L’attività saltuaria dell’agente assicurativo dribbla i parametri sui ricavi

Agenti mediatori Imc

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(di Ferruccio Bogetti e Gianni Rota – Quotidiano del Fisco)

In presenza di prove di «anormalità» la rettifica è illegittima

Se adeguatamente provata, l’anormalità dell’attività esercitata dall’agente assicurativo rende illegittimo l’accertamento basato sui parametri. Così afferma la Ctr Lombardia 3735/1/15 (presidente Pizzo, relatore Aondio), sottolineando i tre punti:

  • i ricavi effettivamente conseguiti possono emergere dalla lettera di nomina della compagnia;
  • le provvigioni maturate sono sempre da ritenersi integralmente fatturate in presenza di una compagnia di assicurazioni che osserva comportamenti regolari in tema di fatturazione;
  • il reddito prodotto è congruo se l’attività viene svolta dal contribuente per integrare gli altri redditi, altrimenti insufficienti a coprire i fabbisogni della propria famiglia.

A un pensionato, che svolgeva attività di “sub-agente” per un’importante compagnia di assicurazioni, l’ufficio ridetermina maggiori ricavi per l’anno d’imposta 1998 e accerta una maggior Irpef e Irap.

Secondo l’ufficio l’applicazione dei parametri – utilizzati per gli accertamenti prima dell’entrata in vigore degli studi di settore – è legittima laddove, come nel caso esaminato, a fronte di una presunzione legale circa i ricavi conseguiti, il contribuente non riesca a fornire una prova contraria.

Il contribuente si oppone davanti alla Ctp, ribadendo di avere assolto l’onere probatorio a suo carico: a suo dire, la pretesa invocata dall’ufficio è erronea in quanto elaborata in base a elementi non corrispondenti alla realtà.

Il giudice di primo grado accoglie solo parzialmente il ricorso riducendo la pretesa e le relative sanzioni. Il contribuente propone appello, ma la Ctr ribalta il verdetto sancendo la piena legittimità della pretesa originaria così come formata dall’amministrazione.

Il contribuente si rivolge così in Cassazione, che rinvia la sentenza impugnata sottolieando che il giudice non ha spiegato adeguatamente le ragioni che lo hanno indotto a considerare validi i parametri utilizzati per la determinazione presuntiva del reddito e a disconoscere la loro attendibilità, nonostante gli elementi probatori contrari offerti dal contribuente circa l’episodicità e la marginalità dell’attività lavorativa svolta.

In sede di riassunzione la Ctr annulla l’avviso di accertamento, ritenendo sussistenti i caratteri di anormalità dell’attività di “sub-agente” assicurativo svolta dal contribuente, in grado di diversificarla adeguatamente rispetto ad altre in cui può, invece, legittimamente ritenersi sussistente la normalità reddituale, per questi motivi:

  • i ricavi dell’attività del contribuente sono unicamente quelli percepiti in base alla lettera di nomina della compagnia di assicurazioni, risalente peraltro all’anno d’imposta 1995;
  • le provvigioni sono state integralmente fatturate, non potendosi dubitare che un’importante compagnia di assicurazioni possa accettare compromessi in tema di fatturazione;
  • il sostentamento del contribuente deriva principalmente dal reddito di pensione e da quello da fabbricato e pertanto l’attività di “sub-agente” assicurativo viene ragionevolmente svolta per sopperire e integrare questi redditi, da soli non sufficienti a coprire i fabbisogni della sua famiglia.

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