamenti che hanno minato le certezze di alcuni di noi e contemporaneamente hanno fatto si che ci fosse un’evoluzione stimolante. Ora, dopo la bancassicurazione siamo chiamati a far fronte anche ad un nuovo player, Poste Italiane, che potrebbe mettere a rischio l’economia ed i bilanci delle nostre agenzie. Il settore auto nella media delle nostre aziende, ancora oggi, ha un’incidenza importante in termine di raccolta premi e di provvigioni.

L’ingresso di Poste Italiane in primis come canale alternativo nella distribuzione della Rc Auto, pone in maniera forte e urgente la necessità di diversificazione e professionalità. In realtà sono anni che sentiamo parlare di diversificazione dell’attività e di perdita di redditività delle agenzie, ma è proprio per questo che ritengo sia sempre più urgente incentivare dei network tra colleghi in grado di dar vita a laboratori imprenditoriali utili ad individuare forme di redditività diverse, allo scopo di recuperare marginalità, studiare modelli organizzativi e societari innovativi che permettano ad agenzie di diverse dimensioni, il recupero di redditività e di autonomia, creando partnership con università e varie istituzioni di ricerca.

Si parla spesso anche di professionalità come di un’esigenza crescente. Cosa significa, per Lei, professionalità?

Credo che il tema professionalità vada trattato su più livelli. Il primo livello passa attraverso la conoscenza e la formazione, che dovrebbe essere continuativa, efficace e di qualità. Alcune compagnie investono molte risorse nella formazione, consapevoli della necessità di crescita della propria rete di vendita, utilizzando società di formazione esterne di comprovata capacità. Altre compagnie sono un po’ latitanti su questo fronte, utilizzando personale interno talvolta poco preparato e poco motivato.

Personalmente credo che ogni singolo Agente debba necessariamente investire su se stesso e sulla propria rete di vendita, anche scontandosi dalla formazione istituzionale e decidendo autonomamente le aree sulle quali focalizzarsi maggiormente. Solo così potremo avere standard elevati di professionalità e competenza che il mercato e i clienti esigono. Il secondo livello è quello della professionalità percepita dal cliente. Possiamo essere competenti e professionali quanto vogliamo, ma se non siamo in grado di veicolare tali peculiarità, rimane potenzialità inespressa e improduttiva, prestando il fianco alla tanto temuta disintermediazione.

Intermedia Channel

Related posts

*

Top