L’ANIA RIBADISCE LA NECESSITA’ DI UN NUOVO MODELLO DI WELFARE

«Lo Stato non è in grado di assicurare protezione da tutti i rischi», dice il presidente Aldo Minucci. «Per questo bisogna puntare sulla cooperazione fra sistema pubblico e privato».

«Non è pensabile che l’Italia, chiamata nei prossimi anni a ridurre significativamente il suo debito, possa aumentare l’incidenza della spesa sociale, che pure rappresenta nel nostro Paese circa il 30% del Pil, un valore in linea con la media europea. Ma osserviamo che è in forte aumento la domanda di risorse per finanziare la sanità, l’assistenza, il sostegno alle famiglie, la disoccupazione». L’appello lanciato da Aldo Minucci (nella foto), presidente dell’Ania, è chiaro: «Risulta evidente che il vecchio modello di welfare, fondato in larga parte sull’intervento pubblico, è ormai insostenibile. Come assicuratori abbiamo da tempo affermato la necessità di un nuovo sistema di welfare, basato sulla cooperazione fra pubblico e privato. L’attuazione di questo modello richiede la compartecipazione e la responsabilizzazione delle singole persone, delle imprese e delle forze sociali».

Per Minucci è «compito della classe dirigente far capire che lo Stato non è in grado di proteggere tutti da tutti i rischi. Lo Stato ha il dovere di fissare regole chiare ed eque, per rendere più efficace e giusto il sistema. Ha l’obbligo di offrire la copertura di base, proteggendo comunque le fasce deboli, e di incentivare le scelte responsabili dei cittadini». E in questo contesto il settore assicurativo svolge in tutti i paesi un ruolo importante.

Redazione – Intermedia Channel

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