LAZZARO E ULIVIERI SULL’ANA: «UN NUOVO MODO DI FARE SINDACATO»

I presidenti dei gruppi aziendali Axa Italia e Zurich commentano la nuova iniziativa che porterà alla nascita di un nuovo sindacato degli agenti.

Primi commenti a caldo per alcuni dei promotori del progetto di edificazione di una nuova casa comune che si chiamerà Ana, Associazione Nazionale Agenti di Assicurazione e che ha l’obiettivo di costruire un nuovo modello di associazione, un nuovo sindacato degli agenti. Intermedia Channel ha sentito Alessandro Lazzaro, presidente del gruppo agenti Axa Italia ed Enrico Ulivieri, presidente del gruppo agenti Zurich.

«Credo che il documento sia abbastanza esplicativo di quanto stia accadendo: nei momenti di straordinari cambiamenti, e questo all’evidenza lo è non solo per gli intermediari, ma per il mercato assicurativo (è di questi giorni la notizia del cambiamento che riguarderà il Regolatore del mercato stesso), è necessario che gli intermediari cerchino di costruire un modello di rappresentatività che sappia superare schemi, sigle e steccati oggettivamente superati se non obsoleti», afferma Lazzaro. «Se così non fosse, non ci troveremmo di fronte al 70% degli intermediari facenti parte della sezione a) del registro non iscritto ad alcun sindacato di categoria».

Per Ulivieri, «la triste realtà rappresentata dall’emanazione del regolamento attuativo dell’art.34 sta a confermare quanto da noi sostenuto e precisamente che un modo di far “sindacato” è definitivamente finito. L’assordante silenzio che ha accompagnato l’ennesima sconfitta subìta della nostra categoria dimostra quanto sia necessario un totale ripensamento del modo di rappresentare le necessità della nostra categoria attraverso un associazionismo più moderno, più snello, più credibile. I tanti, troppi colleghi che attualmente non si sentono rappresentati abbisognano di una nuova, accogliente casa comune, capace di unire e non incorporare, rappresentando quanto più possibile i bisogni dell’intera categoria, non solo di una parte».

     

Redazione – Intermedia Channel

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2 Comments

  1. Angelo said:

    Non posso che condividere questo percorso e mi congratulo con tutti i colleghi che hanno sentito forte la responsabilità di esporsi in prima persona, concretamente, per gli interessi di tutta la categoria.
    Attorno agli interessi comuni si può e si deve ritrovare l’unità.
    Lasciamo perdere i temi da cortile che tanto hanno diviso la categoria e creato disagio ai colleghi.
    Dedichiamo le nostre risorse a temi veramente prioritari, che stanno a cuore a tutti, che uniscono, come il rinnovo dell’ANA, la rivalsa, il rinnovo del contratto dei dipendenti, gli indirizzi programmatici riguardo agli accordi integrativi, ed altro…..
    Lavorando fianco a fianco sulla base di interessi comuni si avranno le opportunità per conoscersi, per imparare a stare insieme, per cominciare ad accettarsi e ad avere fiducia reciproca nell’ottica della cooperazione.
    FACCIAMO CRESCERE QUESTO BENEDETTO SENSO DI APPARTENENZA NELLA RICCHEZZA DELLE PROPRIE PECULIARITA’.
    Perchè essere comunità è diverso che far parte di una comunità.

  2. Cesare D'Ippolito said:

    Vorrei nei limiti del possibile dare un piccolo contributo che ritengo possa servire alla discussione in corso.
    La formazione di più sigle serve soltanto a moltiplicare gli interlocutori privilegiati ma non a risolvere i problemi della categoria.
    Per prima cosa bisognerebbe capire a quale categoria di agenti ci riferiamo perché nella nostra moltitudine di soggetti abbiamo professionisti, imprenditori e semplici para subordinati delle compagnie.
    La demagogia di Sna e Unapass ha ritenuto nel tempo di voler rappresentare chi tutti (Sna), chi una parte (Unapass), ma forse è più corretto dire che Unapass nasce per volere di un singolo gruppetto fuoriuscito dallo Sna e nel tempo tenuto in piedi per mantenere poltrone a livello politico nazionale.
    Da molto tempo ritengo che per far bene le cose bisognerebbe, se non si hanno idee innovative, copiare dei modelli che hanno dato risultati eccellenti e dico che bastava vedere l’organizzazione sindacale degli Agenti Francesi,
    Perché dico i francesi? Perché sono il mercato più vicino e similare al nostro e perché la loro organizzazione sindacale è riuscita a interagire tra gli agenti generali e e gli agenti plurimandatari (pochi come in Italia).
    Il modello che auspico da oltre 20 anni è quello di una confederazione di Gruppi Agenti che interloquiscono tra di loro per tutto quello che riguarda la gestione delle problematiche comuni conoscendo a fondo le strategie delle compagnie.
    Compagnie che guarda caso si sono ridotte negli anni a pochi gruppi finanziari nazionali e internazionali e quindi con strategie di mercato molto similari.
    Questa confederazione dovrebbe essere l’asse portante di un sindacato che su stimolo e sollecitazione dei gruppi possa fare azione lobbistica per le problematiche politiche e governative che di volta in volta sorgessero.
    Il gruppo dirigente dovrebbe quindi essere un’emanazione diretta della confederazione.
    Come avrete notato sono ormai superati i presidi provinciali perché sempre più gli agenti si rivolgono al loro interlocutore naturale che sono i gruppi agenti.
    Probabilmente alcuni colleghi mi riterranno un nostalgico, ma se avessimo saputo cavalcare il nuovo che avanza forse qualche cosa in più per la categoria l’avremmo ottenuto, invece di pensare che la soluzione di tutti i problemi era il PLURIMANDATO.
    Oggi a riprova che è stato tutto sbagliato, abbiamo come rappresentanti di categoria per lo Sna un plurimandatario e nell’Unapass un esclusivista (ma l’Unapass non ricercava il libero professionista senza vincoli?)
    Torno a ripetere: il plurimandatario dovrebbe avere il coraggio di fare il broker (courtier per i francesi che a loro tempo erano gli agenti plurimandatari), e l’agente essere rappresentante della compagnia sul territorio.
    Sarebbe bello poterci confrontare in un pubblico dibattito.
    Cordiali saluti
    Cesare D’Ippolito

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