L’ADDIO DI CARLA BARIN AL “CORAGGIO DI CAMBIARE”

In una lunga lettera pubblicata sull’ultimo numero de L’agente di assicurazione, la cosiddetta “pasionaria” spiega le ragioni che l’hanno spinta ad abbandonare il movimento. 

Nel 2009, a poche settimane dall’elezione di Giovanni Metti a presidente dello Sna, ha fondato insieme con Vincenzo Cirasola (presidente del gruppo agenti Generali) il Coraggio di cambiare, movimento di opinione all’interno del sindacato. In una lettera (della quale riportiamo solo uno stralcio) riportata dall’ultimo numero de L’agente di assicurazione, la rivista periodica dello Sna, Carla Maria Barin (nella foto) ha comunicato la sua fuoriuscita dal movimento.

«Al Coraggio di cambiare ho tentato di trasmettere entusiasmo ed energie, con il sogno, forse mal celato, di riuscire a dare un taglio diverso alla gestione del nostro Sna: strategie più moderne, più al passo con i tempi. Ne sono stata sinceramente convinta», scrive l’agente nata a Milano 73 anni fa.

«L’obiettivo era quello di poter dare supporto e collaborazione a chi ha presieduto sino al 2011. Così non è stato. Nel frattempo, le strategie del movimento si sono modificate, sino ad arrivare agli accadimenti di metà febbraio scorso. Per la mia parte di responsabilità, soprattutto per quanto riguarda errori di valutazione, ammetto onestamente di non esserci riuscita. Esco dal movimento con grande tristezza, ma con la intima consapevolezza di non partecipare a progetti a me assolutamente estranei. Vorrei continuare a sperare in un futuro migliore dello Sna e per tutta la categoria. Alle mie decisioni vanno aggiunti problemi familiari serissimi e personali, che non intendo sottovalutare».

Redazione Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Diogene said:

    Grazie Carla!
    Con il tuo gesto consentirai, forse, al Coraggio di Cambiare di cambiare davvero.
    Forse, ora, Cirasola & C. potranno provare ad accreditarsi come un movimento rappresentativo di interessi chiari, con uno sguardo al futuro e meno vincoli col passato.
    Meno tentazioni demagogiche e derive populiste di ghironiana memoria.
    Il Sindacato che serve è quello che elabora strategie proiettate ad un futuro di business, non a scimmiottare riti di derivazione politicante.
    Gli agenti hanno bisogno di riaccreditare la propria professionalità, trovando punti di equilibrio tra interessi comuni tra consumatori e imprese, in mezzo ai quali svolgere una funzione sociale non disgiunta dalla creazione di valore economico.
    Forza Cirasola, forza Demozzi, forza Congiu, ce la possiamo fare! C’e’ spazio per tutti, mono e pluri, grandi e piccoli a nord e a sud. Grazie Carla per tutto ciò che continuerai a fare!

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