L’assicurazione che verrà

Assicurazioni - Investimenti - Professionisti - Venture Capital (2) Imc

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(di Carlo Lo Re – MF Sicilia)

A Catania un convegno nazionale sul decreto Concorrenza. Ania, compagnie, Ivass, agenti e consumatori si sono confrontati sulle prospettive di un settore dalle enormi potenzialità

Un focus ieri a Catania con i vertici nazionali Ivass, Ania, Sna e compagnie assicurative varie sul tanto atteso decreto Concorrenza, approvato l’anno scorso dal Consiglio dei ministri, passato alla Camera lo scorso ottobre e ora in discussione al Senato. Un decreto che introduce un pacchetto di misure per la comparabilità delle offerte sulla Rc Auto con l’obbligo da parte delle assicurazioni di praticare sconti se il cliente accetta alcune clausole, come l’installazione della scatola nera o il controllo preventivo dei veicoli e affronta temi «caldi» come l’accertamento strumentale dei colpi di frusta e le tabelle sul danno biologico.

Un convegno nazionale sul tema «Assicurazioni Rca e tutela dei consumatori a proposito del decreto concorrenza», organizzato dalla sezione provinciale Sna di Catania, ossia il Sindacato nazionale degli agenti di assicurazione, in collaborazione con la Fondazione Nuovo Mezzogiorno e l’Università di Catania e che ha visto la presenza, tra gli altri, del promotore del ddl Tariffa Italia, il deputato Leonardo Impegno. «Non è stato semplice fare approvare il provvedimento alla Camera e speriamo la settimana prossima possa essere votato anche al Senato», ha dichiarato Impegno, «tutto ciò che si risparmierà dando poteri agli organi investigativi e migliorando il sistema giustizia per quanto riguarda le frodi e scovando i truffatori dovrà servire a fare risparmiare i cittadini per bene. Vogliamo poi eliminare la disparità di trattamento tra cittadini di serie A e di serie B, ovvero del nord e del sud».

È bene dire come le norme introdotte dal disegno di legge siano riuscite nell’impresa di scontentare tutti, dalle società di assicurazioni (secondo le quali le modifiche approvate non contrastano davvero le frodi assicurative, né possono contribuire a una reale riduzione delle tariffe, altissime in Italia e ancora più alte al Sud) alle associazioni di categoria e dei consumatori, che attraverso il Codacons, ma non solo, hanno espresso gravi dubbi sui costi di installazione e manutenzione della cosiddetta «scatola nera». Nel dettaglio, questa consisterebbe nell’installazione sulle auto di un sistema atto a impedire l’avvio dell’automobile in caso di tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti da parte del guidatore. Le ispezioni dei veicoli dovrebbero essere a carico delle compagnie e darebbero (secondo Palazzo Chigi) significativi sconti sulle tariffe Rc Auto, il cui ammontare verrà stabilito dall’Ivass.

Dopo i saluti del rettore Giacomo Pignataro, i lavori sono stati aperti da Salvatore Lisi, segretario provinciale Sna. «Sono molto soddisfatto della massiccia presenza oggi qui a Catania dei principali interlocutori a livello nazionale di Ivass, Ania, Sna e compagnie assicurative», ha esordito Lisi, l’organizzatore dell’ iniziativa, «il decreto interessa moltissimo i consumatori, per i quali è da considerarsi certamente una vittoria, mentre le compagnie lo mal digeriscono. Io penso che si tratti semplicemente di una grande opportunità, perché premia i clienti virtuosi e ritengo altresì che per il Sud sarebbe una grande conquista, perché indurrebbe le compagnie a contenere al Sud il prezzo della Rc Auto».

«Le compagnie non hanno fino in fondo capito che possono recuperare tante persone che non si assicurano più e rendere il sistema assicurativo più giusto», ha aggiunto Lisi, «e in ogni caso, poiché l’assicurazione è obbligatoria per legge, sarà il Parlamento ad avere l’ ultima parola».

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