LA VOCE DEGLI INTERMEDIARI: MALASANITA’, RICERCARE SOLUZIONI CONDIVISE

Voce degli Intermediari Imc

A seguito di una gradita segnalazione, riceviamo e volentieri pubblichiamo la riflessione di Gianfranco Pascazio, broker milanese, sui costi sociali ed economici della malasanità a livello regionale e nazionale (l’autore si inserisce in un dibattito su proposte di interventi da sottoporre all’attenzione dei prossimi governanti), con tutte le conseguenze relative per il settore assicurativo e per le future politiche a livello locale e nazionale:

L’annuncio dello sciopero dei medici ospedalieri specializzati in ostetricia e ginecologia è solo l’ultima prova del fatto che in Italia il problema della malpractice medica viene affrontato in ritardo e male.

Nei principali stati europei, dalla Gran Bretagna al Belgio, passando per Germania, Francia, Spagna, Svezia,  il sistema pubblico negli ultimi anni ha affrontato il tema intervenendo con la creazione di tutele per i cittadini che in qualche modo creano un sistema che non lascia alla sola “mano del mercato” assicurativo il compito di trovare soluzioni all’aumento dei casi di malpractice denunciati.

Il costo della negligenza oggi in Italia ricade sulle ASL, sui medici e sui cittadini, mentre le compagnie assicurative hanno progressivamente abbandonato il settore, salvo presidiare posizioni collettive o individuali a caro prezzo, e senza un sistema integrato che definisca il perimetro  delle rispettive competenze ed aree di azione.

Le cifre della c. d. malasanità sono diverse, ma comunque impressionanti, mentre le perdite denunciate dalle compagnie, in assenza di un sistema complessivo ed omogeneo di rilevazione del fenomeno,  rendono difficile il calcolo del fair value dei contratti di questo settore.

Mentre si fanno strada progetti di assicurazione pubblica per questo rischio, solo un approccio basato sulla valutazione del rischio che parta dalla definizione di una base dati comune e condivisa, e porti ad un modello di tariffa fondato su di un approccio integrato e coordinato fra i vari attori del sistema, potrà permettere di cominciare ad affrontare davvero la questione.

Lo sciopero dei medici ginecologi ed ostetrici arriva nel pieno di una campagna elettorale che a livello nazionale sembra ignorare temi concreti come questo, a vantaggio di polemiche di schieramento sterili e ripetitive. Ma anche nel pieno di una campagna elettorale nelle due regioni, Lazio e Lombardia,  che da sole rappresentano il 26% della spesa sanitaria nazionale (fonte Ministero Salute – allegato).

Ci sono tutte le motivazioni perché questo tema venga affrontato in modo consapevole nel corso della campagna elettorale regionale, cominciando col dare un seguito alla protesta dei medici, con un dialogo che coinvolga gli uomini politici, gli assicuratori, i dirigenti sanitari pubblici, più pronti a condividere il progetto di concreta riforma del sistema“.

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