LA VOCE DEGLI INTERMEDIARI: SE L’AUSILIARIO SI FA … “SINISTRO”

Riceviamo da parte di un nostro lettore la segnalazione di un contributo di Anna Fasoli (socio UEA) a proposito della controversa norma in via di approvazione che potrebbe portare alla “privatizzazione” dei rilievi in caso di sinistri senza feriti gravi. Giudicandolo utile a completare la discussione già in atto, lo rilanciamo anche su Intermedia Channel

Voce degli Intermediari ImcSe l’ausiliario si fa… “sinistro”, di Anna Fasoli

E’ a un passo dall’approvazione la norma che vuole inserire tra le vie cittadine una nuova figura di ausiliario, con poteri specifici, tra cui anche quello di intervenire nei rilievi in caso di incidenti stradali. Insomma, ai “cugini” (già non molto amati) che con pettorina di identificazione si aggirano lasciando multe sui cruscotti, ora dovrebbero aggiungersi questi nuovi soggetti, privati, cui verrebbero demandati compiti finora attribuiti alle forze dell’ordine, come l’itervento in caso di sinistro stradale. La chiamata insomma andrebbe fatta a loro. E… a pagamento. A carico dei richiedenti, si intende.

E qui si svela, dunque, uno dei motivi sostanziali dello stratagemma proposto: risparmiare. Infatti, la norma che contempla questa figura specifica (gli ausiliari sono una figura professionale comparsa per la prima volta nell’articolo 17, commi 132 e 133, della legge n. 127 del 15 maggio 1997, la c.d. Bassanini-bis) compare all’articolo 6 del disegno di legge sulla razionalizzazione della spesa pubblica. Come a dire, una volta ancora: se non ci sono soldi, si provveda a privatizzare. Ma quali garanzie può dare la privatizzazione di un servizio di questo tipo? Quali garanzie di trasparenza, di neutralità, anche di giustizia?

Certo, è vero che per conseguire la qualifica di ausiliario del traffico bisogna essere maggiorenni e ottenere un’abilitazione, ma basteranno sei mesi di corso e un certificato rilasciato dal Viminale a “infondere” al privato cittadino l’abilità, la calma, la lungimiranza e l’obiettività che già spesso, da sole, non sono sufficienti a sbrogliare questa matassa complessa rappresentata da un sinistro automobilistico?

Senza scomodare i grandi filosofi, si sa che l’oggettività ha qualche falla, soprattutto in Italia. E se di mezzo entrano troppi soggetti poi il quadro, anziché semplificarsi, si inasprisce.

Insomma, per risparmiare sulla spesa pubblica si rischia di aggravare quella dei contenziosi giudiziali, certo, ma anche le procedure assicurative.

Anna Fasoli

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Intermedia Channel

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One Comment;

  1. antonio m.feroleto (@feroleto55) said:

    Inserire i “periti assicurativi” nel DDL privatizzazioni:giovani periti assicurativi abilitati,con diploma tecnico e/o laureati,che NON LAVORANO,esclusi dal circuito della Imprese di assicurazioni, tali come periti fiduciari,neanche iscritti negli Albi dei Tribunali come consulenti tecnici,insomma….sarebbe una buona IDEA inserire la figura del PERITO ASSICURATIVO tra gli ausiliari del traffico per i rilievi degli incidenti stradali.
    L’AICIS di Milano si BATTE al Governo per questa nuova Riforma inserendo la FIGURA PROFESSIONALE del “perito assicurativo”

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