LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA RISPONDONO ALLE ACCUSE COMPARSE SU “LIBERO”

Libero Quotidiano

Libero QuotidianoIn un articolo pubblicato su “Libero” lo scorso 29 marzo,  intitolato “Così Monti ha usato gli assicurati per ingrassare le agenzie“, Matteo Mion – avvocato civilista e collaboratore del giornale – aveva duramente attaccato la categoria, accusandola tra le altre cose di spartire gli utili con le compagnie di appartenenza, in virtù della ritrovata redditività del settore RC Auto.

La risposta delle associazioni di categoria alle accuse di Mion è riportata nelle lettere che tra ieri ed oggi Vittorio Cirasola, presidente ANAPA e Massimo Congiu, presidente UNAPASS, hanno inviato alla direzione del giornale diretto da Maurizio Belpietro.

A costo di essere smentiti, non corrisponde a verità l’affermazione, riportata nell’articolo in questione, secondo la quale, sia pure con un’immagine piuttosto allegorica, attribuirebbe agli agenti la compartecipazione agli utili di compagnia“, si legge nella lettera di Cirasola. Tale affermazione, scrive il presidente ANAPA, sarebbe destituita sia perché “non risultano, salvo residuali teoriche eccezioni, che vi siano agenzie di assicurazione in gestione libera che abbiano partecipazioni strategiche nelle compagnie delle quali ripetono il mandato (e anche se ci fossero, la legislazione imporrebbe la trasparenza per il potenziale conflitto di interesse)“, sia perché alla luce dei dati ANIA, che riportano un calo nella raccolta premi e nel parco circolante e una riduzione della frequenza sinistri compensata dall’aumento medio del costo medio degli stessi, risulta “residuale e molto limitata quella quota di agenti che abbiano usufruito effettivamente del presunto aumento provvigionale al 17%“.

Anche Massimo Congiu torna sull’argomento della spartizione degli utili, ricordando come “in questi anni di andamenti tecnici più che negativi, gli agenti di assicurazioni hanno concordato di ridursi contrattualmente la parte fissa delle proprie provvigioni, affinchè sulle tariffe fossero sempre più contenuti i cosi detti caricamenti. Inoltre – ricorda ancora il presidente UNAPASS – hanno responsabilmente concordato diversi modelli della remunerazione maggiormente corrispondenti alla ciclicità degli andamenti tecnici e del ciclo economico di tutto il Paese“.

Questa assunzione di responsabilità degli agenti – conclude quindi Congiu – ha inciso fortemente nei bilanci delle agenzie, a tutti gli effetti singole imprese, tanto da comprometterne la stabilità economica, riducendola di ben oltre il 30% negli ultimi 5 anni, pur riuscendo con molti sforzi a mantenere inalterati i livelli occupazionali per oltre 60.000 dipendenti e 160.000 collaboratori“.

Intermedia Channel

Articolo di Matteo Mion, pubblicato su “Libero” del 29 marzo 2013

Lettera di Vincenzo Cirasola

Lettera di Massimo Congiu

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2 Comments

  1. aleardo said:

    PRIMA Risposta del 2/4/2013 all’Avv. Mion per il Suo articolo

    Signor Mion buongiorno.
    Mi scuso per averle scritto solo ora ma mi premeva farLe i complimenti per le sciocchezze da Lei scritte sul quotidiano Libro al quale manderò una mia considerazione sull’articolo.
    Da anni gli agenti ( forse non tutti) , si battono a difesa del loro unico patrimonio, il cliente, e il Vs/articolo è la dimostrazione di quanta ignoranza continui ad esserci nel mondo del giornalismo.
    Forse è ora che cambi giornale.
    Lei riesce ad associare gli Agenti alle Compagnie, e mi permetto di dirLe che da Avvocato dovrebbe meglio comprendere ciò che scrive.
    Unificare 100/200/500 agenti agli oltre 7/8000 , sempre ammesso che TUTTI abbiamo ottimi andamenti è quanto di più sbagliato poteva dire.
    Oggi il 70% degli agenti sopravvive, me compreso, con costi agenziali e burocratici altissimi; se vuole farsi due conti bussi alle giuste porte.
    Gli accordi integrativi al mandato sono al 99,99% dei casi a favore delle Mandanti, non degli agenti; ed alcuni colleghi prendono provvigioni tra il 6 ed il 9%. Se vuole sono disposto a farle vedere le mie provvigioni, con un anzianità di mandato quasi trentennale, NON si avvicinano minimamente a quanto da Lei indicato.
    Lei NON ha la più pallida idea di cosa significhi essere “vincolati” ad una singola mandante e sottostare a regole così ferree da togliere il gusto di “continuare questa attività”.
    Non si preoccupi delle Agenzie… tra 7-8 anni, spariranno tutte (se ne perdono circa 1000 l’anno) ed i lauti guadagni ri-entreranno nelle tasche degli assicurati.
    La Sua visione così pressapochista mi lascia allibito e stupefatto.
    Se mi fornisce la Sua mail Le allego alcune mie considerazioni già esternate negli anni passati prima del Suo articolo.
    Rimango a Sua disposizione se volesse avere una visione reale delle agenzie.

    SECONDA Risposta del 4/4/13 all’art. dell’Avv. Mion

    Buongiorno Avv. Mion,
    La ringrazio per la Sua risposta e mi riprometto di tornare senz’altro sull’argomento, magari con una spiegazione/lettera più approfondita piuttosto che con 4 parole di mail.
    Per risponderLe sul mio “turbamento” , è dovuto al bel titolo in grassetto nella quale Lei evidenzia “ingrassare le agenzie” paragonando quanto già riportato nella mia risposta.
    Se vogliamo veramente ridurre i premi della RCA , ci sarebbero decine di cose da fare e noi agenti saremmo i primi a fornire le giuste indicazioni… intanto gliene dico una:
    perché le Forze di Polizia non fermano le centinaia di auto, ora anche autocarri e motocicli con targa estera, perlopiù dell’est Europa, guidate da individui che hanno la residenza o domicilio in Italia (oltre che al proprio Paese) ? Si sottraggono denari quali tassa di proprietà, imposte assicurative e non, multe non pagate, etc etc ed in caso di sinistro , con il mancato risarcimento ai danneggiati spesso Italiani, dovendo attingere al fondo vittime della strada (a carico di chi paga regolarmente l’assicurazione RCA) … basterebbe fermare il veicolo, accertarsi della residenza tramite un collegamento alle questure o altre banche dati, sequestrare il veicolo e riconsegnarlo dopo averlo sottoposto a :
    1) Immatricolazione con targa italiana
    2) Revisione del veicolo
    3) Assicurazione
    4) Pagamento tassa di proprietà.
    Lei sul suo articolo demonizza le agenzie e gli agenti.
    Sempre riferito all’articolo:
    E’ meglio rimpinguare le tasche degli avvocati con parcelle da € 500,00 e oltre ( ricadenti sulle tariffe-collettività) anche quando se ne può fare a meno, o elargire 100 euro all’agenzia (N.B. io non percepisco nulla)? Gli agenti, come fanno a far pagare poco o nulla al proprio assicurato; sono forse dei masochisti? Come fanno a tenere i sinistri sotto il tappeto? Le ribadisco che i nostri tesori sono i clienti ed I miei sinistri vengono aperti entro 24 max 48 ore dalla ricezione denuncia, e così fanno molti miei colleghi deontologicamente e professionalmente validi. L’eccezione può anche esserci ma è pur sempre un’eccezione, non la regola .
    Le assicuro che il vero agente… è disinteressato dalle accuse da Lei mosse.
    Le statistiche del Sole 24 ore mi sono sfuggite, o non erano palesemente rimarcate sugli agenti, altrimenti avrei risposto anche a loro. Mi riprometto di andarle a reperire.
    E… come indicato, Le invio solo un paio delle mie considerazioni, una del 2008 inviata anche a Libero e l’ultima del Dicembre 2012, pubblicata sull’ Agente di assicurazione, rivista del nostro sindacato SNA, al quale sono orgoglioso di appartenere per l’opera che svolge gratuitamente e disinteressatamente a tutela degli Agenti compresi i non iscritti .
    L’occasione mi è gradita per porgerLe
    Distinti Saluti

  2. Angelo said:

    Sono saltato sulla sedia quando ho letto l’articolo di Libero.
    Articoli come quello pubblicato sono espressione e danno voce a quelle lobby di secondo livello che attorno al settore assicurativo gravitano come api sul miele.
    Ma so bene che un bravo lobbista non parla dei costi che incombono sulla sua rappresentanza, ma dei danni astratti che la società civile potrebbe subire.
    Fornitori di ricambi per auto, carrozzieri, avvocati, infortunistica stradale, medici legali, formatori, associazioni di categoria, servizi in genere, in nome del consumatore scatenano campagne demagogiche e populiste per favorire i propri interessi.
    Le tariffe scendono perché migliora il conto tecnico dei sinistri grazie alla “riduzione degli oneri dei sinistri rispetto ai premi.” (fonte ISVAP 06/12/2012)
    E con la diminuzione degli oneri dei sinistri, sono calati i costi degli interventi legali, finora intoccabile fonte di reddito per gli avvocati, alimentata dalla tariffa RCAuto, cioè con i soldi dei cittadini.

    Capisco da dove nascono le motivazioni dell’articolo di giornalisti (avvocati).
    Anche l’articolo su Italia Oggi link rientra in questa logica.

    Non riesco ad accettare, però, lezioni di moralità e di etica da parte di chi, con i fatti, adotta comportamenti da free rider (fonte sole24 link).
    Ricordiamoci, e ricordiamolo a chi parla di noi, a chi su di noi legifera o ci accusa impropriamente, siamo l’unica categoria professionale che paga tutte le tasse e certo di più di quello dovuto, perché dimentica di beneficiare appieno di tutte le agevolazioni fiscali concesse.
    Meritiamo rispetto, per questo, e per il ruolo di welfare state che ricopriamo esercitando la nostra professione.
    Siamo gli unici in grado di difendere i clienti-consumatori dal rischio della distribuzione di massa poco professionale, guidandoli nella giungla normativa dei contratti di assicurazione e scegliendo per loro i contratti più adeguati.
    Mi sono sentito in dovere di lasciare un mio commento con orgoglio, offeso e scredito come Agenti di assicurazione, per la passione che dedico ad una professione che svolgo ogni giorno con grande rispetto verso tutti i miei clienti e verso le compagnie per le quali ripeto mandato.

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