LAI (WILLIS ITALIA): FLEXIBLE BENEFITS, INTEGRAZIONE IDEALE AI NUOVI MODELLI DI WELFARE AZIENDALE

Con l’intervista a Cesare Lai (nella foto), Head of Employee Benefits di Willis Italia, iniziamo la pubblicazione di una serie di approfondimenti con alcuni dei protagonisti della quarta edizione dell’Italy Protection Forum, svoltosi lo scorso 2 aprile e Milano. Con il dott. Lai cerchiamo di comprendere meglio quali processi risiedano nella pianificazione e creazione di un piano sanitario aziendale e andiamo alla scoperta del Flexible Benefits, integrazione sempre più apprezzata dei nuovi modelli di welfare aziendale

Cesare Lai ImcDott. Lai, quali tematiche si devono affrontare e come per costruire un piano sanitario all’interno di un’azienda?

Non esiste il migliore piano sanitario in assoluto. E’ fondamentale analizzare in maniera corretta e attenta la realtà del cliente, il settore di riferimento, gli eventuali fondi di categoria presenti (FASI, FASDAC, FONDO EST, QUAS, METASALUTE e altro), il suo posizionamento in materia di Total Compensation verso il mercato ed i concorrenti specifici. In aggiunta, in ogni realtà ci troviamo in presenza di più interlocutori da soddisfare.

Le rappresentanze sindacali hanno il compito di farsi garanti di diritti acquisiti (attuale piano sanitario) e di chiederne miglioramenti in termini di prestazioni per la collettività.

I Direttori del Personale necessitano di mantenere “attraente” il piano sanitario poiché lo stesso può rappresentare un elemento fondamentale importanza per il modello di Total Reward.

I Direttori Finanziari e/o Ufficio acquisti necessitano invece di una corretta rappresentazione economica di breve e medio termine per poter pianificare tale costo nel conto economico dell’azienda quanto meno nel medio periodo onde evitare forti scostamenti economici su base annuale.

Conseguentemente è fondamentale capire quali siano le reali necessità del cliente e definire le priorità dei differenti obiettivi introducendo tutti gli strumenti (costruzione del prodotto e piano di comunicazione in azienda) per il conseguimento degli stessi.

Cosa sono e come nascono i “Flexible Benefits”?

I Flexible Benefits sono modelli di Compensation & Benefits molto noti e diffusi all’estero: Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Paesi dell’Est Europa, Cina. In ogni Paese questi strumenti assumono caratteristiche differenti in base alla normativa locale ed agli eventuali vantaggi fiscali / contributivi previsti.

Lo studio dei modelli stranieri e l’adattamento alla normativa italiana (Willis Italia ha interpellato in tal senso l’Agenzia delle Entrate con uno specifico quesito) hanno contribuito in maniera significativa allo sviluppo dei Flexible Benefits nel nostro Paese.

Nello specifico questi piani prevedono che l’azienda offra, ad una o più categorie di lavoratori dipendenti, un budget che ogni singolo dipendente può destinare alla composizione del proprio pacchetto benefit scegliendo all’interno di un ampio menù di servizi: assistenza sanitaria, contributi al fondo pensione, mobilità, palestre, terme, viaggi, corsi non professionali, spese per istruzione ed educazione, badanti, baby sitters.

Come si sta sviluppando il mercato dei flexible benefits in Italia?

Questi sistemi di Total Rewards sono relativamente nuovi in Italia e negli ultimi tre anni hanno mostrato sempre maggiore diffusione; ciò anche in seguito ai chiarimenti interpretativi della norma vigente che hanno confermato la piena applicabilità di agevolazioni fiscali e contributive se il piano flex rispetta determinati parametri.

Il momento di crisi economica del nostro Paese e gli obiettivi delle aziende di ottimizzare le risorse economiche messe a disposizione dalle stesse per i propri dipendenti, hanno agevolato la discussione della tematica e l’avvio di numerosi progetti. Dalle survey aziendali condotte fino alla fine 2013 sulle popolazioni destinatarie di questi piani, è di significativa rilevanza il risultato relativo al livello di gradimento del piano flex che mostra livelli di soddisfazione superiori al 90%.

Willis ha vinto l’Italy Protection Awards quale Miglior intermediario per il collocamento dei Fondi Sanitari per essersi affermato per competenza e affidabilità. Quali sono state le strategie applicate per raggiungere tale successo di critica e di pubblico?

Innanzitutto ringrazio la qualificata giuria che ci ha voluto premiare con questo gradito riconoscimento. Se dovessi sintetizzare la nostra strategia in cinque concetti, sceglierei i seguenti: risorse specializzate, continua formazione, analisi dei bisogni e dei rischi, trasparenza dei costi, innovazione.

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