LA VOCE DEGLI INTERMEDIARI: LETTERA APERTA A DEMOZZI E CONGIU

Voce degli Intermediari Imc

Inauguriamo la rubrica “La Voce degli Intermediari“, pubblicando la lettera aperta che Aleardo Paoloni, titolare dell’Agenzia Generale Cattolica Assicurazioni di Roma Piazza delle Starne, ha inviato a Claudio Demozzi, presidente SNA e Massimo Congiu, presidente UNAPASS:

“A Claudio e Massimo

Carissimi colleghi,

ce ne ho messo di tempo per rispondere a quello che si continua a leggere tra le “news”, ma, come si suol dire, non è mai troppo tardi. La notizia di oggi e conferma dei Vostri intenti tesi all’unificazione delle nostre forze è senz’altro positiva.

Non è mai troppo tardi provare a spiegare a TUTTI i nostri colleghi che la nostra unica speranza di sopravvivenza è l’unione;

Non è mai troppo tardi far capire che di un solo mandato o singola opportunità “si muore”;

Non è mai troppo tardi provare a far “rinsavire” chi vorrebbe spaccare ancor di più le nostre (già deboli) forze, al solo scopo di avere una poltrona “comoda”;

Non è mai troppo tardi essere presenti nel territorio ricercando con maggior impeto un contatto con quei “colleghi” che soffrono dell’attuale contingenza e non trovano sbocchi dignitosi, istradandoli sui loro doveri ma ancor più sui loro diritti.

Diritti che il più delle volte vengono evasi, con sottigliezze ed accordi (integrativi e non), o mille altre forme che ci hanno portato ad avere uno status quo veramente deludente. E personalmente, non fa male vedere un collega in sofferenza per una remunerazione inferiore, ma la sfrontatezza con la quale vengono perpetrate azioni, spacciandole per “favori” nei nostri confronti.

Le Compagnie, non devono essere considerate controparti, (finchè non ledono i nostri diritti), ma un partner con cui condividere strategie e pianificare anche per noi (e non solo per loro) un utile ed una crescita a due cifre;

Analizziamo la nostra storia e il nostro status attuale. Apriamo gli occhi, la nostra unica risorsa è il cliente, la nostra professionalità e competenza. Ogni anno perdiamo colleghi, veniamo surclassati da enti, (leggasi poste, banche), che propinano prodotti senza alcuna preparazione tecnica o deontologica. Prodotti unici, senza possibilità di scelta, senza badare alla congruità o adeguatezza, facendo numeri approfittando della poca capacità e ignoranza della materia, di alcune tipologie di clienti.

D’altra parte, come si può combattere contro chi ha a disposizione ogni possibile mezzo di comunicazione (radio, tv, giornali) , attrezzature, macchinari, carta, toner, etc a costo 0 (zero) a differenza di noi che dobbiamo investire ogni nostra più piccola nostra risorsa ( perché siamo considerati “imprenditori”), anche solo per stampare la polizza di Compagnia?

Tanti oneri e pochi onori… ma, andiamo avanti (finchè possiamo) perché “amiamo il nostro lavoro” !!!

E personalmente, amando anche valori rari da trovare quali schiettezza, lealtà, onestà e la sobrietà dei nostri attuali rappresentanti (cioè Voi) , spero che si possa proseguire un discorso di unificazione, mettendo al primo posto, la figura dell’Agente, anche nei confronti delle imprese.

E’ squallido e desolante riscontrare azioni tese a delegittimare l’attuale Esecutivo Sna, che tenta, ed ha sempre tentato, difendere tutti i nostri colleghi seppur non iscritti.

Per tutti coloro che “bramano” la poltrona , che fino a ieri si ergevano a nostri paladini, rivendicando azioni e movimenti vari, e, che oggi vorrebbero dividerci ancor di più, spero capiscano che noi Agenti cerchiamo rappresentanti “puliti” decisi a portar avanti azioni, da valutare con serenità, nei confronti di chiunque tenti di ostacolare la nostra dignità!

E non mi si venga a dire che lo SNA , ed in particolare Demozzi, vorrebbe il solo plurimandato. Chi lo conosce sa che non è così, anche se sarebbe il massimo delle aspirazioni di tutti noi.

Vorrei sapere quanti colleghi fedeli al monomandato ed alla propria Compagnia, non hanno impiegate, sub-agenti, collaboratori, non iscritti in sezione E.

E pur tra mille difficoltà, si cerca di ottenere quanto più possibile. Noi desideriamo, come sempre, avere una giusta collocazione ed una giusta ricompensa per la nostra professionalità a difesa del cittadino.

Le Compagnie??? Nostri partners !!!

Sta a loro decidere quale tariffa o sconti applicare, noi chiediamo soltanto di poter erogare al cliente una prestazione/polizza, seppur redatta da un collega, che possa soddisfare tutti gli attori presenti sul palcoscenico,Compagnie, Intermediari Clienti, senza dover incorrere in sanzioni per rispetto del libero mercato.

Per la nostra sopravvivenza è chiedere troppo? Buon lavoro!

Aleardo Paoloni”

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3 Comments

  1. Angelo said:

    Qualcuno è seriamente convinto che gli interessi della categoria siano quelli di dividere gli agenti pluri dai mono o viceversa?
    Questo è lo scostamento più clamoroso: non sapere cosa vogliono gli agenti!.
    Puntare sul plurimandato per allinearsi alle reti distributive presenti nei mercati europei e anglosassoni significa bruciare quel capitale sociale che è la vera forza del nostro settore. Vuol dire non sapere che gli intermediari italiani caratterizzano una realtà completamente diversa rispetto ai mercati trasnazionali.
    Il valore delle relazioni interpersonali, che assume un carattere strategico nel rapporto con il cliente, è un elemento inimitabile, unico, non riproducibile in quanto è un tutt’uno con il contesto sociale del nostro bel paese.
    Questo è il nostro plusvalore.
    Il valore del capitale sociale è il nostro vantaggio competitivo.

    La tanto invidiata eccellenza italiana ci distingue, infatti, rispetto ai contesti socio-economici degli altri paesi, anche nel settore assicurativo.
    C’è qualcuno disposto a difendere responsabilmente la nostra professione per il valore economico e sociale che produce?
    Quando succederà, diminuirà la distanza tra gli Agenti e i propri rappresentanti!

  2. Filippo said:

    Vista la strategie delle Imprese, appare evidente che dovremo affrontare una lunga stagione di revoche, scorpori unioni tra agenzie, insomma un forte ridimensionamento della presenza degli intermediari nel mercato della distribuzione.
    Alla luce di queste non belle novità, ritengo che siano venuti meno anche una serie d’impedimenti che non permettevano un avvio di discussione tra le due rappresentanze degli Intermediari assicurativi italiani Sna e Unapass. Dovrebbe risultare più semplice, oggi procedere lungo la strada dell’avvicinamento, senza disperdere storia e identità, amalgamandosi nella realtà sindacale più nota e conosciuta, dando l’adeguato spazio e visibilità all’organizzazione che si “sacrifica” in un progetto di unificazione tra organizzazioni che hanno a cuore il bene e l’evoluzione della categoria.
    Penso che con questo spirito si possa proseguire un cammino, troppe volte interrotto di confronto, lasciandoaperte tutte le possibilità e scrivendo insieme le regole, dando il necessario spazio ai tutti i colleghi, senza distinzione, per una stagione più partecipata dell’evoluzione della categoria.
    Si potrebbero avviare laboratori di confronto, non solo sullo Statuto della nuova realtà di rappresentanza, ma anche su modelli organizzativi agenziali nuovi, consortili più dinamici e rispondenti alle dinamiche distributive, soddisfacendo in modo totale le esigenze del cliente questo sia dal punto di vista della distribuzione professionale che nel rispetto delle norme vigenti in particoare Codice delle Assicuazione nella parte dell’adeguatezza dei prodotti offerti. Aprire il confronto su un accordo nazionale agente superato oramai da tempo e sul contratto collettivo dei dipendenti, anche qui superando automatismi, e rigidità. L’unità sindacale e organizzativa non potranno che portare beneficio al nostro mercato. Ben venga la contaminazione tra più idee, non fa male il confronto e il dialogo, fa male il pregiudizio e le posizioni per partito preso.

  3. tiziana said:

    Sinceri complimenti al collega che con garbo ha trasmesso il pensiero di molte persone di “buon senso” che anziché ambire a una carica ambiscono a poter continuare a lavorare con professionalità, correttezza salvaguardando il primario patrimonio che abbiamo, i nostri clienti, i veri protagonisti del mercato che orienteranno immancabilmente le nostre scelte future.Anziché disperdere energie in divisioni sterili e autolesionistiche stringiamoci con solidarietà a un obiettivo comune, la dignitosa sopravvivenza della nostra categoria così duramente attaccata dai forti poteri economici.
    Che si abbia rispetto almeno della nostra intelligenza, siamo tutti consapevoli cosa c’è dietro queste subdole manovre!

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