LANA (REALE MUTUA): «UN NUOVO ACCORDO PER GUARDARE AL FUTURO»

Luigi Lana IMC

Il direttore generale giudica positivamente la nuova intesa con il gruppo agenti e smentisce l’ipotesi di snobbare il ramo auto. E sul suo futuro dice…

ROMA – «Un punto di partenza per il futuro». Così, Luigi Lana (nelle foto), direttore generale di Reale Mutua Assicurazioni, definisce il nuovo accordo denominato Casa comune che compagnia e agenti stanno per firmare.

«Nel 2004», dice a Intermedia Channel pochi minuti dopo la conclusione del congresso del gruppo agenti, «abbiamo sottoscritto un primo accordo che andava a recuperare tutta una serie di intese siglate dalla società con gli agenti nell’arco del tempo. Un primo passo, allo scopo di creare la base per arrivare al 2012. Nel frattempo, nel 2007 abbiamo firmato anche l’accordo legato alla conseguenti normative che fanno riferimento alla legge Bersani. Il 2012 è un momento di verifica non solo degli accordi in essere, ma anche dell’intero mercato assicurativo. Ciò ha imposto il miglioramento di quelli che erano i regolamenti in quanto non più adatti al mercato. Mi riferisco, per esempio, al plurimandato, a tutta una serie di attività in termini di formazione e alla successione all’interno delle agenzie, aspetto quest’ultimo che abbiamo regolamentato meglio».

Domanda. Con quale obbiettivo nasce Casa Comune?

Risposta. Quello a cui noi vogliamo arrivare è definire al meglio l’attività e la relazione ordinaria tra agenzia e azienda. Non solo. L’obiettivo è capire, insieme agli agenti, quale è il futuro ideale della vita di un’agenzia nel territorio. La compagnia intende investire sulla rete agenziale. È pronta a mettere a disposizione delle risorse economiche allo scopo di sviluppare progetti ben precisi, che possano servire per esempio ad avviare nuovi business. È chiaro che contestualmente ci aspettiamo un ritorno.

D. Quale è il punto più saliente dell’accordo? Forse l’esclusiva di marchio?

R. Sì, anche se non è più legata, come avveniva in passato, al vincolo estremamente rigido e stretto dal punto di vista territoriale. Questo perché l’azienda ha oggi una maggiore libertà di inserire nuove forze sul territorio, senza ledere, però, i diritti degli stessi agenti.

D. Come si inquadra l’accordo con i Lloyd’s?

R. Fa parte di tutte quelle iniziative che ha avviato la compagnia per aiutare le agenzie a sviluppare meglio il plurimandato e contestualmente ad ampliare i servizi che l’intermediario può offrire a quei clienti che chiedono coperture di determinati rischi. Era un handicap nella relazione con il cliente: oggi gli agenti troveranno sfogo attraverso questa via.

D. Ci saranno in futuro altri accordi di questo tipo?

R. Direi proprio di sì, perché va nell’interesse del cliente socio, dell’agente e della compagnia stessa.

D. Nella mozione, gli agenti chiedono «competitività nella tariffa Rc auto, non in linea con quella dei principali concorrenti, con agenzie costantemente ostaggio di flessibilità commerciali distribuite secondo logiche poco chiare e talvolta strumentali». Qualcuno ha anche parlato di intenzione di dismettere questo ramo da parte della compagnia…

R. Non è assolutamente vero per il semplice fatto che Reale Mutua, contrariamente ad altre società, non si è in alcun modo ritirata dal mercato. Non lo ha fatto nemmeno con Italiana Assicurazioni, che ha avuto dei problemi in termini di redditività. Siamo sempre presenti su tutto il territorio nazionale. L’insieme degli assicurati è cresciuto di numero per cui non si può dire che stiamo abbandonando l’auto. Che il ramo auto possa divenire in futuro un problema in termini di concorrenza questo sì, soprattutto per la presenza di nuovi attori.

D. Che messaggio si sente di dare a chi presiederà il gruppo agenti Reale Mutua?

R. Un augurio di saper leggere il futuro non come un chiromante, ma come uno scienziato che si occupa di nuove tecnologie. Ci può stare un dialogo e un confronto anche acceso su temi per i quali  non si ha da subito la stessa opinione, ma con l’obiettivo per Reale Mutua di mantenere alto il suo profilo nel tempo in termini di solidità e servizio alla clientela e di avere agenzie qualitativamente e professionalmente elevate.

D. Gli ultimi risultati, mi riferisco all’esercizio 2011, vi hanno dato ragione…

R. Hanno dato ragione anche ai nostri agenti perché hanno avuto dei premi di partecipazione ai risultati tecnici della compagnia.

D. Continuerà a ricoprire questa carica? Voci e indiscrezioni la danno in partenza per la Spagna…

R. Visto che sono anche amministratore delegato delle società spagnole del gruppo Reale Mutua, l’ideale sarebbe costituire una struttura di governance diversa dall’attuale per ridurre il carico di lavoro che ho. Guardi, io non ricerco il potere, ma il miglior servizio del gruppo. Sono un uomo come tanti altri, non sono superman. Magari si potrebbe pensare a qualcosa di diverso….ma al momento non c’è niente di vero.

D. Dunque, voci infondate?

R. Io devo guardare il futuro del gruppo, che non si può adagiare su di me. Abbiamo dato dimostrazione, anche in questo congresso, che nell’ambito della compagnia ci sono manager molto validi. Reale Mutua è un insieme di persone, non una persona sola.

Dall’inviato Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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